Tavolo presidenza

Tavolo presidenzaIl 21 ottobre 2019, a Roma presso la sede di Confitarma, si è tenuto l’incontro tra Italia e Indian Ocean Rim Association (IORA), dedicato al tema “Blue economy e collaborazione Italia-IORA: la decarbonizzazione del trasporto marittimo”, organizzato da Diplomacy, nell’ambito del Festival della Diplomazia, in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e la presidenza sudafricana di IORA e con il supporto della Federazione del Mare in rappresentanza del cluster marittimo italiano.

L’incontro si è aperto con i saluti di Carlo Lombardi, Segretario Generale della Federazione del Mare, Luca Sabbatucci, direttore generale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Sheldon Moulton, Ministro plenipotenziario dell’ambasciata del SudAfrica in Italia Paese che detiene la presidenza IORA, Biagio di Terlizzi, direttore aggiunto e responsabile della cooperazione internazionale di CIHEAM Bari.

Gatot Hari Gunawan, direttore Indian Ocean Rim Association (IORA), nella sua relazione ha ricordato che le recenti conferenze ministeriali dei Paesi IORA hanno creato una base per elaborare strategie volte a rafforzare la cooperazione sulla crescita dell’economia blu nell’Oceano Indiano sulle principali tematiche l’acquacoltura, il turismo marittimo, il coinvolgimento del settore privato nelle infrastrutture, la rete portuale, l’inclusione finanziaria, l’esplorazione e lo sfruttamento sostenibili di varie risorse viventi e non viventi dai mari e affrontare la minaccia di inquinamento marino e detriti di plastica.

Hanno poi partecipato al dibattito, moderato da Mario Vattani, coordinatore UE – Asia Pacifico alla DG Mondializzazione e le Questioni Globali del MAECI, i rappresentanti del Comitato Italia-IORA e i rappresentanti delle ambasciate dei Paesi IORA (Bangladesh, Indonesia, Oman e Tailandia) e dell’Algeria.

Laurence Martin, Capo servizio relazioni internazionali di Confitarma, ha sottolineato come la decarbonizzazione sia una priorità dell’industria marittima. Il primo obiettivo è alle porte con l’adeguamento alla normativa “IMO 2020” sulle emissioni, che dal 1° gennaio 2020 impone che il contenuto di zolfo nelle emissioni delle navi non dovrà superare lo 0,5%. Il secondo obiettivo, da raggiungere nel 2050, è la riduzione del 50% delle emissioni di gas serra rispetto al 2018.

Concludendo, Carlo Lombardi ha ricordato che l’IMO, organizzazione marittima internazionale facente capo alle Nazioni Unite, deve restare l’unica sede deputata ad emanare norme per il settore marittimo. “Solo le normative provenienti da questo organismo internazionale trovano un’applicazione uniforme in tutto il mondo. E questo garantisce una concorrenza leale su tutti i mercati marittimi, un prerequisito per qualsiasi sviluppo della Blue Economy. Un esempio significativo sono proprio gli ambiziosi traguardi adottati per la limitazione delle emissioni delle navi ai fini del contrasto al cambiamento del clima”.

In rappresentanza dell’armamento italiano ha partecipato Paolo Cagnoni, Chairman and CEO di Mediterranea di Navigazione SpA e membro del Consiglio Confitarma.

Sono intervenuti inoltre: Silvia Giulletti (ministero Ambiente), Maria Vittoria Struglia, (ENEA), Luigi Giannini (Federpesca), Giuseppe Palma (Assoittica), Mariano Iadanza (Città della Scienza), Francesco Confuorti (Green Advantage), Leonardo Manzari (EIEAD e WestMed), Francesco Giulio Beltrame Quattrocchi, (Università degli Studi di Genova).

Roma, 21 ottobre 2019

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file1Il 15 ottobre 2019, Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, accompagnato dal vicepresidente Vincenzo Petrone, presidente Assonave, e dal segretario generale Carlo Lombardi, ha incontrato il sen. Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti. Alla fase iniziale dell’incontro ha partecipato anche Luigi Giannini, presidente Federpesca.

Dopo una breve descrizione del ruolo di raccordo svolto dalla Federazione del Mare tra le principali organizzazioni del cluster marittimo nazionale, il quale produce beni e servizi per un valore pari al 3,5% del PIL privato del Paese e sostiene con i suoi venti miliardi di acquisti annui numerosi altri settori dell’economia, sono stati messi in evidenza i principali aspetti critici del settore.

In particolare, il presidente Mattioli ha sottolineato che il mantenimento dell’attuale normativa sul Registro internazionale è indispensabile per assicurare la competitività della bandiera italiana e lo sviluppo della flotta, che costituisce il perno attorno al quale ruotano le principali attività marittime del Paese. Sotto questo profilo, ha sottolineato l’incongruenza di provvedimenti che considerino ogni beneficio fiscale o contributivo al comparto marittimo nazionale come “sussidio ambientalmente dannoso”, quando il trasporto marittimo è considerato, per unità trasportata, quello meno negativo sotto l’aspetto ambientale. In proposito, il presidente Mattioli ha messo in evidenza l’impegno dello shipping mondiale per la riduzione delle emissioni attraverso l’utilizzo di nuovi carburanti ed una limitazione della velocità delle navi.

Il segretario generale Lombardi ha aggiunto come lo sviluppo dell’economia del pianeta si basi sull’integrazione commerciale e, posto che questa avviene per il 90% via mare, penalizzare le navi italiane andrebbe esclusivamente a vantaggio di quelle di bandiera estera, che comunque svolgerebbero gli stessi servizi di trasporto marittimo.

Il vicepresidente Petrone ha sottolineato l’esigenza di costituire un centro di coordinamento delle varie amministrazioni competenti per le materie marittime presso la presidenza del Consiglio, se si vuole effettivamente sfruttare l’occasione data all’Italia dall’allargamento del Canale di Suez e dal conseguente aumento dei traffici marittimi. Una delega in merito affidata ad un dipartimento della Presidenza del Consiglio, che consenta un effettivo superamento dell’attuale dispersione di competenze tra le varie amministrazioni civili e militari appare un prerequisito ad ogni efficace politica di sviluppo del settore.

Il sottosegretario Turco ha sollecitato proposte soprattutto per lo sviluppo della portualità nel Mezzogiorno, prendendo nota con interesse di quanto ricordato in merito dalla Federazione, che cioè  per uno sviluppo dei porti italiani, è indispensabile  un adeguamento delle loro strutture alle nuove esigenze derivanti dal gigantismo navale, nonché da un loro miglior collegamento con le reti di trasporto terrestre, sottraendoli peraltro ai vincoli imposti dall’urbanizzazione e dalla collocazione all’interno di centri storici.

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14 ottobre 19

14 ottobre 19Il 14 ottobre 2019, il Consiglio della Federazione del Mare, riunitosi a Roma sotto la presidenza di Mario Mattioli, ha confermato che il 12 dicembre 2019, presso la sede del CNEL verrà presentato il VI Rapporto sull’economia del mare,  quest’anno realizzato in collaborazione con tre istituti di ricerca.

Il CENSIS come nelle precedenti edizioni del Rapporto cura la parte dedicata all’Italia, mentre al COGEA è stata affidata la sezione dedicata all’Europa e a SRM quella sul Mediterraneo.

 

Assieme al VI Rapporto verrà presentato anche lo studio del Censis “Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo”.

 Tiziano Treu, Presidente del CNEL ha già confermato la sua partecipazione all’evento.

 

Relatori Convegni 1

Relatori Convegni 1Il 19 settembre 2019, a Genova, è stata inaugurata la 59^ edizione del Salone Nautico organizzato da UCINA con oltre 1.000 imbarcazioni, 986 espositori, 14 nuovi brand e molti stranieri, boom delle vendite online dei biglietti rispetto all’edizione passata che era stata il simbolo della riscossa per Genova dopo il crollo del Morandi. Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria nautica, ha accolto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli e le altre autorità.

Presente all’inaugurazione Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, che ha partecipato anche alla tavola rotonda “Boating economic forecast. Scenari di mercato, trend economici e demografia”, ove ha ricordato che l’impatto delle attività legate al mare va ben oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione logistica e tocca direttamente l’intero apparato produttivo nazionale, agricolo e industriale, tanto che al marittimo vengono attribuiti beni e servizi per un valore di trentatré miliardi di Euro, pari al 2 per cento del Prodotto interno lordo complessivo e al 3,5 per cento della sua componente non statale, con acquisti di beni e servizi nel resto dell’economia italiana che sfiora annualmente i venti miliardi e con un’occupazione di circa mezzo milione di addetti, tra diretti ed indiretti.

Mario Mattioni ha anche ribadito l’auspicio che, accanto a quello del rafforzamento delle risorse già dedicate al mare, venga istituita un’unità dedicata con poteri di coordinamento in modo che una catena di comando ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione politica e nell’attuazione legislativa e amministrativa delle decisioni in campo marittimo, tra le quali una semplificazione che non comporta oneri per lo Stato, e sia in grado di farlo in tempi conformi agli europei e internazionali, caratteristici di questo mondo.

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(Foto  https://www.ligurianautica.com)

Fed Mare Genova 28 giugno 2019

Fed Mare Genova 28 giugno 2019

La proposta del presidente Mario Mattioli di aprire la Federazione del Mare a tutto il cluster per elaborare un documento comune sulle istanze della blue economy è stata unanimemente condivisa ipotizzando una sorta di assise del mare da convocare nel 2020.

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Foto1Il 17 maggio si è tenuta a Roma la Tavola Rotonda “Italy and the Indian Ocean Rim Association (IORA). Blue Economy as an opportunity to develop stronger cooperation in the Mediterranean and the Indian Ocean”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con la presidenza sudafricana di IORA e con il supporto della Federazione del Mare in rappresentanza del cluster marittimo italiano.

Scopo dell’evento, inserito nel programma di EXCO 2019, prima fiera internazionale dedicata alla cooperazione, era quello di favorire i contatti tra l’Italia e gli Stati IORA sulle principali tematiche della Blue Economy quali: pesca e acquacoltura, energie oceaniche rinnovabili, porti e spedizioni marittime, ricerca e sviluppo in biologia marina, turismo e sviluppo delle comunità costiere.

Oltre ai rappresentanti del MAECI e agli ambasciatori dei paesi aderenti a IORA, in rappresentanza del cluster marittimo italiano erano presenti Carlo Lombardi, segretario generale della Federazione del Mare con la vicesegretaria Laurance Martin, caposervizio Relazioni Internazionali di Confitarma, e Luigi Giannini, presidente di Federpesca. (Il comunicato stampa di Federpesca sul sito www.federpesca.it)

Carlo Lombardi, dopo aver ricordato le dimensioni e il ruolo del cluster marittimo in Italia, possibile esempio anche per lo sviluppo dei paesi IORA, ha messo in evidenza che le barriere commerciali stanno diventando sempre più diffuse e rappresentano una preoccupante tendenza. Ha in proposito ribadito l’impegno del cluster marittimo italiano per la salvaguardia e promozione di politiche e principi di libero scambio in tutto il mondo, riconoscendo l’importante ruolo svolto dall’organizzazione del commercio mondiale (WTO).

Inoltre, il segretario generale della FdM ha posto l’accento sulla questione della demolizione e del riciclaggio delle navi, tema molto sentito a livello europeo. “Dovremmo riconoscere il forte progresso dei cantieri di paesi dell’Oceano Indiano, i quali stanno ponendosi in linea con la Convenzione di Honk Kong e pertanto auspicano di essere inclusi nell’elenco UE degli impianti autorizzati per le navi battenti bandiera di uno Stato membro. – ha affermato – L’UE deve agire come un vero promotore di ulteriore sviluppo in tale campo, dando a queste strutture la possibilità di entrare nell’elenco UE.

Carlo Lombardi Laurence Martin foto 2Infine, Carlo Lombardi ha ribadito ancora una volta che IMO, organizzazione marittima internazionale facente capo alle Nazioni Unite, deve restare l’unica sede deputata ad emanare norme per il settore marittimo. “Solo le normative provenienti da questo organismo internazionale trovano un’applicazione uniforme in tutto il mondo. E questo garantisce una concorrenza leale su tutti i mercati marittimi, un prerequisito per qualsiasi sviluppo della Blue Economy. Un esempio significativo sono gli ambiziosi traguardi adottati per la limitazione delle emissioni delle navi ai fini del contrasto al cambiamento del clima”. Concludendo, Carlo Lombardi ha condiviso la proposta del presidente di Federpesca di rendere annuale l’incontro tra Italia e IORA a Roma, rendendosi disponibile ad ospitarlo.

 

Roma, 17 maggio 2019

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IORA – Indian Ocean Rim Association, è un’organizzazione intergovernativa costituita nel 1997, a cui oggi aderiscono 22 stati membri e 9 dialogue partner. (https://www.iora.int/en/about/about-iora). Data la crescente importanza dell’Oceano Indiano nel commercio marittimo mondiale – ove si concentra un terzo del traffico marittimo mondiale, due terzi dei traffici di carichi secchi alla rinfusa e un terzo di quelli petroliferi nonché circa la metà dei traffici mondiali con navi portacontenitori – le priorità che IORA ha identificato sono strettamente legate alla blue economy: pesca e acquacoltura; energia oceanica rinnovabile; porti marittimi e shipping; idrocarburi offshore e minerali per fondali marini; biotecnologie marine, ricerca e sviluppo, turismo. Il Segretariato di IORA è ospitato dal governo della Repubblica di Mauritius.

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file 82Il 14 maggio a Palermo si è tenuto il primo WestMED Hackathons, evento organizzato dalla Commissione europea e dalla Co-Presidenza franco-marocchina dell’Iniziativa per lo sviluppo sostenibile della blue economy nel Mediterraneo occidentale, nell’ambito del Dialogo 5+5 (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna + Algeria, Libia, Marocco, Mauritania, Tunisia).

L’iniziativa di Assistenza Tecnica della Commissione Europea (DG MARE) WestMed si propone l’adozione di una comune politica di bacino tra i paesi del Dialogo 5+5, coerenti con le priorità espresse nel relativo Framework for Action. Si opera pertanto per favorire la formazione di partenariati tra stakeholders dei paesi coinvolti, affinché si presentano progetti sui bandi dei principali programmi di finanziamento dell’UE.

La Federazione del Mare ha partecipato direttamente con il vicesegretario generale Laurence Martin, nonché con i rappresentanti delle organizzazioni aderenti Confitarma (Lorenzo Matacena) e Federpesca (Stefania Valentini).

Le idee progettuali emerse nel corso dell’evento su pesca illegale, acquacultura, rifiuti marini e plastica, trasporto sostenibile, cluster marittimi e turismo costiero, verranno trasmesse al “Vertice delle due rive tra capi di stato e di governo” che si terrà il 24 giugno 2019 a Marsiglia.

In precedenza la Federazione del Mare aveva dato il suo contributo ai tavoli preparatori dell’evento che si sono svolti presso il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale il 3 maggio, sottolineando in particolare l’opportunità di sostegno europeo a progetti legati a: centralità del Mediterraneo e dei collegamenti marittimi commerciali tra questo ed il Nord America; strategicità del network tra porti del Mediterraneo; network tra i porti WestMed per il bunkering GNL; integrazione tra cluster mediterranei della logistica in generale e della “logistica del freddo” in particolare; strutture e servizi per la pesca nei porti ed integrazione con progetti relativi a labelling e certificazione del pescato; coinvolgimento diretto delle imprese e degli operatori della formazione secondaria superiore e della formazione professionale; raccolta di marine litter da parte dei pescherecci d’altura ed altre imbarcazioni di pesca; recupero e lavorazione degli scarti della pesca per ottenere prodotti e semilavorati destinati al settore della nutraceutica, farmaceutica.

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Federazione del Mare ospita la riunione preparatoria della Round Table

 

Iora 29 4 2019 per Sito

  

Il 17 maggio si terrà a Roma la Tavola Rotonda “Italy and the Indian Ocean Rim Association (IORA). Blue Economy as an opportunity to develop stronger cooperation in the Mediterranean and the Indian Ocean”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con la presidenza sudafricana di IORA e con il supporto della Federazione del Mare, in rappresentanza del cluster marittimo italiano.

 

A tal fine, il 29 aprile la Federazione del Mare ha organizzato una riunione di coordinamento alla quale sono intervenuti rappresentanti della Federazione del Mare, del MAECI e delle Ambasciate in Italia di Bangladesh, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Iran, Madagascar, Malaysia, Sri Lanka e Sud Africa.

 

L’evento del 17 maggio si inserisce nel programma di EXCO 2019, prima fiera internazionale dedicata alla cooperazione, ed è finalizzato a favorire i contatti tra l’Italia e gli Stati IORA e, naturalmente il cluster marittimo italiano, sulle principali tematiche della Blue Economy quali: pesca e acquacoltura, energie oceaniche rinnovabili, porti e spedizioni marittime, ricerca e sviluppo in biologia marina, turismo e sviluppo delle comunità costiere.

 

Roma, 29 aprile 2019

 

               Laurence Martin e José Inácio Faria

 

 

Il 2 aprile a Bruxelles presso il Parlamento europeo si è tenuta la Conferenza ad Alto Livello “Future for Ocean Governance and Blue Growth”, organizzata con la partecipazione delle principali istituzioni marittime dal deputato europeo portoghese José Inácio Faria, della commissione Ambiente, per affrontate tre importanti temi: modellare la governance globale dell’oceano per il futuro, ottenere mari sani e puliti entro il 2030, promuovere un’economia blu sostenibile.

Per ENMC (European Network of Maritime Clusters), organizzazione di cui l’Italia detiene la vicepresidenza, è intervenuta Laurence Martin, vicesegretario generale della Federazione del Mare.

La rappresentante dei cluster marittimi europei ha ricordato che l’economia blu dell’UE sta crescendo costantemente e che, con un fatturato di oltre 560 miliardi di euro, crea posti di lavoro per quasi 3,5 milioni di persone. “L’industria marittima è un settore vitale e strategico per l’Europa. Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera, con il turismo che ne deriva, e numerose città importanti, il cui sviluppo è tuttora legato al mare, l’Europa è una grande potenza marittima: il 90% del commercio internazionale, l’80% del commercio estero dell’UE e il 40% del commercio interno dell’UE utilizzano la navigazione. Inoltre, gli armatori europei controllano quasi il 40% della flotta mercantile mondiale e sono attori chiave nello shipping. L’industria cantieristica europea è leader mondiale per quanto riguarda le navi da crociera e gli yacht da diporto, mentre l’industria di produzione di apparecchiature e componenti dell’UE serve metà della flotta mondiale. L’attività europea di pesca svolge un ruolo importante nella nostra politica alimentare”.

Lo shipping rappresenta il 3,1% delle emissioni globali di CO2 e senza l’adozione di misure adeguate, le emissioni prodotte dalle navi aumenterebbero ulteriormente nei prossimi anni (fino al 250% entro il 2050, secondo alcune fonti). Ridurre le emissioni di gas-serra dello shipping è quindi fondamentale e su questo l’industria marittima si sta impegnando e condivide la norma dell’International Maritime Organization (IMO) che stabilisce al 2050 una crescita delle emissioni di gas-serra limitata al 50% del livello del 2008. Inoltre, dal 2020 entrerà in vigore in tutto il mondo la normativa IMO che prevede un limite di 0,5% dello zolfo nei carburanti marini.

Facendo riferimento alle affermazioni di una delle associazioni ambientaliste presenti, Laurence Martin ha ribadito che gli armatori europei vogliono navigare con navi pulite e per questo hanno appoggiato la nuova normativa IMO, mentre sono simili navi che i cantieri navali, insieme a fornitori, università e istituti di ricerca vogliono progettare e costruire.

Per compiere passi significativi, assicurare un trasporto a emissioni zero entro il 2050 e quindi contribuire a rendere entro quell’anno l’Europa un’economia e una società a impatto climatico neutro, il settore marittimo è aperto a continuare ad investire e sperimentare, ma per farlo chiede scelte politiche stabili e ha bisogno di una quota equa e sostanziale di finanziamento da programmi come Horizon Europe. In tal modo, l’Europa contribuirà alla lotta globale al cambiamento climatico, oltre ad aiutare i cantieri navali europei a fronteggiare la concorrenza in termini di innovazione e consentire la progettazione e la costruzione dei tipi di navi più innovativi.

Per questi motivi, l’Europa e i suoi Stati membri devono agire ora a livello politico, a sostegno dei settori della navigazione, della costruzione e delle tecnologie marittime.

Roma, 28 febbraio 2019 – Si è tenuto oggi nella sede del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera a Roma il terzo incontro del Cluster marittimo italiano, rappresentato dalla Federazione del sistema marittimo italiano (Federazione del Mare) e dai Propeller Club nazionali, con i vertici delle Amministrazioni marittime militari e civili.

Nel corso del workshop “Funzioni pubbliche, shipping e marittimità”, introdotto da Umberto MASUCCI, presidente dell’International Propeller Clubs, Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare e di Confitarma, ha affermato che “senza il Registro Internazionale oggi non saremmo qui a parlare dei successi della nostra flotta mercantile, la quale – nonostante la crisi dei mercati che dura da più di dieci anni – è ancora in grado di competere sui mercati internazionali”. “Grazie alla legge 30 del 1998 la flotta di bandiera italiana è più che raddoppiata (con posizioni di leadership o di assoluto rilievo nei settori più sofisticati, quali unità Ro-Ro, navi da crociera, navi per prodotti chimici e petroliferi) ed è tornata ad essere competitiva nei traffici internazionali e nel grande cabotaggio dove l’occupazione italiana e comunitaria in venti anni è aumentata del +140%. Oggi le navi di bandiera italiana sono al primo posto in Europa per numero di marittimi italiani e comunitari occupati”.

Infine, il Presidente Mattioli ha messo in evidenza la necessità di “un Ministero del Mare che possa raggruppare tutte le competenze oggi frazionate in più ministeri ed ha sottolineato l’incongruenza delle divisioni all’interno delle varie attività marittime, divisioni, dalle quali derivano difficoltà di coordinamento che penalizzano l’azione regolatoria delle funzioni pubbliche competenti e di fatto ostacolano la semplificazione normativa che tutti gli operatori richiedono. Ciò naturalmente va a detrimento della competitività delle attività marittime italiane”.

Il testo completo disponibile nella sezione Comunicati stampa.

 

La puntata n.275/2019 di Transport è disponibile on line. Per visualizzarla cliccare