Il 26 maggio, a Napoli nella sede del nuovo museo Darwin Dohrn, prima giornata dell’Evento nazionale a cura dell’Iniziativa WestMED intitolato “Acceleratori e Incubatori Blu”, organizzato con il supporto di Cluster Tecnologico Nazionale Blue Italian Growth e della Federazione del Mare, l’adesione del Dipartimento delle Politiche di Coesione all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri.

Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare, insieme a Giovanni Caprino, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale BIG – Blue Italian Growth, e a Fabrizio Monticelli, CEO di Formare-Polo Nazionale per lo shipping, è intervenuto al panel coordinato da Daniele Bosio, del MAECI Coordinatore Nazionale WestMED per l’Italia, nel corso del quale è stato fatto il punto sull’ecosistema Italiano della Blue Economy e sono stati illustrati i primi risultati derivanti dall’alleanza tra Cluster Big e Federazione del Mare.

Mario Mattioli, ha ribadito il fondamentale ruolo dell’economia del mare che per il suo rilievo e la sua integrazione richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo, mentre le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo.

Il ruolo dell’economia del mare emerge proprio nelle situazioni di crisi: Covid-19, blocco del Canale di Suez e ora la guerra in Ucraina lo hanno chiaramente dimostrato: il settore marittimo è stato e continua ad essere il termometro delle ripercussioni delle crisi internazionali sull’economia. Le attività marittime servono il 90% del commercio mondiale, che nell’ultimo decennio è cresciuto da 6 a 10 miliardi di tonnellate e salirà nel 2030 a 17 miliardi. L’integrazione tra le varie aree del pianeta e il loro sviluppo, non sarebbero possibili senza il contributo del mare.

In questo contesto, il ruolo svolto dai cluster marittimi, mediatori tra le regioni dell’UE e i paesi marittimi vicini per aggregare PMI e grandi aziende nei diversi settori dell’economia blu è di enorme importanza. Grazie alle loro caratteristiche, hanno infatti la capacità di contribuire alla trasformazione della catena del valore dell’economia blu per conseguire, tra gli altri, l’obiettivo della neutralità climatica di riduzione delle emissioni di Co2, rendendo i trasporti marittimi e i porti più ecologici.

Questo è uno dei presupposti più importanti e attuali su cui si fonda l’intesa tra la Federazione del Mare e il Cluster BIG. Lo spirito delle due associazioni è perfettamente in linea con il paradigma economico e culturale da cui far partire il modello di sviluppo e le linee guida di una politica economica blu a livello nazionale volto a coniugare competitività, innovazione e sostenibilità.

“Le nostre due organizzazioni si sono impegnate ad adottare programmi e iniziative congiunte volte a promuovere specifiche attività per la divulgazione dei valori e dell’importanza che rappresenta l’economia blu in ogni sua prospettiva, partendo da quella socio-economica e di relazioni internazionali”.

Il sodalizio FdM – Cluster Big si è immediatamente concretizzato nella partecipazione ad un importante progetto, validato dalla Commissione europea: il progetto MEDBAN – Mediterranean Blue Acceleration Network che è stato illustrato nel dettaglio da Fabrizio Monticelli.

MEDBAN, al quale il cluster marittimo italiano (Federazione del Mare e Cluster Big) partecipa nell’ambito di un consorzio insieme ai cluster provenienti da Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, mira a rafforzare l’ecosistema industriale europeo dell’Economia Blu con l’obiettivo di mobilitare le Piccole e Medie Imprese verso processi e tecnologie volti ad adeguare i loro modelli di business verso la transizione verde e digitale, accrescendo così la loro competitività.

Ulteriore espressione della Westmed Alliance, ricordata da Monticelli, è il progetto Erasmus MarMED, presentato lo scorso marzo e ancora in attesa di valutazione, che nasce dall’esigenza dei Maritime Clusters di colmare il gap di competenze della figura del Cluster Manager, al fine di rispondere alle esigenze di innovazione nel settore della Blue Economy e di creare un modello formativo efficace e competitivo per tutto l’ecosistema dei Cluster Marittimi dell’area Mediterranea. Infine, Fabrizio Monticelli ha menzionato il Progetto ISABELLA (P.O.R. CAMPANIA FSE 2014/2020), quale esempio di acceleratore di impresa per l’economia Blu. Il progetto mira, infatti, a sviluppare un percorso di accelerazione di impresa e sperimentare percorsi mirati all’individuazione di nuove figure professionali nell’ambito della green economy, al fine di accrescere l’ecosistema competitivo navale territoriale. Anche tale progetto vedrà coinvolti come stakeholders di settore la Federazione del Mare e il Cluster Big.

Nel pomeriggio Laurence Martin, Segretario Generale della Federazione del Mare, ha coordinato la sessione caratterizzata da un approccio sistemico alla quale hanno gli esponenti dell’eccellenza italiana del mondo della ricerca e dell’innovazione, le piattaforme settoriali dell’Ue, le Agenzie nazionali e regionali, le delegazioni estere di Westmed. Tutti questi organismi, privati e pubblici, regionali, nazionali ed europei che costituiscono la filiera italiana della ricerca e dell’innovazione al servizio della Blue economy, hanno instaurato un dialogo tra fornitori di servizi e facilitatori di investimenti, volto al rafforzamento dell’ecosistema italiano della Blue Economy ed assicurare una transizione verde sostenibile.

Roma, 20 maggio 2022 – Si è chiusa la raccolta di fondi, promossa dalla Federazione del Mare per aiutare le popolazioni vittime del conflitto in Ucraina.

“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla donazione, consentendoci di raccogliere oltre 45.250 euro – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare – Tale cifra, che si aggiunge alle numerose iniziative intraprese a titolo personale da associazioni ed imprenditori del mondo del mare che, spesso anche in forma anonima, si sono attivati offrendo un concreto segnale di vicinanza e sostegno in questo drammatico momento, vuole rappresentare un’ulteriore testimonianza della solidarietà e dell’unità del cluster marittimo italiano”.

I fondi raccolti tramite la Federazione del Mare verranno devoluti alla Croce Rossa Italiana e ad un piccolo hub pediatrico al confine tra Ucraina e Romania che la società Mediterranea di Navigazione di Ravenna sta realizzando con il supporto della Croce Rossa Rumena.

“Desidero espressamente ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa raccolta fondi, – aggiunge il Presidente Mattioli – e cioè le organizzazioni federate Assonave, Confindustria Nautica, Confitarma, Ferderagenti, Federpesca, le imprese Augusta Due Srl, Boat Italy Spa, Dalmare Spa, d’Amico Società di Navigazione Spa, Grimaldi Group Spa, Grimaldi Holding Spa, Scinicariello Ship Management Srl, e tutti coloro che si sono mossi aderendo all’iniziativa della Federazione o ad altre iniziative con l’unico comune obiettivo di portare sollievo e aiuto a popolazioni duramente colpite dal conflitto in atto”.

La Federazione del Mare si unisce alle celebrazioni di tutto il mondo per la prima Giornata internazionale per le donne in mare, istituita dall’IMO nel 2021.

“”Formazione-visibilità-riconoscimento: sostenere un ambiente di lavoro senza barriere: condivido in pieno il tema di quest’anno che sintetizza benissimo l’essenza delle sfide che le donne di tutto il mondo devono affrontare nel settore marittimo”, afferma Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare”.

“Finalmente, oggi nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e, anche grazie all’IMO e ad altre organizzazioni marittime, si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne. Ed è bello vedere che sono numerose le donne che stanno rispondendo positivamente”.

“Ricordo quanto affermato nel 2019 dal Segretario generale dell’IMO, Kitack Lim “Le donne nel mondo marittimo di oggi sono forti, potenti e sfidano costantemente le vecchie percezioni. L’esperienza ci dice che la diversità è meglio; è meglio per il lavoro di squadra, per la leadership e per le prestazioni commerciali. Il mondo marittimo sta cambiando. E in meglio”.

Infatti, aggiunge Mattioli, “oggi vi sono esponenti femminili del mondo marittimo di grande talento e capacità, attive in tutti settori della blue economy: industria armatoriale, pesca, nautica, porti e terminal, ricerca, organizzazioni internazionali, formazione. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere”.

“Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento – aggiunge Laurence Martin, Segretario generale della Federazione del Mare – e la giusta formazione può favorire e accelerare l’ingresso delle donne nel nostro mondo, così come l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione possono dare loro ottime opportunità, creando nuovi ruoli e competenze e quindi favorendo la creazione di un settore diversificato e dinamico.

Nonostante le donne siano sempre più protagoniste dell’economia marittima è ancora lunga la strada per colmare il divario di genere in questo settore. La lotta alle diseguaglianze di genere è e deve essere una priorità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti. Il futuro è nelle nostre mani – ha concluso Laurence Martin -. Dobbiamo lavorare tutti insieme per innovare e garantire pari opportunità per tutti. L’uguaglianza nel mondo del mare è fondamentale per aiutare a raggiungere un futuro sostenibile per l’industria nel suo insieme”.

Federazione del Mare, con Assonave, Assoporti, Confindustria Nautica, Confitarma – Confederazione Italiana Armatori e FEDERPESCA Federazione Nazionale Imprese di Pesca:
Orgogliose di aver sostenuto l’iniziativa di Marevivo Onlus per l’approvazione della Legge Salvamare

Felici di aver contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo condiviso da tutto il mondo dell’economia del mare.

La  Legge Salvamare avrà un impatto ambientale immediato e concreto sulla salute dei nostri mari, laghi e fiumi contribuendo ad un ulteriore sviluppo dell’economia circolare e riconoscendo il ruolo dei pescatori nella raccolta dei rifiuti dal mare

Durante il Convegno Progetto Mare, organizzato da Confindustria il 12 maggio 2022, Mario Mattioli, presidente Confitarma e Federazione del Mare, è intervenuto alla tavola Rotonda “Governance e riforme, infrastrutture e intermodalità”.

Rispondendo alle domande di David Parenzo, Mario Mattioli ha ricordato che l’economia del mare rappresenta un fattore di sviluppo importante, non solo per il nostro sistema Paese ma per tutto il mondo: il 90% delle merci viaggia via mare.

Purtroppo, la vocazione marittima del nostro Paese si è un po’ persa e non siamo più capaci di individuare nel mare un fattore di sviuppo. Invece, si tratta di una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione ben richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo. “In questo contesto, la parola Governance è straordinaria e, se ben ben interpretata può rappresentare un vantaggio compettivo”.

Da tempo come Federazione del Mare chiediamo un Ministero del Mare, ma il modello a cui vorremmo ispirarci è quello francese che, sulla base dell’esperienza pluriennale di un Segretariato del Mare, ha creato un organismo che mette a sistema le diverse competenze marittime, riconoscendo il ruolo fondamentale della blue economy, sulla base di tre fattori: supporto e idea innovativa della politica, forte amministrazione e un ampio coinvolgimento degli stakeholder che devono essere promotori e stimolatori affinchè questo sistema possa funzionare.

In pratica, tutto ciò che ha a che fare con il mare, In Francia è stato posto sotto un’unica direzione, creando un ambiente unico con una forte direzione generale che dipende da tutti i ministeri competenti per le varie materie legate al mare: una single window in cui trasporti marittimi, cantieri, porti, pesca, ecc, avranno un unica interfaccia ma sulla quale sarà fondamentale l’input degli stakeholder.

La pandemia da Covid e l’attuale conflitto in Ucraina hanno evidenziato l’importanza della filiera logistica, che inizia e finisce con trasporto marittimo, e che grazie ai suoi lavoratori “chiave” non si è mai fermata consentendo l’approvvigionamento quotidiano dei cittadini, sia di prodotti energetici, alimentari e sanitari. D’altra parte il settore è stato penalizzato, specie il trasporto crociestico e passeggeri che si è completamente fermato per quasi due anni.

Ciò che in particolare è emerso è l’esigenza di semplificazione normativa e di riforme concrete da poter attuare in tempi rapidi, sulla base di una pianificazione che coinvolga l’industria nelle scelte. In sintesi, semplificazione come strumento di sviluppo industriale, riforme veloci sulla base di una pianificazione e confronto ampio e trasparente con l’industria.

Infine, in merito alla prossima estensione deli benefici del registro Internazionale alle altre bandiere europee, Mario Mattioli ha evidenziato l’esigenza di allineare i costi della nostra bandiera a quelli delle altre bandiere comunitarie che hanno costi inferiori per evitare la perdita di competitività del nostro sistema, spesso legata alle procedure imposte dalla nostra amministrazione.

 

Roma, 11 maggio 2022 – Oggi, mercoledì 11 maggio, è una giornata storica per il mare e per il futuro dell’uomo sul Pianeta. Marevivo e Federazione del Mare, insieme ad Assonave, Assoporti, Confindustria Nautica, Confitarma, Federpesca, Lega Navale, Lega Italiana Vela, Stazione Zoologica Anton Dohrn e La Grande Onda accolgono con entusiasmo l’approvazione definitiva della Legge Salvamare insieme ai quasi 100.000 firmatari della petizione lanciata da Marevivo su Change.org.

Il Senato della Repubblica ha infatti approvato in via definitiva il Disegno di Legge “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare (‘Legge Salvamare’)” in seguito alle modifiche apportate in sede legislativa alla Camera lo scorso aprile.

Finalmente, dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il nostro Paese disporrà di uno strumento efficace e concreto, richiesto anche dall’Unione europea, che consentirà ai pescatori di portare a terra la plastica recuperata con le reti invece di scaricarla in mare, azione che prima costituiva il reato di trasporto illecito di rifiuti. La legge, inoltre, prevede l’installazione di sistemi di raccolta alla foce dei fiumi per intercettare la plastica prima che arrivi in mare e si occupa anche di dissalatori, educazione, campagne di pulizia, Posidonia oceanica e tanto altro.

“È una grande vittoria: per il nostro mare, per il nostro Paese, per i nostri cittadini – afferma Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – Grazie a questa legge, avremo più forza per ripulire il mare dalla plastica, una vera piaga per l’ecosistema marino e non solo. Le microplastiche, infatti, sono state trovate nella placenta delle donne, nel sangue e nel latte materno. Non c’è più tempo: dobbiamo agire tutti insieme. Il nostro futuro dipende dalla salute del mare e la salute del mare dipende da noi”.

“La Federazione del Mare e le sue organizzazioni federate – afferma il Presidente Mario Mattioli – sono orgogliose di aver sostenuto l’iniziativa di Marevivo e felici di aver contribuito al raggiungimento di questo importante risultato che tutto il mondo dell’economia del mare condivide e che certamente avrà un impatto ambientale immediato e concreto sulla salute dei nostri mari, laghi e fiumi, contribuendo a un ulteriore sviluppo dell’economia circolare”.

L’anniversario celebrato a Roma nella sede della Federazione del Mare alla presenza del Ministro Giovannini

Roma, 5 maggio 2022 –Nella sede della Federazione del Mare, alla presenza di Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, e dell’Amm. Nicola Carlone, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, il 4 maggio si sono tenuti i festeggiamenti per i 21 anni di Assiterminal.
Assieme a Luca Becce, Presidente di Assiterminal, e Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare e di Confitarma, hanno partecipato all’evento numerosi parlamentari, dirigenti del MIMS e di altri Ministeri, rappresentanti di Assoporti insieme a molti Presidenti di Autorità di Sistema Portuale, di Confetra, di Confindustria, nonché i Segretari di FILT-CGL, FIT-CISL e Uiltrasporti.
Luca Becce ha percorso la storia di Assiterminal, nata nel 2001 dalla frattura nel mondo dei terminalisti portuali e che dal 2008 ha fatto un salto di qualità e nella consapevolezza “di essere una categoria industriale e di svolgere una funzione fondamentale nella filiera della logistica, da terra al mare e dal mare a terra, è iniziato un processo di crescita che ci ha portato dai circa 30 associati, del 2008, agli attuali 81”.
“Il ruolo di Assiterminal è molto cresciuto in questi 21 anni – ha aggiunto il Presidente di Assiterminal – e posso dire che competenza e know-how della nostra organizzazione sono ben riconosciuti dalla politica, dalla pubblica Amministrazione, in primis dal MIMS e dal Comando Generale delle Capitanerie di porto, dall’Agenzia delle Dogane, dalle Organizzazioni Sindacali nazionali di categoria, dalle altre associazioni dei trasporti. Assiterminal lavora tenendo ben presenti due concetti: – ha concluso Becce – innanzitutto la natura industriale della categoria dei terminalisti portuali le cui attività hanno bisogno di forti investimenti per essere competitive. In secondo luogo, la capacità di rappresentare trasversalmente la categoria e quindi non solo alcuni gruppi che la fornendo contributi tecnici qualificati e propositivi, nella convinzione che comunque il dialogo e il confronto sono sempre alla base delle scelte migliori”.
“Festeggiare l’anniversario di un’associazione significa celebrare un momento davvero importante – ha affermato Mario Mattioli – perché dietro a quell’associazione vi è un insieme di aziende che da un lato condividono i successi raggiunti, e dall’altro lottano insieme per superare insieme ostacoli e difficoltà. In ogni caso, per Assiterminal toccare il ventunesimo anno di attività è veramente un traguardo importante, non solo perché è la conferma della validità dell’intuizione di quei dodici terminal operators che nel gennaio 2001 decisero di dare vita a questa Associazione per dare una rappresentanza indipendente e specifica alle imprese terminalistiche portuali, ma anche per la soddisfazione di aver saputo portare avanti con coraggio istanze e soluzioni dimostrando solidità, credibilità e senso di appartenenza: questa è la vera forza di una categoria.
Oltre al piacere e all’onore per la Federazione del Mare di ospitare il festeggiamento di questo compleanno – ha aggiunto il Presidente Mattioli – sono particolarmente lieto di annunciare ufficialmente l’entrata di Assiterminal nella grande famiglia della Federazione del Mare, che sempre più è il riferimento per la blue economy del nostro Paese”.
Il Presidente Mattioli ha concluso ricordando quanto affermato dal Presidente Draghi, nella sua recente visita al Parlamento europeo a Strasburgo, in merito a quale debba essere la direzione della politica europea del futuro. “Innanzitutto, occorre dare maggiore attenzione al Mediterraneo, data la sua strategica collocazione di ponte verso l’Africa e il Medio Oriente. Non possiamo guardare al Mediterraneo soltanto come un’area di confine, su cui ergere barriere. Sul Mediterraneo si affacciano molti Paesi giovani, pronti a infondere il proprio entusiasmo nel rapporto con l’Europa. L’Unione Europea deve costruire con i paesi che si affacciano nel Mediterraneo, come dice Draghi “un reale partenariato non solo economico, ma anche politico e sociale. Il Mediterraneo deve essere un polo di pace, di prosperità, di progresso”. Soprattutto riguardo alla politica energetica, i paesi del Mediterraneo possono giocare un ruolo fondamentale per il futuro dell’Europa, considerando anche posizione strategica del nostro Mezzogiorno e la sua esigenza di sviluppo. Ciò è tanto più valido a seguito della guerra in Ucraina che ha mostrato la forte dipendenza di molti paesi dalla Russia, Italia in primis dato che importa circa il 40% del gas naturale dalla Russia”.
L’Amm. Nicola Carlone, a nome dei 10.500 donne e uomini del Corpo delle Capitanerie di Porto, nel porgere gli auguri ad Assiterminal, ha sottolineato come questi primi 21 anni di attività dell’associazione rappresentino un traguardo importante del sodalizio nato a Genova nel 2001 che è cresciuto nel tempo ed oggi conta 81 tra imprese portuali, terminal operators e stazioni marittime in tutta Italia. Le Capitanerie di Porto – Guardia costiera che si occupano del ciclo nave prevalentemente dal lato mare, “condividono con voi le problematiche, i momenti di preoccupazione e le prospettive di sviluppo dei traffici dei nostri porti in una fase storica di grande fermento in cui alle conseguenze delle tensioni internazionali e dei rallentamenti dovuti alla pandemia si contrappongono le grandi opportunità date dai fondi del PNRR per migliorare la ricettività dei nostri porti e sostenere la grande sfida della loro sostenibilità”.
Il Ministro Giovannini, nel ricollegarsi alle parole del Presidente Mattioli, ha affermato che la politica oltre ad affrontare le emergenze deve avere un’idea di futuro e ciò che il Governo sta facendo con PNRR, Piano complementare, nello scostamento di Bilancio per la Salerno-Reggio Calabria ferroviaria e legge di Bilancio, “è un’idea di futuro perfettamente coerente con quello che il presidente Draghi ha ribadito al Parlamento europeo”. Il Ministro ha poi aggiunto che l’allegato al DEF, che verrà a breve presentato, risulta arricchito rispetto a quello dello scorso anno, grazie allo sforzo di integrazione tra le attività che il MIMS sovrintende, sulla base di pianificazione, investimenti e riforme: per quanto riguarda gli investimenti con la legge di Bilancio sono passati da 61 a 104 miliardi di euro, ma, ha detto il Ministro Giovannini, senza le riforme non è possibile recuperare competitività, accelerare la digitalizzazione e creare la sinergia di cui gli operatori hanno bisogno. Il Ministro ha concluso con gli auguri d Assiterminal non solo per questi primi 21 anni ma anche per i prossimi “n” anni nei quali l’auspicio è di poter festeggiare insieme.

 

Riportiamo qui di seguito il link relativo all’intervista con Giovanni Costantino, fondatore e leader di The Italian Sea Group.

https://www.economymagazine.it/italian-sea-group-la-crescita-una-passione-ed-una-responsabilita/

 

Roma, 28 marzo 2022 – Alla luce dell’emergenza umanitaria in Ucraina, la Federazione del Mare ha avviato una raccolta fondi per rispondere alle enormi necessità delle popolazioni vittime del conflitto.
I fondi raccolti tramite la Federazione del Mare verrebbero destinati ad uno degli enti nazionali che già si stanno prodigando per aiutare le popolazioni sia in Ucraina sia nei Paesi confinanti che stanno accogliendo migliaia di profughi ed anche ad un piccolo hub pediatrico al confine tra Ucraina e Romania che Paolo Cagnoni, armatore della società Mediterranea di Navigazione, sta realizzando con il supporto della Croce Rossa Rumena.

A tal fine, la Federazione del Mare ha aperto un apposito conto corrente sul quale potranno essere versati i contributi che verranno raccolti, il cui IBAN è

Federazione del Mare

IT78M0200805181000106372487
UNICREDIT
Filiale 30070
Via del Corso
00187 Roma
BIC Filiale UNCRITM1B44

“Sono certo della sensibilità di tutte le Organizzazioni federate, delle loro Aziende e di tutti coloro che vorranno unirsi al cluster marittimo italiano – afferma Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare – per poter concretamente manifestare la solidarietà e l’aiuto alla popolazione ucraina così tragicamente colpita”.

Il 1° marzo, si è tenuta – in video conferenza – la prima riunione del 2022 del Consiglio della Federazione del Mare, presieduto da Mario Mattioli.
Hanno partecipato i vice presidenti della Federazione Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica) e Vincenzo Petrone (ASSONAVE); il Segretario Generale Laurence Martin (CONFITARMA), i vice segretari generali Oliviero Giannotti (ASSOPORTI) Marco Paifelman (FEDERAGENTI) e Marina Stella (Confindustria Nautica), nonche i Consiglieri e gli invitati permanenti Eugenio Massolo (Accademia Italiana Narina Mercantile); Giorgio Berlingieri (AIDIM); Luca Grilli (ANCIP), Francesca Biondo e Emanuele Sciacovelli (FEDERPESCA); Cristina Castellini, Pierluigi Portalupi e Francesco Viacava (ANIA), Roberto Cazzulo (Registro Italiano Navale, Guido Grimaldi e Luca Sisto (CONFITARMA), Romano Grandi (Collegio Capitani), Andrea Piantini (ASSONAVE), Alessandro Santi (FEDERAGENTI), Andrea Scarpa (FEDESPEDI), Sandro Scarrone (CETENA).
Hanno partecipano altresì in qualità di invitati: Francesco Beltrame, presidente ENR Ente Nazionale di Ricerca e promozione per la standardizzazione, Andrea Conte, Rappresentante dell’Italia all’IMO, Daniele Bosio e Gianpaolo Neri (MAECI), Roberto Cimino (Cluster BIG), Nicola Carlone, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, Aurelio De Carolis, Comandante in capo della Squadra navale della Marina militare, Christos Economou, Acting Director Directorate A Maritime Policy and Blue Economy (DG MARE), Ruben Eiras, Direttore Generale Forum Oceano,  Alessandro Ferrari (Assiterminal), Rosalba Giugni (Marevivo), Matteo Marconi (Assorimorchiatori), Leonardo Manzari (WestMed Italy), Fabrizio Monticelli (FORMARE), Maria Cristina Pedicchio (Università di Trieste).
Il Presidente Mattioli, nell’introdurre i lavori della riunione, si è soffermato sulla grave crisi venutasi a creare a seguito dell’attacco della Russia all’Ucraina. “Tutto il cluster marittimo-portuale, italiano ed internazionale, monitora con attenzione la situazione che inevitabilmente si ripercuote sui traffici marittimi, sulle navi e – arcor più – sugli equipaggi – ha affermato Mario Mattioli –in particolare sui marittimi ucraini per i quali si avvicina la fine dei contratti d’imbarco ma non possono tornare a casa. Inoltre, vi sono molti rischi derivanti dalla impossibilità di avere accesso ai porti ucraini, con conseguenze sulla catena di approvvigionamento che sta già avendo un impatto sulle imprese dell’UE. È di queste ore, inoltre, la notizia che il Governo britannico ha deciso di vietare l’accesso alle navi russe nei porti inglesi e che il Parlamento europeo ha chiesto un’azione in tal senso a livello UE”. “È evidente – ha concluso Mattioli – che la situazione è in costante evoluzione e, come ha affermato questa mattina il Presidente Draghi al Senato “L’eroica resistenza del popolo ucraino, del suo presidente Zelensky, ci mettono davanti a una nuova realtà e ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili”. Anche la Federazione del Mare esprime la sua solidarietà al Governo ucraino e a tutta la popolazione di questo Paese che lotta in difesa del bene più prezioso: la libertà”.
In proposito, Luca Sisto, ha evidenziato le difficoltà operative di unità mercantili di bandiera italiana presenti nei porti ucraini e russi ed ha sollecitato l’intervento delle autorità preposte ai controlli per risolvere tali situazioni connesse soprattutto con le disposizioni in materia di maritime security.
Andrea Conte, ha ricordato che l’IMO in questo momento segue con grande attenzione la crisi in Ucraina e soprattutto per quanto concerne i marittimi il Seafarer Crisis Action Team si sta occupando di risolvere le problematiche legate ai cambi equipaggio ed ai rimatri. Altro tema di grande attualità è quello della proposta di crere un’area SECA nel Mar Mediterraneo che, una volta concluso l’iter di approvazione con i relativi aggiornamenti della Marpol potrebbe entrare in vigore nel gennaio 2025. In queste settimane, al centro dell’atternzione dell’IMO anche  il tema safety & fire prevention, soprattutto a seguito dell’incidente della Euroferry Olympia.
In proposito Guido Grimaldi, ha colto l’occasione per ringraziaretutti coloro che sono intervenuti in soccorso della Euroferry Olympia, e in particolare l’equipaggio della nave, grazie ai quali è stato possibile mettere in salvo un gran numero di persone. In merito alla possibilità di creare una zona SECA nel Mesditerraneo, Guido Grimaldi si è detto favorevole perchè certtamente ciò contribuirà a raggiungere i migliori taget climatici. Peraltro, ha espresso perplessità circa il sistema delle ETS che così come è stato impostato potrebbe crearee  pesanti disparità di applicazione con evidenti impatti negativi per alcuni armatori e per alcune direttrici di traffico come le autostrade del mare. Ciò potrebbe comportare un backshift modale con un aumento di circa il 70% delle emissioni di Co2 sulle strade.
L’Amm. Aurelio De Carolis, e l’Amm. Nicola Carlone hanno descritto l’attività messa in campo dalla Marina Militare e dalla Guardia Costiera a seguito del conflitto in Ucraina soprattutto a tutela della navigazione marittima e delle unità mercantili italiane.
Christos Economou ha illustrato la missione Ue denominata Starfish 2030 che, ispirandosi alla forma della stella marina, è una delle 5 mission inserite nel programma Horizon Europe volto a perseguire cinque obiettivi trasversali e complementari che, insieme, vogliono contribuire al ripristino ed alla rigenerazione degli Oceani, mari e acque interne, indicando le azioni (targets) concrete che verranno intraprese entro 2030. Tale missione rappresenta un potente strumento a sostegno e attuazione delle priorità dell’Europa (Green Deal) e di avanzamento della transizione verde delle nostre economie e società, per contribuire a realizzare cambiamenti su larga scala e coinvolgere tutte le parti interessate, con nuove forme di governance e collaborazione. Gli obiettivi sono: far diventare l’Europa climaticamente neutra (puntando a riduzioni nette di emissioni di gas serra), una crescita economica svincolata dall’uso delle risorse (grazie all’economia circolare), nessuna persona e nessun luogo lasciati indietro (politiche human-centric).
Successivamente, Ruben Eiras, ha illustrato la missione di Forum Oceano, il cluster marittimo portoghese, che, coniugando l’economia blu con innovazione, industria, finanza e imprenditorialità, vuole mobilitare imprese, start-up, centri di ricerca, università, pubblica amministrazione e finanza per generare nuovi modelli di business verso un’economia del mare in grado di creare reddito generando al contempo un impatto ambientale e sociale positivo, attraverso l’innovazione tecnologica e commerciale basata sulla decarbonizzazione, la digitalizzazione e la circolarità dei processi.
Leonardo Manzari, ha illustrato i progressi dell’iniziativa Westmed Maritime Cluster Alliance (5+5) volta a creare un’alleanza dei cluster marittimi nel Mediterraneo. In particolare, i clusters marittimi di Italia e Tunisia svolgono un ruolo essenziale come mediatori tra le macroregioni dell’UE e i paesi vicini nel Mediterraneo. Sono attori essenziali nell’aggregare le PMI locali e le grandi imprese in una serie di settori dell’economia blu, anche attraverso sinergie con le imprese coinvolte nelle complesse catene del calore nelle attività terrestri. In questoi contesto, il Cluster Big e la Federazione del Mare proseguono il loro dialogo privilegiato bilaterale con il nuovo cluster marittimo tunisino al fine di creare una rete di cluster marittimi nel Mediterraneo.
Francesco Beltrame, ha parlato del workshop “Adresssing the impact of Climate Change in the Mediterrnean and the Indian Ocean: Sharing solutions & best practices in maritime  shipping & water managment”, organizzato da ENR e Acquedotto Pugliese nel contesto della Partnership di dialogo Italia-IORA coordinata dal MAECI, che il prossimo 23 marzo verrà ospitato nel Padiglione italiano di EXPO Dubai 2022 nel corso del quale verrà presentato il progetto ZEUS (Zero Emission Ultimate Ship).
Laurence Martin, ha ricordato che l’Italia è ufficialmente candidata come paese organizzatore della decima edizione del Forum Mondiale dell’Acqua 2024, il più importante evento internazionale del settore. Roma, Firenze e Assisi sono le città che ospiteranno gli eventi legati al Forum.
Infine, a seguito della richiesta dell’Assiterminal, il Consiglio ha approvato la sua adesione alla Federazione del Mare