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Immagine 2021 05 20 220210Il 18 maggio, in video conferenza si è tenuto il primo incontro degli Ambasciatori dell’Italy-Iora Committee, che dal 2019 è attivo nel rafforzare la cooperazione con i membri dello IORA, l’organizzazione intergovernativa che riunisce i paesi dell’Oceano Indiano.

All’incontro, coordinato dall’Amb. Luca Sabbatucci, Direttore Generale della Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale nonché Focal Point dello IORA per l’Italia, Min. Mario Vattani, hanno partecipato gli Ambasciatori di 16 paesi IORA (Australia, Bangladesh, India, Indonesia, Iran, Kenya, Madagascar, Malesia, Mauritius, Mozambico, Oman, Somalia, Sud Africa, Thailandia, Skri Lanka, Emirati Arabi Uniti).

In rappresentanza del Comitato Italy-Iora, in assenza del presidente Luigi Giannini, Vicepresidente della Federazione del Mare e Delegato per l’Internazionalizzazione, a causa di motivi di salute legati alla pandemia Covid-19, è intervenuta la Segretaria generale del Comitato, Laurence Martin, Segretaria generale della Federazione del Mare.

Nel suo intervento Laurence Martin ha ricordato come l’Italia, nazione marittima per storia e geografia, abbia chiaramente dimostrato di essere dedita all’ampliamento delle relazioni tra la regione mediterranea e gli Stati membri di IORA, promuovendo al contempo la crescita, lo sviluppo sostenibile e la cooperazione economica regionale. “Fin dall’inizio, come ha affermato il Ministro degli Affari Esteri, abbiamo investito enormi energie per creare sinergie politiche e realizzare questa partnership”.

“Gli stakeholder marittimi italiani – ha aggiunto – hanno  unito le forze e hanno scelto di articolare la loro partecipazione secondo le linee coperte dai 6 pilastri prioritari di IORA  sulla  Blue Economy, che sono un prezioso strumento per dirigere energia e risorse (pesca e acquacoltura, energia oceanica rinnovabile, porti e trasporti marittimi, Idrocarburi offshore e minerali dei fondali marini, biotecnologia, ricerca e sviluppo marino, turismo).

“La Federazione italiana del Mare, insieme a organizzazioni pubbliche e private, università e istituti di ricerca, ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere la decisione del Governo italiano di avviare un dialogo con IORA, nella convinzione che una cooperazione concreta e operativa debba basarsi anche sul coinvolgimento delle imprese private e della società civile. 

Il risultato è una partnership con il Cluster Marittimo Italiano con l’ampia presenza di aziende e istituzioni la cui competenza spazia dall’osservazione  satellitare all’acquacoltura, dalla  navigazione alla costruzione navale, dall’attività crocieristica alle imbarcazioni da diporto, dagli istituti di ricerca per lo sviluppo della comunità costiera alla ricerca subacquea, alla lotta per la plastica in mare, per il trasporto marittimo a zero emissioni, e molti altri argomenti che hanno contribuito a suggellare e rafforzare questo dialogo. Da segnalare che recentemente lo Studio Legale GIANNI&ORIGONI e GREEN ADVANTAGE hanno deciso di unirsi al Comitato per renderlo più forte e offrire la loro esperienza ai membri storici.

“Senza dubbio i cluster marittimi – ha concluso Laurence Martin – grazie alla loro esperienza e competenza sono importanti strumenti politici per la crescita blu sostenibile e per lo sviluppo dell’occupazione in tutte le regioni costiere”, invitando il Gruppo degli Ambasciatori a collaborare ulteriormente per consolidare la rete di relazioni e individuare priorità e obiettivi per ogni paese che possano guidare la pianificazione delle attività future del Comitato Italia-IORA.

Pascal Lamy

Pascal LamyIl 3 maggio, in video conferenza, l’European Network of Maritime Cluster (ENMC) ha organizzato un incontro con l’economista francesce Pascal Lamy, Chairman della Missione Healthy oceans, seas, coastal and inland waters nell’ambito di Horizon Euro, (il principale programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione) dopo aver ricoperto prestigiosi incarichi tra i quali, direttore del WTO e Commissario europeo al Commercio.

Hanno partecipato all’incontro Arjen Uytendaal, Frederic Moncany De Saint-Aignan e Marjolein Van Noort, rispettivamente presidente, vice presidente e segretaria generale di ENMC, Geneviève Pons, Vice Presidente e Direttore Generale dell’Istituto Jacques Delors, Rob Verkerk, Cluster Marittimo dei Paesi Bassi, Rui Azevedo, e Ruben Eiras Segretrario generale e responsabile Blu economy di Forum Oceano, Evar Engan, Cluster Marittimo Norvegese, Axelle Salvage, Cluster Marittimo lussemburghese. In rappresentanza della Federazione del Mare ha partecipato la Segretaria  Generale Laurence Martin.

Laurence Martin

Durante l’incontro Pascal Lamy e Geneviève Pons hanno illustrato la Missione “Starfish 2030: Restore Our Ocean and Waters” titolo di una delle 5 sfide da risolvere entro 2030 del Programma Horizon Europe (2021-2027). La missione Starfish 2030 si propone di perseguire cinque obiettivi trasversali e complementari che riguardano:

  • la necessità di colmare le lacune che ancora esistono nella conoscenza dell’oceano e nella consapevolezza della sua importanza per tutti noi,
  • la rigenerazione degli ecosistemi marini,
  • la riduzione a zero delle emissioni inquinanti dalle navi,
  • la decarbonizzazione delle acque, marine, costiere e interne,
  • il rinnovamento della governance dell’oceano e delle acque.

“Tramite la pulizia delle acque marine e dolci, il ripristino della loro ricca biodiversità̀ e di un’economia blu sostenibile e rispettosa del clima – ha affermato Pascal Lamy – la missione mira alla scoperta e alla rigenerazione degli ecosistemi marini e d’acqua dolce europei entro il 2030”.

In proposito, nel corso dell’incontro è stato ricordato che il Ministero dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Cluster BIG – Blue Italian Growth e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) ha organizzato un evento di presentazione della missione, intitolato “La Mission Starfish 2030: per una prospettiva italiana del mare”, che si terrà il prossimo 5 maggio e al quale interverranno, tra gli altri Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e Ricerca, Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica.

L’evento sarà interamente online dalle ore 15:00 fino alle 17:30. Ulteriori informazioni e il form per registrarsi all’evento sono disponibili sulla pagina ufficiale dell’incontro: https://www.versohorizoneurope.it/event/mission-starfish-2030-restore-our-ocean-and-waters-salute-degli-oceani-dei-mari-e-delle-acque-costiere-e-interne/.

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FdM chiede il coinvolgimento del cluster marittimo nella transizione ecologica

 

Roma, 24 marzo 2021Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, e Rosalba Giugni, Presidente dell’associazione Marevivo, firmano un protocollo d’intesa con il quale le due organizzazion si impegnano a adottare programmi e iniziative congiunte volte a promuovere specifiche attività di educazione ambientale, soprattutto nelle scuole, e a stimolare iniziative culturali ed educative sul tema della sostenibilità, tutela, valorizzazione ambientale e difesa del mare e delle sue risorse.

Lo ha reso noto il Presidente Mattioli nel corso della riunione odierna del Consiglio della Federazione del Mare, alla quale hanno partecipato i vicepresidenti Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica) e Vincenzo Petrone (Assonave), il segretario generale Laurence Martin, i vice segretari generali Oliviero Giannotti (Assoporti), Marco Paifelman (Federagenti) e Marina Stella (Confindustria Nautica) e quasi tutti i consiglieri.

Oltre a Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo, sono stati invitati alla riunione Aurelio De Carolis, Vice Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Daniele Bosio (MAECI e co-presidenza Italiana Westmed) e Leonardo Manzari (National Contact Hub), Mario Vattani, DG Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, e Fabrizio Vettosi, Managing Director VSL Club SpA Investment & Advisory, Consigliere Confitarma e membro dell’ECSA Sustainable Ship Finance Working Group.

“La Federazione del Mare e Marevivo, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze – ha affermato Mario Mattioli – con questo protocollo si impegnano a portare avanti azioni congiunte per la promozione della cultura del mare e dei temi connessi con la salvaguardia dell’ambiente marino proponendo alle istituzioni iniziative comuni in un’ottica di concretezza e fattibilità, tenendo conto dei reciproci interessi rappresentati”.

“È importante unire le forze per la difesa del mare e per la divulgazione della cultura a salvaguardia di questo nostro importante patrimonio sulla base di regole comuni – ha affermato Rosalba Giugni – Per molti anni, senza un ministero dedicato alle tematiche marittime, ci siamo dovuti confrontare con più di sette ministeri. Oggi, con il Comitato Interministeriale per la transizione ecologica, possiamo tornare ad avere un dialogo costruttivo con le Istituzioni. In questo contesto, Marevivo ha chiesto di inserire in seno al Comitato una Consulta del Mare per possa delineare una politica marittima integrata con le politiche dell’Unione europea, nell’ambito della quale il nostro Paese è forte e può fare molto”.

Il tema della necessità di un maggior coinvolgimento del cluster marittimo italiano nelle iniziative delle istituzioni nazionali ed europee, è stato al centro dei numerosi interventi che si sono susseguiti nel corso della riunione.

Mario Mattioli, ha ricordato che la Federazione del Mare ha inviato una lettera al Presidente Draghi, subito dopo il suo insediamento, chiedendo espressamente di assegnare all’Economia del Mare un ruolo primario nelle politiche economiche, nella interlocuzione con le parti sociali e nella pianificazione del quadro strategico degli investimenti per lo sviluppo del Paese.

Il Consigliere Guido Grimaldi ha sottolineato che in questa fase di elaborazione delle politiche che il Governo intende attuare, è importante evidenziare il notevole contributo che l’industria marittima italiana sta dando allo sviluppo sostenibile con forti investimenti per la riduzione delle emissioni prodotte dalle naviet

Il vicepresidente Vincenzo Petrone ha ribadito l’importanza di un concreto coinvolgimento del cluster marittimo italiano nelle iniziative che il nuovo Governo sta avviando nell’ottica della transizione ecologica e tenendo conto degli pilastri su cui si basa la politica europea delineata nel nuovo programma Horizon Europe (2021-2027) e cioè sviluppo sostenibile e competitività dell’Unione.

Al riguardo, Andrea Piantini, Direttore di Assonave, nell’illustrare la visione e gli obiettivi della strategia del nuovo programma Horizon Europe (2021-2027), si è soffermato sulle problematiche legate all’attuazione delle tre nuove tipologie di partenariati (pubblici-privati), fondamentali per accelerare le transizioni verdi e digitali volti a sostenere lo sviluppo e l’attuazione del programma. Inoltre, ha sottolineato l’esigenza di una maggiore partecipazione degli stakeholder italiani nel contesto della Waterborme Tecnology Platform ove verranno adottate importanti decisioni.

Fabrizio Vettosi, ha illustrato le iniziative finanziarie per lo sviluppo di un’economia blu sostenibile promosse dalla Commisione europea e l’azione che l’ECSA, l’associazione europea degli armatori, volta a consentire che lo shipping e il cluster marittimo dell’UE continuino ad avere accesso a finanziamenti da parte delle banche europee, tenendo conto del fatto che il settore negli ultimi anni ha dimezzato le emissioni grazie a notevoli investimenti green pari a circa 46 milioni di dollari.

Mario Vattani, nell’illustrare le prossime attività sulla blue economy in seno alla Piattaforma Italia- IORA (Indian Ocean Rim Association), di cui l’Italia è partner, e in vista dell’Expo Universale di Dubai che di terrà da ottobre 2021 a marzo 2022, ha ribadito l’interesse del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ad una stretta collaborazione con la Federazione del Mare, apprezzando molto il protocollo d’intesa con Marevivo, quale importante segnale per la transizione ecologica che il governo intende attuare.

Daniele Bosio e Leonardo Manzari dopo aver illustrato le attività della presidenza italiana dell’iniziativa WestMed e dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) e i progetti in corso, hanno ribadito che è essenziale una cooperazione più forte tra tutti i paesi delle due sponde del Mediterraneo, per sfruttare appieno il potenziale dell’economia blu in questa regione soprattuto a seguito della crisi Covid e per affrontare le sfide ambientali e climatiche.

Infine, l’Amm. Aurelio De Carolis, ha illustrato le attività che la Marina Militare italiana sta svolgendo nel Golfo di Guinea per contrastare i crescenti attacchi di pirateria ed ha sottolineato che l’Italia è stata la prima nazione ad inviare unità in quest’area per garantire la sicurezza della navigazione. Anche in questo caso, è stata evidenziata l’importanza di una concreta sinergia tra istituzioni e associazioni del cluster per ottenere importanti risultati positivi.

Laurence Martin

Laurence MartinIn occasione della giornata internazionale delle donne, Mario Mattioli, presidente della Federazione del mare dichiara: “Nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e, anche grazie all’IMO e ad altre organizzazioni marittime, si stanno aprendo anche qui opportunità di carriera per le donne. E sono molte le donne che stanno rispondendo positivamente”.

“Nella guida della Federazione del mare, sono molto contento di essere affiancato da Laurence Martin (Confitarma), che dall’anno scorso è il nuovo Segretario generale, e da Marina Stella (CONFINDUSTRIA NAUTICA), sua vice.

Inoltre, in Italia, vi sono oggi numerose esponenti del mondo marittimo femminile di grande talento e capacità, attive in tutti settore marittimi: terminal, lavoro portuale, autorità marittima, autorità di sistema portuale, ricerca economica, industria armatoriale, lavoro marittimo, organizzazioni marittime, formazione superiore, formazione scolastica.”.

MattioliCiò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere. Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento ma siamo sulla strada giusta”.

Credo che la formazione e la giusta istruzione possano favorire e accelerare l’ingresso delle donne nel mondo del mare.

Così come l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione possono dare loro ottime opportunità, creando nuovi ruoli e competenze e quindi favorendo la creazione di un settore diversificato e dinamico”.

Mario Mattioli Uff

Mario Mattioli UffRoma, 20 gennaio 2021 – Il cluster marittimo guarda con grande attenzione all’attuale situazione politica del Paese ed auspica che nell’ambito della riorganizzazione dell’esecutivo venga tenuto in debita considerazione il ruolo dell’economia del mare per il Paese.

“Siamo consapevoli – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare e di Confitarma – di come possa risultare complesso in questo momento valutare le istanze dei numerosi comparti della nostra economia. Cionondimeno, il mondo del mare ritiene che proprio in momenti di cambiamento come questi possano essere colte importanti opportunità per salvaguardare gli interessi del Paese in un settore d’importanza strategica quale è quello marittimo”.

Trasporti marittimi, cantieristica, pesca, nautica da diporto, porti e terminal industria delle estrazioni, ricerca e tutela del territorio, oltre alle attività connesse dell’indotto, quali assicurazioni, intermediazione, servizi logistici, scuole nautiche nonché attività sportive e ricreative. “Un mondo – sottolinea il Presidente Mattioli – che annualmente produce beni e servizi per un valore di 34 miliardi di Euro (2% del PIL) ed acquista presso le altre branche dell’economia forniture per 20 miliardi di Euro, fornendo occupazione a 530 mila persone”.

“Pertanto – conclude Mario Mattioli – in questa difficile fase di riflessione sull’assetto del Paese, il cluster marittimo chiede con forza che venga costituita un’efficace sede di coordinamento politico-amministrativo dedicata alle attività marittime: ministero del Mare o dipartimento dedicato della Presidenza del Consiglio, comunque una struttura che sappia mettere a sistema la gestione dell’intero cluster marittimo, i cui aspetti sono oggi dispersi tra diverse Amministrazioni, con danni certi per lo sviluppo loro e dell’Italia, leggendo e innovando la passata tradizione del ministero della Marina mercantile, oggi ridotto ad un’unica direzione ministeriale”.

Hanno condiviso l’istanza della Federazione del mare e di Confitarma

Assonave

Federpesca,

Assiterminal,

The International Propeller Club

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Immagine3Roma, 18 dicembre 2020: in video conferenza, si è tenuta la prima riunione interministeriale della Cabina di regia sul mare, presieduta da Manlio Di Stefano, Sottosegretario al MAECI.

Nel suo intervento di apertura dei lavori, Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, ha innanzitutto voluto manifestare “la partecipazione, mia personale e di tutte le organizzazioni federate alla bellissima notizia della liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo, sequestrati in Libia, esprimendo apprezzamento al Ministero degli esteri per la conclusione positiva di questa vicenda, sulla quale evidentemente pesavano criticità non facili”.

“Questa notizia, – ha proseguito il presidente Mattioli – è la migliore premessa che avrei potuto immaginare per il mio intervento odierno. Infatti, la pesca e le sue problematiche rientrano tra tutte le attività legate al mare che la Federazione rappresenta e che vanno ben oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione logistica e tocca direttamente l’intero apparato produttivo nazionale, agricolo e industriale, tanto che al cluster marittimo vengono attribuiti beni e servizi per un valore di oltre 34 miliardi di Euro, pari al 2% del PIL complessivo e al 3,5% della sua componente non statale, con acquisti di beni e servizi nel resto dell’economia italiana che sfiora annualmente i due terzi di tale valore, fornendo occupazione a 530 mila persone.

“Sono notevoli -ha aggiunto Mattioli – le ripercussioni della crisi sanitaria ed economica sul settore marittimo portuale e logistico italiano fortemente integrate nel commercio internazionale: i confini sono stati chiusi, la domanda mondiale è diminuita, la produzione è stata ridotta o addirittura fermata. Per non menzionare l’impossibilità di effettuare i cambi di equipaggio, che sta creando una situazione molto difficile per tutti i marittimi delle unità sia mercantili che da pesca. In proposito – ha aggiunto – è di grande rilevanza la risoluzione dell’ONU che ha dichiarato i marittimi lavoratori chiave”.

“Nel contesto internazionale, tutte le componenti del cluster marittimo, mettono in rete l’economia dell’Italia. “Il nostro sistema marittimo è vincente ed è per questo che occorre assicurargli una sede politico-amministrativa adeguata con poteri di coordinamento, in modo che una catena di comando ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione e nell’attuazione delle decisioni in campo marittimo (tra queste in primis una semplificazione burocratica) e sia in grado di farlo in tempi conformi agli standard europei e internazionali caratteristici di questo mondo. Apprezziamo quanto il MAECI sta facendo attraverso l’importante focal point marittimo grazie al quale molte problematiche con l’estero possono essere risolte. Così come non dimentico i rapporti con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Ambiente, con i quali il settore è in quotidiano contatto”.

“Il nostro Paese si trova in una posizione privilegiata, vera piattaforma al centro di un mare come il Mediterraneo ove passa circa il 20% dell’intero traffico marittimo mondiale, credo – ha aggiunto il Presidente della Federazione del Mare – nonostante ciò, il gap logistico-infrastrutturale dell’Italia viene valutato in circa 70 miliardi di Euro: cifra allarmante per un Paese importatore, trasformatore ed esportatore, che fonda la sua competitività nel contesto globale sulla capacità ed efficienza del sistema logistico.

Per questo è fondamentale per gli interessi economici e di proiezione internazionale del nostro Paese, sostenere politiche volte a promuovere blue economy e attività legate al settore marittimo, alla navigazione, alla pesca, alle tecnologie blu, al turismo costiero e alle energie rinnovabili. Le risorse del Recovery Fund potranno rappresentare importanti opportunità per tutta la nostra economia marittima”.

“In questo contesto, la proposta di legge che mira alla creazione di una zona economica esclusiva, è una buona notizia! La ZEE infatti permetterà al nostro Paese di esercitare, nel rispetto del diritto alla libertà di navigazione, il diritto sovrano di sfruttamento esclusivo delle risorse naturali e l’installazione di strutture artificiali per la tutela ambientale e la ricerca scientifica e sarà anche un importante strumento per sostenere la blue economy e tutto l’indotto economico delle comunità costiere”.

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Foto Consiglio 1 12 2020Roma, 1° dicembre 2020 – Presieduto da Mario Mattioli, si è riunito in videoconferenza il Consiglio della Federazione del Mare che ha visto la partecipazione dei vicepresidenti Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica), Luigi Giannini (Federpesca) e Vincenzo Petrone (Assonave), del segretario generale Laurence Martin, dei vice segretari generali Francesco Giannotti (Assoporti), Marco Paifelman (Federagenti) e Marina Stella (Confindustria Nautica) e di quasi tutti i suoi componenti.

Aprendo i lavori della riunione, Mario Mattioli ha ricordato Francesco Nerli “protagonista per molti anni del mondo marittimo-portuale” condividendo con il Consiglio il cordoglio e la commozione per la sua scomparsa.

Il Presidente Mattioli ha poi sottolineato come il 2020 sia stato “Annus Horribilis” per tutta l’economia nazionale e in particolare per le attività legate al trasporto ed alla logistica, specie per quelle marittime, fortemente integrate nel commercio internazionale e che rappresentano l’anello fondamentale del sistema economico. “Peraltro, con la pandemia è emersa chiaramente l’importanza del settore marittimo-portuale il cui ruolo fondamentale è stato riconosciuto dalle istituzioni, sia italiane che estere. E in questo contesto, la creazione di una vicepresidenza di Confindustria con delega specifica all’Economia del mare, è di grande stimolo per la Federazione del Mare che nel 2021 dovrà capitalizzare questo riconoscimento cogliendo l’occasione della presidenza italiana del G20 e delle iniziative B20 guidate dalla task force di Confindustria, per mettere il mare al centro della ripresa di un’economia blu sostenibile”.

“Occorrerà muoversi, sia come singole associazioni all’interno della compagine confindustriale, sia come Federazione del Mare che potrà dare il suo supporto come rappresenta tutto il mondo del mare”.

Nel corso della riunione, particolare attenzione è stata dedicata al settore delle crociere “eccellenza italiana” che coinvolge tutti i comparti del cluster marittimo (shipping, cantieristica, agenti, porti e terminalisti, società di catering e altri fornitori navali), per le quali è stata auspicata un’azione politica indispensabile per la loro concreta ripartenza. Sono state poi ricordate le iniziative alle quali la Federazione del Mare ha contribuito nel corso dell’anno nell’ambito dell’organizzazione dei cluster marittimi europei (ENMC) nonché il coinvolgimento in iniziative e progetti europei, mediterranei e internazionali ai quali la FdM ha partecipato attivamente.

In proposito, sono stati invitati a partecipare alla riunione del Consiglio:

Mario Vattani, DG Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha illustrato la partnership Italia-IORA (Indian Ocean Rim Association), molto importante per gli interessi economici e di proiezione internazionale del nostro Paese, e focalizzata in particolare al sostegno di politiche volte a promuovere blue economy e attività legate al settore marittimo, alla navigazione, alla pesca, alle tecnologie blu, al turismo costiero e alle energie rinnovabili. Il Consigliere Vattani ha colto l’occasione per ringraziare la Federazione del Mare per il concreto contributo dato sin dall’inizio delle negoziazioni.

Daniele Bosio, Coordinatore Mare della D.G. per gli Affari Politici e di Sicurezza del MAECI, che ha illustrato con Leonardo Manzari, l’iniziativa WestMed, presieduta nel 2020 dall’Italia insieme al Marocco, avente l’obiettivo di promuovere il potenziale dell’economia blu nel Mediterraneo occidentale. La presidenza italiana ha portato avanti sia iniziative connesse con la sostenibilità del trasporto e del green shipping sia iniziative per una maggiore integrazione dei cluster del Mediterraneo.

Daniele Bosio ha poi illustrato la proposta di legge che mira alla creazione di una zona economica esclusiva (ZEE), (area di mare che si estende per 200 miglia nautiche oltre il limite esterno del mare territoriale), il cui iter parlamentare è ancor in corso, che permetterà al nostro Paese di esercitare il diritto sovrano di sfruttamento esclusivo delle risorse naturali e l’installazione di strutture artificiali per la tutela ambientale e la ricerca scientifica e sarà anche un importante strumento per sostenere la blue economy e tutto l’indotto economico delle comunità costiere.

Fabrizio Monticelli, Direttore esecutivo di Formare, che ha illustrato il progetto europeo Skillsea per la promozione della cooperazione strategica tra mondo dello shipping, centri di formazione e autorità competenti, come la formazione abbia un ruolo sempre più centrale nell’articolare, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, risposte adeguate alle nuove sfide del futuro.

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Napoli, 20 novembre 2019. Dopo Trieste e Genova, oggi, a Napoli, presso l’Università Parthenope, ha avuto luogo la terza manifestazione nazionale per celebrare il World Maritime Day dell’IMO, International Maritime Organization, dedicato quest’anno al tema “Empowering Women in the Maritime Community”, organizzata da Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera, Federazione del Mare, The International Propeller Clubs e WISTA Italy.

I lavori della giornata sono stati aperti dai saluti istituzionali. Successivamente si sono tenute due tavole rotonde con la partecipazione di esponenti femminili protagoniste del mondo marittimo-portuale italiano. Raccontando la loro esperienza personale nei vari comparti di attività, hanno ribadito l’importanza della parità di genere nel mondo del lavoro ove una maggiore valorizzazione del contributo delle donne potrebbe aprire nuove opportunità in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Enrico Panini, vicesindaco di Napoli, ha affermato che non esistono luoghi ove le donne non possano dare il loro contributo, mentre Chiara Mancini, assessore alla formazione e alle pari opportunità della Regione Campania ha ricordato il recente lancio del bando “Io ho un sogno. Il futuro è donna” che offre la possibilità a tutte le donne in età lavorativa di frequentare corsi di formazione e specializzazione per accrescere le loro competenze e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope, che ha ospitato la manifestazione, ha sottolineato come anche nel settore marittimo sia importante facilitare l’accesso delle donne ad una formazione tecnica di alto livello e che l’Universita’ lo stesso giorno firmerà una Convenzione con il Comando delle Capitanerie di porto per promuovere l’imbarco di studenti che aspirano a professionalità marittime.

Pietro Vella, Ammiraglio Ispettore, direttore marittimo della Campania, ha portato anche un messaggio dell’Amm. Giovanni Pettorino, Comandante Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che per sopravvenuti impegni non ha potuto essere presente ed ha ricordato che da 20 anni le donne italiane possono entrare a far parte selle forze armate e che molte di loro ricoprono ruoli importanti nell’ambito del corpo delle Capitanerie di Porto.

Mario Mattioli, presidente Federazione del Mare, ha evidenziato che ”finalmente” anche nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne. In Italia sono molte le donne di grande talento e capacità presenti e attive in tutti settore marittimi: terminal: Lavoro portuale, Autorità marittima, Autorità di sistema portuale, Ricerca economica, industria armatoriale, lavoro marittimo, organizzazioni marittime, formazione superiore, formazione scolastica. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere. Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento”.

Umberto Masucci, presidente The International Propeller Clubs e IPC Port of Naples, ha affermato che “le numerose donne protagoniste del Convegno di Napoli sono testimonianza concreta dell’impegno femminile nel settore marittimo-portuale. Non dobbiamo nasconderci le loro difficoltà, ma piuttosto facilitarne sempre l’inserimento, pensando al contributo positivo che le donne possono apportare al nostro sistema”.

Greta Tellarini, docente all’università di Bologna e rappresentate del Wista, ha ricordato che il tema del gender gap viene affrontato in molte sedi internazionali ed europee per promuovere la parità di trattamento uomo-donna  che secondo l’Ocse entro il 2030 dovrebbe aumentare del 10%.

Mauro Coletta, direttore generale Ministero Infrastrutture e trasporti, ha ricordato che il suo dicastero è oggi guidato da una ministra e che nella sua direzione generale le dirigenti sono in maggioranza ma che di fatto nel settore marittimo portuale sono ancora troppo poche le donne con incarichi di vertice e che occorre un costante sforzo comune per favorire la trasformazione nel mondo del lavoro valorizzando il ruolo delle donne.

Alla Tavola Rotonda dedicata alla portualità, moderata da Raffaella Del Prete, socia WISTA, direttrice Reefer Terminal APMT-Savona, sono intervenute Luisa Del Sorbo, direttrice generale Stabia Main Port, Fabiana Esposito, Compagnia Unica Lavoratori Portuali di Napoli, TV (CP) Enrica Naddeo, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto Autorità di sistema portuale, Marianna Buonfanti, ricercatrice SRM (Gruppo Banca Intesa) e Carla Roncallo, presidente AdSP Mar Ligure Orientale, che ha affermato “Penso che davvero sia l’ora di cambiare le cose. Personalmente non mi sono mai sentita discriminata nella carriera lavorativa e questo mi aveva chiuso gli occhi per diversi anni. Sono solo stata più fortunata di altre; i numeri parlano chiaro e fotografano una realtà incredibilmente squilibrata tra i generi, in moltissime realtà lavorative, tra le quali quella dello shipping. Per questo ognuno di noi deve fare il possibile per accelerare un processo che porti alla parità di genere.”

Bianca D’Antonio, giornalista e consigliere IPC Port of Naples, ha moderato la Tavola Rotonda dedicata allo shipping, alla quale hanno partecipato Alexa Fenech,, comandante di una nave del Gruppo Grimaldi, Marjolein van Noort, coordinatrice di ENMC – European Network of Maritime Cluster organizzazione europea dei cluster marittimi, Paola Vidotto, direttrice generale Accademia Italiana Marina Mercantile, Elvira Romano, già dirigente I.N. Duca degli Abruzzi di Napoli, e Mariella Amoretti, armatrice del Gruppo Amoretti e Tesoriera di Confitarma che ha ricordato di essere sempre stata al fianco del padre, fondatore dell’azienda: ciò ha facilitato l’inserimento in un mondo molto maschile ma non ha evitato un lavoro molto impegnativo e duro. “Questo lo sapevamo bene mia sorella ed io ma abbiamo sempre creduto nella nostra azienda e non ci siamo mai poste il problema dell’essere donne e di avere famiglia con figli da gestire. In una situazione di crisi internazionale come quella degli ultimi dieci anni, è stato importante essere unite e determinate, affermando così la nostra leadership sia all’interno della compagnia che al di fuori di essa. Mi riferisco in particolare ai noleggiatori ed al mondo bancario che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. La nostra compagnia è all’avanguardia nel comparto del trasporto di prodotti petroliferi e chimici, ed abbiamo sempre dedicato grande attenzione per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente”.  Infine, Mariella Amoretti ha ribadito l’importanza anche per gli studenti di ingegneria navale di fare esperienza a bordo delle navi.

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Foto gruppo 1Roma, 19 novembre 2019. Nell’ambito delle celebrazioni del suo Venticinquennale, il 18 e 19 novembre la Federazione del Mare ha organizzato a Roma, nella sede di Palazzo Colonna, dove è ospitata da Confitarma, il General Meeting dell’ENMC-European Network of Maritime Clusters, organizzazione che riunisce i cluster marittimi europei.

La sera del 18 novembre, la Federazione del Mare ha offerto una cena ai membri dell’ENMC alla quale hanno partecipato, oltre all’olandese Arjen Uytendaal, presidente di ENMC, e alla coordinatrice Marjolein van Noort, i vertici dei cluster marittimi di Bulgaria, Francia, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna, e naturalmente Italia, rappresentata da Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, accompagnato dal vice presidente Vincenzo Petrone, presidente Assonave e vicepresidente ENMC, Pierluigi Portalupi, delegato ANIA, nonché Carlo Lombardi e Laurence Martin, rispettivamente segretario generale e vice-segretaria della Federazione del Mare.

Il 19 novembre, nel corso dei lavori del General Meeting, il presidente Arjen Uytendaal con i colleghi ha affrontato l’esigenza per ENMC di cooperare con le organizzazioni marittime europee di settore per meglio condividere le esigenze dell’industria marittima nel suo complesso e discutere degli obiettivi comuni in vista dei quali adottare iniziative, sottolineando la necessità di delineare un linguaggio marittimo comune e coordinare i contatti con le istituzioni europee.

Successivamente, dopo un’introduzione di Fabio Faraone, capo servizio Tecnica navale sicurezza e ambiente di Confitarma, sul tema della decarbonizzazione dell’industria marittima, i rappresentanti dei cluster marittimi europei hanno discusso dei prossimi negoziati dell’Ue per un Green Deal che certamente avrà un impatto sul settore marittimo: sarà importante in proposito presentare proposte che tengano conto di tutti gli interessi delle varie componenti della blue economy. Inoltre, è stato ricordato che anche i finanziamenti bancari vengono ormai concessi sulla base della sostenibilità dei progetti e in questo senso si è espressa anche la BEI (Banca Europea degli Investimenti). Ciò vuol dire che se il settore marittimo vuole mantenere l’accesso ai finanziamenti deve essere in grado di dimostrare cosa sta facendo per ridurre le emissioni. Sono state presentate anche alcune iniziative adottate a livello nazionale per ridurre le emissioni.

Altro tema in discussione è stato infine quello dell’importanza di mettere a punto un insieme consolidato di dati statistici che renda più evidente l’importanza strategica che il cluster marittimo riveste per l’economia dell’UE, soprattutto in questo momento storico caratterizzato da un lato da misure per fronteggiare il cambiamento climatico e, dall’altro, dalla pressione del protezionismo e delle guerre commerciali, nonché dall’esigenza di digitalizzazione che richiede forti investimenti. In particolare, nel corso della riunione è emersa l’esigenza di identificare in maniera più precisa quali siano i settori che dovrebbero essere etichettati come “marittimi”, al fine di poter inserire nella valutazione della Blue Economy anche quelli più innovativi, con il loro potenziale in posti di lavoro, innovazione e fatturato. A tal fine, entro febbraio 2020 ENMC insieme agli altri stakeholder interessati a cooperare, presenterà un progetto per realizzare una solida base-dati.

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Il 7 novembre, ad Abu Dhabi, durante la riunione dei Ministri degli Esteri dei paesi membri dell’Indian Ocean Rim Association (IORA), l’Italia è stata ufficialmente accolta come Dialogue Partner di questa importanteorganizzazione regionale.

IORA è per l’Italia un’iniziativa di connettività che per sua natura porta al rafforzamento della collaborazione tra le aree del Mediterraneo e dell’Oceano Indiano, alla luce della crescente importanza che quest’ultima regione ha per gli interessi economici e di proiezione internazionale del nostro Paese.

Dal 2014 il settore della blue economy è stato inserito nelle priorità IORA e l’Italia, considerato il suo ruolo nel Mediterraneo e il tradizionale sostegno a politiche volte a promuovere blue economy e attività legate al settore marittimo, alla navigazione, alla pesca, alle tecnologie blu, al turismo costiero e alle energie rinnovabili, il 27 marzo 2019 ha avviato formalmente la procedura per ottenere lo status di dialogue partner dell’organizzazione.

Questo positivo risultato è stato raggiunto anche con il contribuito della Federazione del Mare, che ha dato il suosupporto all’amministrazione degli Affari esteri e della cooperazione internazionale nell’organizzazione di due incontri tra Italia e IORA: il 17 maggio, la Tavola Rotonda “Italy and the Indian Ocean Rim Association (IORA). Blue Economy as an opportunity to develop stronger cooperation in the Mediterranean and the Indian Ocean”, tenutasi presso la Fiera di Roma; il 21 ottobre, il convegno “Blue economy and cooperation with IORA: seatransport and de-carbonization” svoltosi nella sede di Palazzo Colonna.

Nel corso della riunione ministeriale del 7 novembre, la presidenza IORA è passata agli Emirati Arabi Uniti e unapartnership concreta e operativa dell’Italia, anche in vista dell’EXPO 2020 a Dubai, potrà in futuro aumentare lapresenza dell’Italia in una regione dove sono rilevanti le sfide dello sviluppo sostenibile e della sicurezza marittima, consentendo peraltro di cogliere i reciproci benefici che offre il forte sviluppo dei paesi rivieraschi dell’Oceano Indiano.

 

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IORA – Indian Ocean Rim Association, è un’organizzazione intergovernativa costituita nel 1997, a seguito di una visita di Stato dell’allora Presidente sudafricano Nelson Mandela in India, avente l’obiettivo di facilitare gli scambi e gli investimenti tra i Paesi membri e promuovere la cooperazione economica sostenibile ed alcuni settori prioritari: agevolazioni per il commercio e gli investimenti; sicurezza marittima; gestione della pesca; gestione dei disastri; collaborazione accademica, scientifica e tecnologica; turismo e scambi culturali.

La membership IORA include in un campo d’azione comune Europa, Africa e Asia, ponendosi come ideale interlocutore per l’Italia nella visione di un “Mediterraneo allargato”.

I 22 Paesi membri di IORA sono Australia, Bangladesh, Comore, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Iran, Kenya, Madagascar, Maldive, Malesia, Mauritius, Mozambico, Oman, Seychelles, Singapore, Somalia,Sud Africa, Sri Lanka, Tanzania, Tailandia, Yemen. Oltre all’Italia. Oltre alla recente adesione dell’Italia, gli altri dialogue partners di IORA sono Cina, Corea del Sud, Egitto, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti, Turchia.

Data la crescente importanza dell’Oceano Indiano nel commercio marittimo mondiale – ove si concentra un terzo del traffico marittimo mondiale, due terzi dei traffici di carichi secchi alla rinfusa e un terzo di quelli petroliferi nonché circa la metà dei traffici mondiali con navi portacontenitori – le priorità che IORA ha identificato sono strettamente legate alla blue economy: pesca e acquacoltura; energia oceanica rinnovabile; porti marittimi e shipping; idrocarburi offshore e minerali per fondali marini; biotecnologie marine, ricerca e sviluppo, turismo. Il Segretariato di IORA è ospitato dal governo della Repubblica di Mauritius.