Ecomondo 4 11 2020Il 4 novembre, nell’ambito delle attività di ECOMONDO 2020, su iniziativa del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, del Cluster BIG, Bluemed CSA e Federpesca, si terrà un evento sul tema Blue Growth che intende favorire un confronto ed una progressiva strutturazione della Comunità marino-marittima nazionale (Ricerca e Università, Imprese, Amministrazioni, Società Civile).

 

Consultare l’agenda al seguente link  https://en.ecomondo.com/events/program/seminars-and-conferences/e16143505/blue-growth-sana-e-circolare-nei-mari-italiani-esempi-di-circolarita-nelle-catene-del-valore-marittime.html

 

Intervengono, tra gli altri, Luigi Giannini, Vice presidente della Federazione del Mare e Presidente di Federpesca, e Daniele Bosio, Coordinatore Nazionale Westmed

 

Per partecipare, registrarsi  all’indirizzo https://en.ecomondo.com/visit/info/reserved-area/register 

Logo ENMC quadrato

Il 22 ottobre, si è tenuto l’Annual General Meeting dell’European Network of Maritime Clusters (ENMC), presieduto da Arjen Uytendaal e coordinato da Marjolein van Noort, Segretario generale di ENMC, in videoconferenza con tutti membri dell’organizzazione in linea con le esigenze di sicurezza dettate dall’attuale situazione sanitaria.

Nel corso dell’incontro sono state trattate le problematiche che il settore marittimo europeo sta affrontando guardando alle opportunità nei diversi mercati che potrebbero presentarsi nei prossimi due anni con particolare attenzione alla digitalizzazione e all’economia circolare.

In rappresentanza della Commissione Europea è intervenuto Christos Economou, direttore Maritime Policy and Blue Economy della DG MARE, che ha ribadito l’intenzione di coinvolgere ENMC nel dialogo con le parti interessate connesso allo sviluppo della strategia per l'economia blu. Verranno organizzati incontri. anche sul fondo Blue Invest e sui finanziamenti europei e, a tal fine è stata ribadita l’importanza di fornire i dati statistici del cluster.

Sono stati poi presi in esame i principali temi del settore marittimo a cominciare dall’esigenza di ridurre significativamente le emissioni di Co2 dei trasporti marittimi al fine di rafforzare il trasferimento modale dalla strada al mare, così come i cambi di equipaggio che rimangono ancora molto problematici.Immagine7

Mario Mattioli, Presidente della Federazione del mare, è intervenuto in rappresentanza del cluster marittimo italiano evidenziando che prima della pandemia si è registrata una crescita importante del settore, testimoniata dai dati del VI Rapporto sull’Economia del Mare da cui emerge che in Italia l’economia del mare, con una produzione pari a circa 34 miliardi di euro, rappresenta il 2% del PIL nazionale e dà lavoro a circa 300.000 addetti, direttamente e nell’indotto.

Certamente la pandemia ha creato molti problemi nel settore anche se in tutti i comparti vi è stata una risposta forte a dimostrazione del fatto che quello marittimo-portuale è un settore fondamentale per l’economia del Paese e per la vita quotidiana dei cittadini.

Nonostante le grandi difficoltà soprattutto registrate nel settore passeggeri vi sono timidi segnali di ripresa, sia per le crociere, che per i traghetti, mentre i cantieri hanno potuto proseguire nella loro attività. Particolare il caso della nautica italiana che, unica in Europa, è riuscita ad organizzare il Salone Nautico di Genova che, nel rispetto delle norme di sicurezza, ha avuto un grande successo.

Laurence Martin, Segretario generale della Federazione del Mare, ha ricordato il progetto “Future-proof skills for the maritime transport sector” finanziato dalla Commissione europea e gestito da un consorzio che raggruppa 27 partners UE di 16 Stati membri, tra i quali  per l’Italia, il Polo Nazionale per la formazione di figure professionali legate al cluster marittimo- ForMare, che mira a sviluppare strategie per identificare e soddisfare i futuri fabbisogni di competenze del settore marittimo e attirare un numero maggiore di europei a lavorare nelle industrie marittime.

 

The Pope video 4 agosto 2020“La vita del marinaio, del pescatore e delle loro famiglie è molto dura.  A volte è caratterizzata dal lavoro forzato o dall’essere abbandonati in porti lontani. La concorrenza della pesca industriale e l’inquinamento rendono poi il lavoro ancor più complicato. Senza i marittimi, in molte zone del mondo si soffrirebbe la fame. Preghiamo per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie”.

 

Lo afferma Papa Francesco nell’Intenzione di preghiera del mese di agosto, accompagnata anche questo mese da un videomessaggio.

 

Diffuso come ogni mese dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, il video per l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di agosto è stato realizzato in collaborazione con Stella Maris (Apostolato del Mare), il ministero marittimo della Chiesa cattolica che arriva ogni anno a più di un milione di marittimi e pescatori di tutto il mondo. Fondata a Glasgow - Regno Unito - nel 1920, quest'anno celebrerà i suoi 100 anni. Conta su di un'ampia rete mondiale di più di 1.000 cappellani e volontari in oltre 300 porti e da un secolo fornisce assistenza spirituale e sostegno pratico ai marittimi e ai fedeli chiamati a offrire una testimonianza tra quei lavoratori per i quali l'organizzazione si impegna a vigilare affinché non vengano maltrattati per il loro servizio agli altri. 

 

Link al videomessaggio di Papa Francesco: cliccare qui

 

Immagine6Il 21 ottobre 2020, nell’ambito dell’XI Festival della Diplomazia a cura di Diplomacy, si è tenuto il webinar “Developing Sustainable Cruise Tourism" promosso dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Indian Ocean Rim Association (IORA) con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione IORA-Italia nel campo del turismo crocieristico sostenibile.

La Federazione del Mare, in rappresentanza del cluster marittimo italiano, ha supportato l’evento partecipando attivamente con la presidenza di tre sessioni.

In particolare,

  • Luigi Giannini, Presidente dell’Italy IORA Committee, nonché Presidente di Federpesca e vice presidente della Federazione del Mare, ha presieduto la sessione “How cruise lines and cruise ports are fighting back & Impacts on cruise jobs and recruitment (prevention & control, emergency mechanisms)”
  • Laurence Martin, Segretario Generale della Federazione del Mare, ha presieduto la sessione “Restarting cruise market and regaining market confidence”,
  • Vincenzo Petrone, Presidente Assonave e Vicepresidente della Federazione del Mare e dell’European Network of Maritime Clusters (ENMC), ha presieduto la sessione “Future development trend of cruise industry after the epidemic

Dall’evento è emerso che la regione dell'Oceano Indiano e i membri della Indian Ocean Rim Association (IORA) sono ben posizionati per dare un contributo significativo come potenziale mercato di "nicchia" per il turismo crocieristico internazionale.

Al webinar, aperto da Manlio Di Stefano, Sottosegretario al MAECI, e coordinato Mario Vattani, DG Mondializzazione e le Questioni Globali del MAECI e Focal Point Italiano di IORA, hanno partecipato numerosi rappresentanti degli Stati membri IORA e operatori del settore crocieristico italiano e internazionale. In particolare, Francesco Maria Di Majo, Presidente AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Rossella Carrara e Roberto Alberti per Costa Crociere, Massimo Debenedetti, Corporate Vice President Research & Innovation di Fincantieri, John Portelli, direttore generale del Roma Cruise Terminal.

Final_Agenda_-_IORA_Italy_Webinar_on_Sustainable_Cruise_Tourism.pdf.

 

Press_Release_Italy_IORA_Webinar_on_Cruise.pdf

 

Sessione GianniniSessione Martin

Sessione Petrone

Sessione Vattani

 

copA4 2019 OKx stampa laser2Roma, 3 agosto 2020 – La sesta Edizione del Rapporto sull’economia del mare, presentata a dicembre 2019 presso il CNEL, in coincidenza con le celebrazioni dei Venticinque anni dall’istituzione della Federazione del Mare, ancora una volta pone in risalto il ruolo strategico della nostra economia marittima ai fini dello sviluppo di tutto il Paese.

Il progetto che la Federazione del Mare persegue dal 1994 nell’approfondire il nesso tra le attività marittime nazionali e lo sviluppo socio-economico del Paese, si concretizza in questo nuovo Rapporto realizzato sempre insieme alla Fondazione Censis, per assicurare autorevolezza e continuità allo studio, ma anche con analisi ampliate all’Europa e al Mediterraneo, condotte a cura di Cogea e di SRM (Centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo).

Il VI Rapporto sull’economia del mare, oltre ad evidenziare che il valore prodotto dall’economia del mare e la sua importanza socio-economica - con le significative ricadute occupazionali del cluster marittimo, sia dirette che indotte nel resto dei settori della nostra economia - sono fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese, conferma lo sviluppo e i successi raggiunti, indicando anche le sfide che si devono affrontare sia in Europa che nel Mediterraneo, in una fase storica particolarmente delicata come è quella attuale.

Come la Federazione del Mare non tralascia mai di sottolineare, quella legata al mare è una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione ben richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo, questione quanto mai sentita tra i soggetti pubblici e privati che in essa operano da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo.

Quello marittimo è infatti un settore fortemente regolato, sia a livello internazionale, sia europeo e nazionale, un settore di cui un deciso processo di ammodernamento normativo ha a suo tempo assicurato la competitività e favorito lo sviluppo, con le riforme del sistema portuale nel 1994, ove già si anticipava ampiamente quella poi realizzata negli ultimi anni, e nel 1998 della navigazione mercantile internazionale, riforma quest’ultima impostata con successo secondo linee-guida della Commissione europea più volte confermate e poi estesa ove possibile alla navigazione crocieristica, a quella del cabotaggio maggiore, a quella da diporto, a quella peschereccia.

L’impatto delle attività legate al mare va ben oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione logistica e tocca direttamente l’intero apparato produttivo nazionale, agricolo e industriale, tanto che al cluster marittimo vengono attribuiti beni e servizi per un valore di oltre 34 miliardi di Euro, pari al 2 per cento del Prodotto interno lordo complessivo e al 3,5 per cento della sua componente non statale, con acquisti di beni e servizi nel resto dell’economia italiana che sfiora annualmente i due terzi di tale valore.

“Proprio perché il nostro sistema marittimo è vincente – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare - sarebbe bene assicurargli una sede politico-amministrativa adeguata. L’auspicio della Federazione è quindi che anche in Italia, accanto al rafforzamento dell’attenzione dedicata al mare, si giunga all’istituzione di un’unità amministrativa specifica con poteri di coordinamento, in modo che una catena di comando ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione e nell’attuazione delle decisioni in campo marittimo (tra queste in primis una semplificazione burocratica) e sia in grado di farlo in tempi conformi agli standard europei e internazionali caratteristici di questo mondo”.

Il VI Rapporto sull’economia del mare è disponibile nel sito della Federazione del mare (http://www.federazionedelmare.it/pubblicazioni-della-federazione/pubblicazioni-della-federazione/149-vi-rapporto-sull-economia-del-mare)