Si terrà il 2 e 3 febbraio 2017 a Milano la prima edizione di “Shipping&Logistics meet Industry“, una due giorni di incontro fra le eccellenze italiane dello shipping e della logistica e i settori strategici del “Sistema Italia”, promossa da Federazione del Mare e International Propeller Clubs e organizzata da ClickutilityTeam. Il forum, a cadenza annuale, coinvolgerà i principali settori produttivi nazionali e le loro associazioni di riferimento, proponendo un confronto su come il rafforzamento della competitività del sistema marittimo portuale e logistico italiano possa contribuire alla ripresa e alla crescita del sistema industriale e distributivo nazionale. Un Think Tank di esponenti delle principali associazioni di categoria e del mondo universitario è coinvolto nella progettazione delle singole sessioni e parteciperà attivamente al forum. "Il Propeller Milano e quello nazionale – sottolinea Riccardo Fuochi, presidente del Propeller Milano e coordinatore del Think Tank - sono da tempo promotori di momenti di confronto fra il mondo dello shipping e della logistica e le imprese. Siamo quindi lieti di sostenere l’evento che vede già, dal suo avvio, un Think Tank di grande valore e che coinvolge numerose associazioni del settore, esponenti dell’industria, della finanza e del mondo accademico ed abbiamo già registrato l'interesse di numerose aziende industriali e della logistica nel partecipare attivamente alla manifestazione" . “L'idea si inserisce – aggiunge Carlo Lombardi, segretario generale della Federazione del Mare, promotrice dell'evento - in un percorso di promozione del mondo marittimo e di sviluppo delle sue relazioni che la Federazione ha avviato da alcuni anni nel capoluogo lombardo, centro della vita economica e finanziaria del paese, suscitando un forte interesse anche da parte dell’industria manifatturiera. La manifestazione prosegue l'opera di approfondimento dei temi relativi all'economia marittima, allo shipping e alla logistica ed è per questa ragione che la sosteniamo con convinzione"

Lo scorso 6 novembre il Vice Presidente della Federazione del Mare, Umberto Masucci, è intervenuto allo Shade Med 2016 di Napoli con uno speech su "The Shared and Deconflicting Med Meeting 2016" Building Shipping Industry's resilienceto multi-faceted threats in the Mediterranean".

  A questo link la presentazione Presentazione Umberto Masucci a Shade Med 2016

Il Presidente della Federazione del Mare, Paolo d'Amico ha rilasciato a LLoyd List una dichiarazione sulla Riforma Portuale Italiana: "First of all,  it's important to acknowledge fully that we now have at last, Reform.After more than a decade of failed attempts,  this Reform clearly demonstrates the Government’s sustained interest in this matter. This is Reform aimed at simplifying Governance, assisting with coordination, with infrastructural adequacy: it is Reform intended to greatly benefit all of Italy’s maritime activity.Three points are now significant: to choose the right people with managerial capacity to lead the new Authorities; to allow at last the free market to determine the ports of call in Italy; and finally - to listen and be fully responsive to the voice of Maritime Italy."

Link all'articolo: Lloyd Lyst

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A questo link l'intervento di Carlo Lombardi, Segretario Generale della Federazione del Mare sulla crisi Hanjin a latere della Tavola rotonda del Propeller Milano del 30 settembre                                                                                                                                                                                                                                 

Video Carlo Lombardi

Nel 2008 quasi i tre quarti degli alimenti e dei prodotti agricoli nelle stive delle navi erano diretti o provenienti da porti esteri, e solo il 26% seguiva rotte interne. Il quadro, tuttavia, si è lentamente modificato nel corso degli anni successivi, con il cabotaggio nazionale che è cresciuto e si è rafforzato all’interno del comparto, erodendo quote di mercato e volumi di prodotti trasportati alla navigazione internazionale, fino a muovere il 33% delle quantità di prodotti agroalimentari trasportati via mare nel 2012 Una soglia, questa, tutt’altro che trascurabile se si considera il differente ordine di grandezza dell’interscambio interno rispetto a quello con l’estero, l’impatto della globalizzazione sul commercio internazionale, gli approvvigionamenti e le relazioni commerciali e, ancora, il ruolo dei prodotti agricoli e alimentari italiani nei mercati mondiali da un lato, e il fabbisogno di approvvigionamento alimentare dall’estero che l’Italia ha tradizionalmente evidenziato, i quali contribuiscono a mantenere elevato il livello degli scambi internazionali rispetto a quelli interni. Ma nonostante ciò, l’importanza del mare per gli scambi intra-nazionali di derrate alimentari e prodotti agricoli è del tutto evidente, e agevolata dalla particolare conformazione del Paese, e da una rete di infrastrutture portuali ramificata. A ben guardare, tuttavia, sugli assestamenti rilevati durante il periodo della crisi hanno influito anche le merci trasportate, che presentano delle sostanziali differenze in base al tipo di navigazione. I traffici marittimi di prodotti agroalimentari svolti tra porti italiani, infatti, sono monopolizzati dalle derrate alimentari, che rappresentano quasi i tre quarti dei quantitativi trasportati (74%), mentre verso i porti esteri, o provenienti da questi, viaggiano per lo più prodotti agricoli (pesavano per il 54,2% nel 2008 e per il 52,8% nel 2012) (fig. 20). È complesso stabilire fino a che punto tale differenziazione tra le merci in navigazione internazionale e quelle in cabotaggio sia riconducibile solo alle diverse dinamiche di mercato, che si riverberano anche sul trasporto marittimo, oppure si possa individuare una sorta di specializzazione merceologica, tale per cui, ad esempio, il mare si possa rivelare particolarmente conveniente per il trasporto in Italia di prodotti alimentari, e meno per quelli agricoli, che seguono altre modalità. Ad ogni modo, nell’arco del quinquennio il traffico marittimo ha visto contrarsi maggiormente i flussi di prodotti agricoli (-25,3%), e ciò ha finito per penalizzare maggiormente il traffico internazionale, certamente più esposto sotto questo fronte. Da 19,2 milioni di tonnellate di prodotti agricoli in navigazione (il 47% del traffico riconducibile al food), si è passati a 14,4milioni in cinque anni (43%),mentre le derrate alimentari sono scese da iniziali 21,7 milioni di tonnellate a 18,3, e soltanto nel 2009 la quantità di  prodotti agricoli trasportati via mare è stata superiore a quella di derrate alimentari Ovviamente, anche in termini di incidenza sul totale delle merci trasportate via mare, solo nel 2009 i prodotti agricoli hanno detenuto una quota superiore alle derrate alimentari (l’8,4% rispetto al 7,7%, al netto dei prodotti petroliferi, del greggio e del gas). I prodotti alimentari, al contrario, seppure con andamento altalenante, mantengono quote decisamente più interessanti, e nel 2012 rappresentavano quasi l’8% delle quantità di merci complessivamente trasportate attraverso i mari, dopo aver sfiorato anche quota 9% a più riprese