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Il mondo marittimo è riunito ormai dal 1994 nella Federazione del Mare. Essa costituisce il cluster  marittimo italiano e vuole rafforzare la conoscenza del Paese e della sua classe dirigente circa l’importanza economica e sociale delle attività legate al mare.

A tal fine, sono stati via via elaborati assieme alla fondazione Censis una serie di rapporti che definiscono il contributo delle attività marittime, siano esse produttive di beni e servizi o istituzionali, allo sviluppo e all’occupazione, mettendo in evidenza come esse si pongano tra i settori economici nazionali più dinamici e svolgano un ruolo di grande importanza nel definire l'assetto logistico e manifatturiero del Paese.

Un nuovo studio, il VI Rapporto sull’economia del mare, che aggiorna i dati e ne amplia l’analisi all’Europa (a cura di Cogea) e al Mediterraneo (a cura di Srm-Gruppo Banca Intesa), sarà presentato a Roma, presso il CNEL, la mattina di giovedì 12 dicembre prossimo, assieme al volume Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo, anch’esso curato dal Censis, con il sostegno dei gruppi d’Amico e Grimaldi e di Ucina-ConfindustriaNautica.

In entrambi si  sottolinea il ruolo strategico del mondo marittimo in un Paese come l’Italia, potenza manifatturiera povera di materie prime, grande esportatrice oltremare, ricca di coste e di isole, di pesca, di turismo costiero e crocieristico.

Non appena disponibile verrà reso noto il programma della giornata

Tavolo presidenzaIl 21 ottobre 2019, a Roma presso la sede di Confitarma, si è tenuto l’incontro tra Italia e Indian Ocean Rim Association (IORA), dedicato al tema “Blue economy e collaborazione Italia-IORA: la decarbonizzazione del trasporto marittimo”, organizzato da Diplomacy, nell’ambito del Festival della Diplomazia, in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e la presidenza sudafricana di IORA e con il supporto della Federazione del Mare in rappresentanza del cluster marittimo italiano.

L’incontro si è aperto con i saluti di Carlo Lombardi, Segretario Generale della Federazione del Mare, Luca Sabbatucci, direttore generale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Sheldon Moulton, Ministro plenipotenziario dell’ambasciata del SudAfrica in Italia Paese che detiene la presidenza IORA, Biagio di Terlizzi, direttore aggiunto e responsabile della cooperazione internazionale di CIHEAM Bari.

Gatot Hari Gunawan, direttore Indian Ocean Rim Association (IORA), nella sua relazione ha ricordato che le recenti conferenze ministeriali dei Paesi IORA hanno creato una base per elaborare strategie volte a rafforzare la cooperazione sulla crescita dell'economia blu nell'Oceano Indiano sulle principali tematiche l'acquacoltura, il turismo marittimo, il coinvolgimento del settore privato nelle infrastrutture, la rete portuale, l'inclusione finanziaria, l'esplorazione e lo sfruttamento sostenibili di varie risorse viventi e non viventi dai mari e affrontare la minaccia di inquinamento marino e detriti di plastica.

Hanno poi partecipato al dibattito, moderato da Mario Vattani, coordinatore UE – Asia Pacifico alla DG Mondializzazione e le Questioni Globali del MAECI, i rappresentanti del Comitato Italia-IORA e i rappresentanti delle ambasciate dei Paesi IORA (Bangladesh, Indonesia, Oman e Tailandia) e dell’Algeria.

Laurence Martin, Capo servizio relazioni internazionali di Confitarma, ha sottolineato come la decarbonizzazione sia una priorità dell’industria marittima. Il primo obiettivo è alle porte con l’adeguamento alla normativa "IMO 2020" sulle emissioni, che dal 1° gennaio 2020 impone che il contenuto di zolfo nelle emissioni delle navi non dovrà superare lo 0,5%. Il secondo obiettivo, da raggiungere nel 2050, è la riduzione del 50% delle emissioni di gas serra rispetto al 2018.

Concludendo, Carlo Lombardi ha ricordato che l’IMO, organizzazione marittima internazionale facente capo alle Nazioni Unite, deve restare l’unica sede deputata ad emanare norme per il settore marittimo. “Solo le normative provenienti da questo organismo internazionale trovano un'applicazione uniforme in tutto il mondo. E questo garantisce una concorrenza leale su tutti i mercati marittimi, un prerequisito per qualsiasi sviluppo della Blue Economy. Un esempio significativo sono proprio gli ambiziosi traguardi adottati per la limitazione delle emissioni delle navi ai fini del contrasto al cambiamento del clima”.

In rappresentanza dell’armamento italiano ha partecipato Paolo Cagnoni, Chairman and CEO di Mediterranea di Navigazione SpA e membro del Consiglio Confitarma.

Sono intervenuti inoltre: Silvia Giulletti (ministero Ambiente), Maria Vittoria Struglia, (ENEA), Luigi Giannini (Federpesca), Giuseppe Palma (Assoittica), Mariano Iadanza (Città della Scienza), Francesco Confuorti (Green Advantage), Leonardo Manzari (EIEAD e WestMed), Francesco Giulio Beltrame Quattrocchi, (Università degli Studi di Genova).

Roma, 21 ottobre 2019

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file1Il 15 ottobre 2019, Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, accompagnato dal vicepresidente Vincenzo Petrone, presidente Assonave, e dal segretario generale Carlo Lombardi, ha incontrato il sen. Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti. Alla fase iniziale dell’incontro ha partecipato anche Luigi Giannini, presidente Federpesca.

Dopo una breve descrizione del ruolo di raccordo svolto dalla Federazione del Mare tra le principali organizzazioni del cluster marittimo nazionale, il quale produce beni e servizi per un valore pari al 3,5% del PIL privato del Paese e sostiene con i suoi venti miliardi di acquisti annui numerosi altri settori dell’economia, sono stati messi in evidenza i principali aspetti critici del settore.

In particolare, il presidente Mattioli ha sottolineato che il mantenimento dell’attuale normativa sul Registro internazionale è indispensabile per assicurare la competitività della bandiera italiana e lo sviluppo della flotta, che costituisce il perno attorno al quale ruotano le principali attività marittime del Paese. Sotto questo profilo, ha sottolineato l’incongruenza di provvedimenti che considerino ogni beneficio fiscale o contributivo al comparto marittimo nazionale come “sussidio ambientalmente dannoso”, quando il trasporto marittimo è considerato, per unità trasportata, quello meno negativo sotto l’aspetto ambientale. In proposito, il presidente Mattioli ha messo in evidenza l’impegno dello shipping mondiale per la riduzione delle emissioni attraverso l’utilizzo di nuovi carburanti ed una limitazione della velocità delle navi.

Il segretario generale Lombardi ha aggiunto come lo sviluppo dell’economia del pianeta si basi sull’integrazione commerciale e, posto che questa avviene per il 90% via mare, penalizzare le navi italiane andrebbe esclusivamente a vantaggio di quelle di bandiera estera, che comunque svolgerebbero gli stessi servizi di trasporto marittimo.

Il vicepresidente Petrone ha sottolineato l’esigenza di costituire un centro di coordinamento delle varie amministrazioni competenti per le materie marittime presso la presidenza del Consiglio, se si vuole effettivamente sfruttare l’occasione data all’Italia dall’allargamento del Canale di Suez e dal conseguente aumento dei traffici marittimi. Una delega in merito affidata ad un dipartimento della Presidenza del Consiglio, che consenta un effettivo superamento dell’attuale dispersione di competenze tra le varie amministrazioni civili e militari appare un prerequisito ad ogni efficace politica di sviluppo del settore.

Il sottosegretario Turco ha sollecitato proposte soprattutto per lo sviluppo della portualità nel Mezzogiorno, prendendo nota con interesse di quanto ricordato in merito dalla Federazione, che cioè  per uno sviluppo dei porti italiani, è indispensabile  un adeguamento delle loro strutture alle nuove esigenze derivanti dal gigantismo navale, nonché da un loro miglior collegamento con le reti di trasporto terrestre, sottraendoli peraltro ai vincoli imposti dall’urbanizzazione e dalla collocazione all’interno di centri storici.

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