Il 29 settembre, nell’ambito della conferenza Port&ShippingTech, Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare, nel suo intervento all’evento “Next Generation Shipping” ha affermato che ci troviamo ad affrontare tematiche e sfide cruciali quali la decarbonizzazione e l’efficienza energetica; l’innovazione e digitalizzazione delle navi e dei porti, la valorizzazione del capitale umano e delle professioni del mare, con uno sguardo sempre rivolto al Mediterraneo. “Sappiamo tutti che la crescente competizione geopolitica ed economica, ci condurrà ad un livello di sofisticazione tecnologica sempre maggiore che chiaramente coinvolgerà anche tutti i settori della Blue economy. Saremo inevitabilmente chiamati a rispondere a tali sfide, ponendoci in maniera critica rispetto alle possibili soluzioni da adottare”.

La Federazione del Mare, che riunisce una parte significativa dell’ecosistema imprenditoriale marittimo nazionale, è pronta ad affrontare con consapevolezza e responsabilità le attuali sfide che coinvolgono il settore, proponendosi di dare rappresentanza unitaria al mondo marittimo italiano. “A tale scopo, Federazione del Mare ha favorito la costituzione di alleanze strategiche e collaborazioni virtuose per il rafforzamento del suo network a livello nazionale ed Europeo, anche in considerazione del ruolo cruciale che l’Italia svolge nel settore. Nel contesto di questo percorso di sinergie e di alleanze strategiche a livello Europeo e del Mediterraneo, rientra il progetto MedBan – Mediterranean Blue Accelerator Network, di cui la Federazione del Mare è partner.

Il progetto è stato illustrato da Lidia Rossi, Project Manager di ForMare Polo Nazionale per lo shipping. Medban è stato finanziato di recente  nell’ambito del programma europeo COSME, avrà una durata di 2 anni e vedrà la partecipazione di 6 Maritime Cluster dell’Area Mediterranea appartenenti al network della WestMed Alliance e la collaborazione di 2 Maritime Cluster provenienti dall’area Nordafricana. Coordinato dal partner portoghese Forum Oceano, il progetto mira a rafforzare l’ecosistema industriale europeo legato alla blue economy, mobilitando le Piccole e Medie Imprese verso processi e tecnologie volti a adeguare i loro modelli di business alla transizione verde e digitale, accrescendone allo stesso tempo la competitività. Tale scopo verrà realizzato attraverso la pubblicazione di Bandi costruiti ad hoc e volti a offrire servizi di assistenza e consulenza alle PMI su tematiche legate al concetto di Innovazione e Internazionalizzazione. Tali attività saranno coordinate rispettivamente dalla Federazione del Mare, Leader del Work Package 3 (Innovate and Transform), e dal Cluster Big, leader del Work Package 4 (Internationalization).

“Siamo profondamente convinti – ha concluso Mattioli – che questo progetto possa rappresentare un modello virtuoso per accrescere la competitività dell’ecosistema industriale europeo e del Mediterraneo per tutti i settori della Blue economy, incluso lo shipping. FdM e il Cluster Big rappresentano le due anime del cluster italiano, quella industriale e quella scientifica e ricopriranno un ruolo di straordinaria importanza nel progetto con l’ambiziosa missione di alimentare e stimolare anche la crescita dell’ecosistema industriale, territoriale e nazionale, andando a coinvolgere realtà industriali e società di servizi importanti per il settore della Blue economy”.

2022_09_29 PROGETTO MEDBAN_NEXT GENERATION SHIPPING

LE DICHIARAZIONI

GIOVANNINI: “PRONTO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DELLA NAUTICA”

GARAVAGLIA:” LA NAUTICA E’ UNA COMPONENTE MOLTO IMPORTANTE PER L’INDUSTRIA DEL TURISMO

BONOMI: “ECONOMIA DEL MARE UNA PRIORITA’ DI SVILUPPO, SERVONO INVESTIMENTI A SUPPORTO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE E DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA”

TOTI: “IL MODELLO GENOVA E’ ANCHE IL MODELLO DEL SALONE CHE SI CANDIDA A DIVENTARE IL PRIMO SALONE AL MONDO”

BUCCI: “GENOVA CAPITALE MONDIALE DELLA NAUTICA E IL PROSSIMO SALONE NAUTICO CON IL NUOVO QUARTIERE”

FERRO: “NEI PRIMI 6 MESI DEL 2022 NAUTICA CRESCIUTA PIU’ RAPIDAMENTE DEL DATO NAZIONALE”

CECCHI: “UN DATO ECLATANTE E’ QUELLO DEGLI ADDETTI ALLA PRODUZIONE NEL SETTORE DELLA NAUTICA 2021 CON UN AUMENTO DEL 10%

Si è aperto ufficialmente il 22 settembre il 62° Salone Nautico Internazionale di Genova, organizzato da Confindustria Nauticasalutato da una importantissima rappresentanza di autorità del Governo, del Parlamento e dei territori.
Lo spettacolare passaggio del Caio Duilio, cacciatorpediniere della Marina Militare, ha impreziosito la tradizionale cerimonia dell’alzabandiera, sfilando lungo il canale del porto.
La giornata inaugurale è stata aperta dai saluti delle autorità presenti: il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale, Paolo Emilio Signorini, il Comandante generale delle Capitanerie di porto, Nicola Carlone, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

È seguito il Convegno Inaugurale “Industria nautica: crescere in Italia, conquistare il mondo”, moderato dal giornalista Antonio Macaluso, che ha tracciato da Genova la rotta di eccellenza, innovazione e sostenibilità per il made in Italy di una industria, quella nautica, tra quelle che meglio ha reagito alle criticità internazionali.
Marco Bucci, Sindaco di Genova: “Genova vuole essere la capitale mondiale della nautica, in grado di ospitare eventi internazionali grazie a investimenti crescenti nel waterfront di Levante. A giugno 2023 ospiteremo la finale dell’Ocean race e il Palasport e le aree a mare saranno completamente rifatte. Il prossimo Salone sarà in grado di ospitare 200 posti barca in più, offrendo un’area, quella della Foce, interessata da un importante progetto di rigenerazione urbana. L’idea, insieme a Confindustria Nautica è firmare nel 2024, alla consegna delle aree un nuovo accordo decennale in queste aree uniche in Europa.
Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili: “Oggi il Pil italiano è tornato ai livelli 2011 recuperando in 6 trimestri 10 anni di storia di stagnazione e difficoltà, siamo al massimo storico dell’occupazione e la produttività è aumentata. In questo anno e mezzo di governo si sono fatti moltissimi passi in termini di infrastrutture, riforme e pianificazione lavorando al documento di Confindustria sull’economia del mare. Dopo un lavoro tutt’altro che banale il Regolamento di attuazione del Codice della Nautica è pronto e sta per essere inviato in questi giorni alle amministrazioni competenti. L’economia del mare è una condizione necessaria, ma va coniugata con quella di terra, il trasporto ferroviario e la logistica. Genova ne è un esempio con il Terzo valico. Per questo non credo all’istituzione di un Ministero del Mare perché occorre semplificazione. Oggi conta la capacità di leggere i segnali che vengono dal mondo reale, dal mondo dell’imprenditoria e delle società. In questo senso anche la transizione ecologica va considerata come una straordinaria opportunità di business per le imprese e il Paese.”
Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo: “Il settore della nautica è una componente molto importante per la complessa industria del turismo: abbiamo superato i numeri del 2019, anno record. Tutto questo nonostante i primi 4 mesi di chiusure. La nuova grande sfida è quella dell’energia, ma siamo riusciti a fare un decreto importante grazie anche ai numeri realizzati dai servizi e dal turismo, che ci hanno consentito un buono spazio di manovra fino a fine novembre. È nota la nostra posizione sulle concessioni da trattare con prudenza ma possiamo guardare con serenità al futuro grazie anche all’importanza di un settore come quello dell’industria della nautica che ha il suo punto di forza nella qualità e nell’eccellenza”.
Carlo Bonomi Presidente di Confindustria è intervenuto per un saluto agli ospiti: “il Paese e le imprese hanno vissuto una “tempesta perfetta” dopo una pandemia costata 9 punti percentuali di pil, una risalita dei prezzi energetici e delle materie prime iniziata un anno fa, aggravata poi dall’invasione dell’Ucraina. L’industria ha fatto la sua parte realizzando nel 2021 un record nell’export, 551 miliardi, quasi tutti dal settore manufatturiero e anche nei primi trimestri dell’anno abbiamo realizzato buone performance. Le imprese sono il punto di riferimento a livello occupazionale. Fin dall’inizio mi sono battuto perché l’economia del mare fosse una priorità di sviluppo, servono investimenti a supporto dell’internazionalizzazione e della transizione energetica.”
Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica e I Saloni Nautici: “Il bello e ben fatto è italiano, ma l’economia del mare è ancora assente dal dibattito pubblico: al nostro Paese serve una politica industriale che valorizzi le eccellenze che producono ricchezza e posti di lavoro. La produzione è cresciuta del 31%, toccando i 6 miliardi e 110 milioni di valore della produzione con 27mila addetti diretti. Gli addetti alla produzione nel 2021 sono aumentati del 10%, e con la filiera raggiungono i 190 mila occupati: siamo il settore che in prospettiva è cresciuto più di tutti. É da record l’export della cantieristica con 3 miliardi e 370 milioni di euro.
Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria: “La Liguria è la nautica, così come la nautica è la Liguria: se esiste un modello Genova questo è anche il modello del Salone, che ha saputo crescere dal 2015, anno del mio arrivo, a oggi superando divisioni associative interne e candidandosi a diventare il primo Salone al mondo aggredendo il mercato. La rotta è segnata ed è quella che riguarda innanzi la collaborazione fra istituzioni e imprese e la fiducia reciproca. Non solo: se tre indizi fanno una prova, e parlo del boom dei turisti in Liguria, dei numeri dell’export e dell’anno record della nautica, sono tutti legati al mare e ci dicono che siamo sulla strada giusta”.
Carlo Maria Ferro, Presidente di ICE Agenzia: “Parlare di export aiuta a vedere il futuro con più ottimismo: l’export nazionale nel 2021 aveva già recuperato 7,5 punti percentuali, al di sopra dei livelli pre-pandemia e i 6 mesi di quest’anno segnano un 22%. Andando a scomporre il dato, la nautica è stata capace di crescere oltre i valori del 2020 e nei sei mesi di quest’anno è cresciuta più rapidamente del dato nazionale, due volte rispetto al 2019. Il rapporto ICE- Confindustria Nautica è raddoppiato con un supporto che si estende alle start up e ai rapporti con i buyer. Esportare la nautica è esportare il meglio di tutta la produzione italiana.”
Marco Fortis, Voce Presidente Fondazione Edison: “L’economia ha reagito al periodo complesso: nel 2021 è stata la manifattura a trainare la ripresa e oggi sono i servizi a trainarne la continuità di quella ripresa. Con una crescita di 3.5 percentuali del pil è molto probabile che il terzo trimestre prosegua positivamente, ma le incognite sono concentrate sul quarto trimestre. Le sfide sono legate ai settori energivori e delle materie prime, centrali per le nostre filiere. Sarà fondamentale mantenere la competitività dell’industria manifatturiera italiana rispetto agli altri paesi europei. Quella della nautica in particolare, da cui arrivano dati record sull’export e che più di tutti coniuga le nostre capacità del made in Italy: tecnologia, design, innovazione ed eccellenza della meccanica”.
Lorenzo Tavazzi, Area Scenari e Intelligence Ambrosetti: “Nell’ambito dell’iniziativa Liguria 2030, un angolo di riflessione sulla competitività della Regione insieme alle istituzioni ci si è focalizzati sul PNRR, il grande percorso di riforma per parlare di futuro. Abbiamo cercato di guardare in primo luogo le risorse potenzialmente disponibili già stanziate, ovvero 7,13 miliardi di euro per il territorio una cifra significativa da qui al 2026 e da qui abbiamo guardato alla potenziale attivazione di ulteriori investimenti. Nella correlazione tra investimenti pubblici e privati, mediamente 1 euro investito ne genera 8 e se questo moltiplicatore venisse mantenuto i 7 miliardi ne innescherebbero 60 di investimenti privati. Secondariamente siamo andati a censire le tipologie suddividendoli in investimenti che intervengono sulla domanda, sulle criticità e sulla trasformazione strutturale con impatto di medio e lungo termine. Il numero risultato sono ulteriori 11 miliardi di euro di investimento, valore che dà il senso di un sistema nella regione che mediamente investe di più nella trasformazione strutturale”.
Marcello Minenna, Direttore Generale Agenzia delle Dogane e Monopoli: “A un anno dal 61° Salone Nautico quando emerse la necessità di sgravi per le attività di cantieristica e refitting nautico torniamo con regole più semplificate e avendo eliminato quello che era considerato un freno alle attività e alla capacità industriale. L’industria nautica sta crescendo a piccoli passi affrontando grandi temi con costanza e credo che proprio dalla collaborazione con i diversi attori e dal dialogo si possa fondare il rilancio del paese”.

Il cluster marittimo italiano si unisce al dolore di tutto il mondo per la scomparsa di Sua Maestà la Regina Elisabetta II.

“La Regina Elisabetta – ha affermato Mario Mattioli, presidente di Confitarma e della Federazione del Mare – durante i suoi 70 anni di regno è stata la roccia per il popolo del Regno Unito e il faro per l’Europa e il mondo. Ci mancherà il suo esempio di forte senso del dovere ed anche la sua attenzione per il mondo marittimo e per la gente di mare”.

“Insieme al Consiglio generale della Confitarma ed a nome della Federazione del Mare – ha concluso Mattioli – esprimo le sue più sentite condoglianze ai membri famiglia reale, al governo, al popolo del Regno Unito e del Commonwealth per la perdita di Sua Maestà la Regina Elisabetta II”

Roma, 9 settembre 2022

The centre of expertise for development and environment at the service of the countries bordering the Mediterranean Sea, Plan Bleu, published  in April 2022 its “Guidelines for the sustainability of cruising and recreational boating in the Mediterranean region”. Download and read the Guidelines directly on Plan Bleu website.

These guidelines aim to provide an analysis of the impacts of the cruise and yachting sector. They also make it possible to establish a report on good practices for sustainable development around this sector. Finally, they provide food for thought for political decision-makers and people competent to legislate and limit pollution in these sectors. These high impact measures will support Mediterranean countries in reaching their commitments made in the framework of the European Green Deal, the Sustainable Development Goals, the Mediterranean Strategy for Sustainable Development and more recently the new Strategy for a Blue Economy adopted by the European Commission.

This work was carried out by Plan Bleu in the framework of the INTERREG MED program : Blue Growth Community in partnership with two other Interreg communities: the Mediterranean Biodiversity Protection Community and the Sustainable Tourism Community.

 

 

Il 12 luglio si è tenuta, in video conferenza, la riunione del Consiglio della Federazione del Mare, presieduto da Mario Mattioli.

Hanno partecipato i membri del Consiglio e gli invitati permanenti: Vincenzo Petrone, vice presidente della Federazione (ASSONAVE); Laurence Martin, Segretario Generale FdM (CONFITARMA), i vice segretari generali Oliviero Giannotti (ASSOPORTI) e Marina Stella (Confindustria Nautica), Luca Becce e Alessandro Ferrari (ASSITERMINAL), Roberto Cazzulo (Registro Italiano Navale), Luca Grilli e Enzo Raugei (ANCIP), Giovanni Lettich (Collegio Capitani); Matteo Marconi (ASSORIMORCHIATORi), Pierluigi Portalupi e Francesco Viacava (ANIA), Alessandro Santi (FEDERAGENTI), Emanuele Sciacovelli e Francesca Biondo (FEDERPESCA), Luca Sisto (CONFITARMA), Antonella Straulino (FEDESPEDI).

Hanno partecipano altresì in qualità di invitati: Marco Bertorello e Lorenzo Paolizzi (Angopi), Daniele Bosio (MAECI), Rosalba Giugni (Marevivo), Gregory Yovanof (Maritime Center of Excellence, membro del Consorzio MEDBAN), Leonardo Manzari (WestMed Italy), Fabrizio Monticelli e Livia Rossi (Polo Formare), CV Daniele Panebianco (Stato Maggiore della Marina), CV (CP) Francesco Tomas (Comando Generale Corpo delle Capitanerie di Porto), Fabrizio Vettosi (ECSA Ship Finance WG).

Il Presidente Mattioli, nell’introdurre i lavori della riunione, ha ribadito l’esigenza di una governance unica e forte per gli operatori dell’economia del mare, precisando che la richiesta da tempo avanzata dalla Federazione del Mare e dalle associazioni del comparto marittimo in realtà evidenzia la necessità di un organismo unico in grado di rispondere alle diverse e specifiche esigenze di un settore così importante per l’intera economia nazionale. Mario Mattioli ha poi rilevato che la Federazione del Mare nel corso degli ultimi mesi ha ulteriormente rafforzato il ruolo del cluster marittimo italiano nell’ambito delle politiche comunitarie per lo sviluppo di una blue economy sostenibile nonchè nei rapporti con i cluster marittimi del Mediterraneo.

Rosalba Giugni, ha parlato della Legge Salvamare, in vigore dal 25 giugno che prevede misure finalizzate a incentivare le attività di risanamento dell’ecosistema marino, l’economia circolare e la corretta gestione dei rifiuti. “Abbiamo vinto una battaglia importante, ma non abbiamo ancora vionto la guerra, perchè per diventare operativa la Legge Salvamnare necessita dei decreti attuativi”. Francesca Biondo ha sottolineato anche l’importanza di instaurare un dialogo costruttivo con le altre associazioni e istituzioni. A tal fine Federpesca ha già avviato un’intesa con Castalia.

Il Com.te Daniele Panebianco, ha portato i saluti dell’Amm. Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina, e dell’Amm. Aurelio De Carolis, Comandante in capo della Squadra Navale, che impossibilitati a partecipare alla riunione hanno espressamente voluto manifestare la vicinanza della Marina Militare alla Federazione del Mare ed al cluster marittimo che essa rappresenta.

Gregory Yovanof, ha illustrato il progetto Mediterranean Blue Accelerator Network -MEDBAN, firmato a Roma il 6 luglio 2022 da Forum Oceano, Federazione del Mare/Blue Italian Growth Tecnology Cluster, Pole Mer Meditérranée, Cluster Maritimo de Baleares, Strategis Maritime ICT cluster, che si propone di promuovere una Nuova strategia industriale per l’Europa verso un modello economico sempre più sostenibile e digitale. L’obiettivo è quello di sviluppare un partenariato strategico (EUROCLUSTER) nel lungo termine al fine di offrire alle imprese servizi di consulenza e di supporto tecnico che siano sempre più orientati alla transizione verde e digitale. In particolare, il progetto ha ad oggetto l’innalzamento della competitività dell’ecosistema delle PMI europee legate all’Economia del Mare con un’azione coordinata dai cluster di settore, rivolta ad individuare ed implementare una qualificata attività di consulenze tecniche su specifiche tematiche innovative quali, business process innovation, innovation services or products, re-skilling and upskilling, internationalization. Nello specifico le attività da svolgere sono state suddivise nei 5 Work Packages (Management, Euroclustering, Innovate and Transform, Internationalisation and Comunication).

Fabrizio Monticelli, ha illustrato quanto verrà sviluppato da ForMare per il WP3 Innovate and Transform di cui la Federazione del Mare è lead partner con il ruolo di coordinare interventi a favore delle PMI al fine di favorire processi di innovazione tecnologica e percorsi di formazione per l’aggiornamento e la riqualificazione delle figure professionali aziendali. Al fine di raggiungere questi obiettivi, l’attività del WP3 prevede che i servizi alle imprese vengano forniti tenendo in considerazione le diverse “fasi” del processo di Innovazione (Ideation, Acceleration, Open Innovation). La fornitura di servizi sarà erogata a favore delle PMI che verranno selezionate in fase di implementazione progettuale attraverso un processo di apertura bandi previsto dal consorzio. Analisi di fabbisognoi specifici in mpodo da supportaree la comunità scientifica e tecnica al fine di definire un econsistema di riferimento rispetto a PMI e startup, e l’industrializzazione dei risultati che verranno portati per consentrire che quei prodotti/servizi innovati potranno essere implemetati come soluzioni per il settore.

Daniele Bosio, sul tema degli investimenti per una blue economy sostenibile nel Mediterraneo, ha relazionato sulla conferenza “UfM Blue Finance: Investing in a Sustainable Blue Economy in the Mediterranean”, svoltasi il 22 giugno a Barcellona, organizzata dall’Unione per il Mediterraneo (UpM), con il sostegno della DG MARE, che ha avviato una collaborazione a livello regionale per il funzionamento degli investimenti pubblici e privati alla Blue Economy creando un modello di confronto di idee tra paesi, banche e stakeholder sulla base del quale progettare proposte concrete. Inoltre, ha illustrato lo stato del negoziato della delimitazione della ZEE (Zona Economica Esclusiva Italiana), istituita nel 2021, che può estendersi fino a 200 miglia dalle linee di base e sulla quale lo Stato ha sovranità esclusiva in materia di gestione delle risorse ittiche, installazione e utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture, nonché in materia di ricerca scientifica marina.  In particolare , si è soffermato sul negoziato in corso con Malta.

Leonardo Manzari, ha illustrato nel dettaglio il funzionamento della BlueInvest community che mira a stimolare l’innovazione e gli investimenti nelle tecnologie sostenibili per l’economia blu, sostenendo la preparazione e l’accesso ai finanziamenti per le imprese in fase iniziale, le PMI, nonché verrano proposte linee di azione a livello nazionale.

Fabrizio Vettosi, Presidente dell’ECSA Ship Finance Working Group e Consigliere Confitarma, ha dato un aggiornamento dell’iter legislativo del Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR) in sede di Consiglio UE e del Parlamento europeo ed ha illustrato il ruolo dell’ECSA e degli staeholder privati invitati come esperti ad hoc alle discussioni della a situazione della Piattaforma sulla finanza sostenibile (SFP) che svolge un ruolo chiave nel consentire il dialogo e la stretta collaborazione dei settori pubblico e privato per raggiungere gli obiettivi del regolamento UE sulla tassonomia e, in ultima analisi, del green deal europeo e degli obiettivi climatici dell’UE per il 2030 e il 2050.

Il Com.te Francesco Tomas, ha riferito nel dettaglio sulla 78a sessione del Comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC 78) dell’IMO, riunitasi dal 6 al 10 giugno 2022, durante la quale è stata approvata la designazione dell’Area di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo e in particolare nel Mar Mediterraneo (Med SOx ECA) ai sensi della regola 14 dell’Allegato VI alla Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi (MARPOL). La designazione formale della Med SOx ECA sarà proposta per l’adozione alla 79a sessione del MEPC, prevista dal 12 al 16 dicembre 2022 ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2025.

Nel sito di Confindustria – Economia Circolare è stato pubblicato  il nuovo questionario di partecipazione alla 4^ edizione del concorso “Best Performer dell’Economia Circolare”.

Nel webinar di presentazione della nuova edizione del concorso, è stato comunicato che  il questionario presenta alcune importanti novità, tra queste:

  • l’opportunità di partecipare al concorso anche da parte delle Associazioni industriali, che potranno così valorizzare le tante ed importanti iniziative sviluppate in questi anni sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità,
  • l’ampliamento dell’ambito di analisi delle progettualità presentate dalle imprese, includendo i più generali aspetti dell’organizzazione aziendale e delle strategie di sviluppo, aggiornamento ed acquisizione di competenze tecniche e manageriali adottate dalle imprese per avviare percorsi di transizione sostenibile e di economia circolare.

Le Aziende e le Associazioni industriali hanno tempo sino al 15 Ottobre 2022 per compilare online il questionario di partecipazione al concorso.

 Il 6 luglio a Roma presso la sede della Federazione del Mare, è stato ufficialmente firmato dai cluster marittimi europei partners il progetto MEDBAN MOU.
Nel 2021, i clusters marittimi di Francia (Pôle Mer Méditerranée), Grecia (Strategic ITC Cluster), Italia (Cluster Big e Federazione del Mare), Portogallo (Forum Oceano), Spagna (Cluster Marítimo de las Illes Balears), hanno partecipato al bando COSME “Euroclusters e, in quella sede, è stato presentato il progetto Mediterranean Blue Accelerator Network– MED BAN.
Selezionato e cofinanziato dalla Commissione europea, MED BAN si propone di promuovere una nuova strategia industriale per l’Europa verso un modello economico sempre più sostenibile e digitale. Scopo del progetto è migliorare la competitività dell’ecosistema delle PMI europee legate all’Economia del Mare con un’azione coordinata dai cluster di settore volta ad individuare ed implementare una qualificata attività di consulenze tecniche su specifiche tematiche innovative con l’obiettivo di sviluppare un partenariato strategico (EUROCLUSTER) nel lungo termine che possa offrire alle imprese servizi di consulenza e di supporto tecnico sempre più orientati alla transizione verde e digitale.
L’obiettivo principale di Medban è quello di lanciare i 6 elementi costitutivi che saranno alla base di una piattaforma di servizi di accelerazione dinamica, basata sui cluster blu, per catalizzare le regioni costiere e i porti del Mediterraneo a funzionare come un ecosistema aperto e innovativo in rete di hub dell’economia blu, basato su infrastrutture intelligenti e verdi, in stretta connessione con i Paesi del Nord e del Sud del Mediterraneo, diversificando così il loro modello di business, la creazione di occupazione, lo sviluppo economico e le fonti di reddito.

In particolare, l’accordo prevede i seguenti obiettivi per i partners:

  • Creare una rete tra i cluster del Mediterraneo e altre entità che operano nel campo dell’economia blu (tra cui, ma non solo, porti, trasporto marittimo e logistica, costruzione e assistenza navale, pesca e acquacoltura, energia offshore, turismo costiero, biotecnologie blu, finanza e investimenti marini, ecc).
  • Sviluppare un programma di accelerazione per i cluster al fine di incoraggiare la creazione tra le imprese di un ecosistema di innovazione per promuovere un’economia blu sostenibile in linea con il Green Deal europeo.
  • Promuovere i principi e gli strumenti necessari ai membri dei cluster per allineare il loro lavoro e sviluppare il loro business in linea con i principi dello sviluppo sostenibile, gli SDG e gli approcci ESG.
  • Promuovere le pari opportunità per raggiungere un vero sviluppo sostenibile e inclusivo, incorporando il 52% di talenti femminili attualmente rappresentati al di sotto del 40% fissato dall’UE.
  • Promuovere metodi e pratiche fondamentali di economia blu sostenibile, tra cui la pianificazione dello spazio marino (PSM) e la gestione integrata delle zone costiere, nonché il diritto del mare secondo la definizione delle Nazioni Unite.
  • Catapultare lo sviluppo e l’accelerazione dell’economia blu come dimensione centrale dell’ecosistema di relazioni città-porto nell’ambito della politica dei porti intelligenti.

Hanno presenziato alla cerimonia della firma, oltre a Laurence Martin, Segretario Generale della Federazione del Mare, Monica Bellisario e Massimo Gerli, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, gli addetti economici delle Ambasciate di Francia, Grecia, Portogallo e Spagna in Italia, il CV (CP) Claudio Manganiello, Capo Ufficio Affari Internazionali del Comando generale del Corpo delle capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Leonardo Manzari, di West Med, Fabrizio Monticelli, Amm. Unico di ForMare – Polo Nazionale per lo Shipping, Andrea Piantini, Direttore Generale Assonave. Luca Sisto, Direttore Generale Confitarma, Cristiana Pagni, Presidente SeaFuture.

Hanno firmato il MEDBAN MOU:

  • per l’Italia, Mario Mattioli, Presidente Federazione del Mare, e Giovanni Caprino, Presidente del Cluster BIG (Cluster Tecnologico Nazionale “Blue Italian Growth”)
  • per il Portogallo, Ruben Eiras, Portogallo (Forum Oceano),
  • per la Francia, Christophe Avellan, Director Pôle Mer Méditerranée,
  • per la Grecia, Gregory Yovanof (Strategic ITC Cluster),
  • per la Spagna, Yolanda Piedra, Presidente del Cluster Marítimo de las Illes Balears

Tutti i partners hanno espresso la volontà di approfondire le relazioni tra i paesi e con gli attori industriali dell’economia blu.


On 6 July in Rome at the headquarters of the Federazione del Mare (Italian Maritime Cluster), the MEDBAN MOU project was officially signed by the European maritime cluster partners.
In 2021, the maritime clusters of France (Pôle Mer Méditerranée), Greece (Strategic ITC Cluster), Italy (Cluster Big and Federation of the Sea), Portugal (Forum Oceano), Spain (Cluster Marítimo de las Illes Balears), participated in the COSME call “Euroclusters” and, in that location, the project was presented Mediterranean Blue Accelerator Network- MED BAN.
Selected and co-financed by the European Commission, MED BAN aims to promote a new industrial strategy for Europe towards an increasingly sustainable and digital economic model. The aim of the project is to improve the competitiveness of the ecosystem of European SMEs linked to the Economy of the Sea with an action coordinated by the sector clusters aimed at identifying and implementing a qualified technical consultancy activity on specific innovative issues with the aim of developing a strategic partnership (EUROCLUSTER ) in the long term that it can offer companies consulting and technical support services increasingly oriented towards the green and digital transition.
The MedBAN main goal is to launch the 6 building blocks that will be the foundation of a dynamic acceleration services platform, based on blue clusters, for catalysing Mediterranean coastal regions and ports to function as an open innovation networked ecosystem of blue economy hubs, based on smart and green infrastructures, in deep connection with Mediterranean Northern and Southern countries, thus diversifying their business model, employment creation, economic development and revenue sources.

In particular, the agreement provides for the following objectives for the partners:

  • Establish a network between Mediterranean clusters and other entities that work within the field of the Blue Economy (including, but not limited to, ports, maritime transport and logistics, shipbuilding and servicing, fisheries and aquaculture, offshore energy, coastal tourism, blue biotechnology, marine finance and investment, etc.).
  • Develop a blue acceleration scheme for clusters to stimulate innovative business using the field of blue economy as blue business hubs, based on an innovation ecosystem to foster a sustainable blue economy in line with the European Green Deal.
  • Promote the principles and tools needed by cluster members to align their work and develop their business in line with the principles of sustainable development, SDGs and ESG approaches.
  • Promote equal opportunities to achieve true sustainable and inclusive development, incorporating 52% of female talent currently represented below the 40% set by the EU.
  • Promote fundamental sustainable blue economy methods and practices, including marine spatial planning (MSP) and integrated coastal zone management, and the law of the sea as defined by the United Nations.
  • Catapult the development and acceleration of the blue economy as a central dimension of the ecosystem of city-port relations within the framework of smart port policy.

Attending the signing ceremony were Laurence Martin, Secretary General of Federazione del Mare, Monica Bellisario and Massimo Gerli, representing the Italian Government Presidency of the Council of Ministers, economic attachés from the Embassies of Spain and Portugal in Italy, CV (CP) Claudio Manganiello, Chief of Internation Affairs Dept of, GCorps of the Port Captaincies – Coast Guard), Leonardo Manzari, of West Med, Fabrizio Monticelli, CEO ForMare – Polo Nazionale per lo Shipping, Andrea Piantini, General Manager Assonave. Luca Sisto, General Manager Confitarma, Cristiana Pagni, President SeaFuture.

The MEDBAN MOU have been signed:

  • for Italy, Mario Mattioli, President of the Federation of the Sea, and Giovanni Caprino, President of the Cluster BIG (National Technological Cluster “Blue Italian Growth”),
  • for Portugal, Ruben Eiras, Portugal (Forum Oceano),
  • for France, Christophe Avellan, Director Pôle Mer Méditerranée,
  • for Greece, Gregory Yovanof (Strategic ITC Cluster),
  • for Spain, Yolanda Piedra, President of the Cluster Marítimo de las Illes Balears

All the partners expressed the desire to deepen relations between countries and with the industrial actors of the blue economy.

Il 26 maggio, a Napoli nella sede del nuovo museo Darwin Dohrn, prima giornata dell’Evento nazionale a cura dell’Iniziativa WestMED intitolato “Acceleratori e Incubatori Blu”, organizzato con il supporto di Cluster Tecnologico Nazionale Blue Italian Growth e della Federazione del Mare, l’adesione del Dipartimento delle Politiche di Coesione all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri.

Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare, insieme a Giovanni Caprino, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale BIG – Blue Italian Growth, e a Fabrizio Monticelli, CEO di Formare-Polo Nazionale per lo shipping, è intervenuto al panel coordinato da Daniele Bosio, del MAECI Coordinatore Nazionale WestMED per l’Italia, nel corso del quale è stato fatto il punto sull’ecosistema Italiano della Blue Economy e sono stati illustrati i primi risultati derivanti dall’alleanza tra Cluster Big e Federazione del Mare.

Mario Mattioli, ha ribadito il fondamentale ruolo dell’economia del mare che per il suo rilievo e la sua integrazione richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo, mentre le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo.

Il ruolo dell’economia del mare emerge proprio nelle situazioni di crisi: Covid-19, blocco del Canale di Suez e ora la guerra in Ucraina lo hanno chiaramente dimostrato: il settore marittimo è stato e continua ad essere il termometro delle ripercussioni delle crisi internazionali sull’economia. Le attività marittime servono il 90% del commercio mondiale, che nell’ultimo decennio è cresciuto da 6 a 10 miliardi di tonnellate e salirà nel 2030 a 17 miliardi. L’integrazione tra le varie aree del pianeta e il loro sviluppo, non sarebbero possibili senza il contributo del mare.

In questo contesto, il ruolo svolto dai cluster marittimi, mediatori tra le regioni dell’UE e i paesi marittimi vicini per aggregare PMI e grandi aziende nei diversi settori dell’economia blu è di enorme importanza. Grazie alle loro caratteristiche, hanno infatti la capacità di contribuire alla trasformazione della catena del valore dell’economia blu per conseguire, tra gli altri, l’obiettivo della neutralità climatica di riduzione delle emissioni di Co2, rendendo i trasporti marittimi e i porti più ecologici.

Questo è uno dei presupposti più importanti e attuali su cui si fonda l’intesa tra la Federazione del Mare e il Cluster BIG. Lo spirito delle due associazioni è perfettamente in linea con il paradigma economico e culturale da cui far partire il modello di sviluppo e le linee guida di una politica economica blu a livello nazionale volto a coniugare competitività, innovazione e sostenibilità.

“Le nostre due organizzazioni si sono impegnate ad adottare programmi e iniziative congiunte volte a promuovere specifiche attività per la divulgazione dei valori e dell’importanza che rappresenta l’economia blu in ogni sua prospettiva, partendo da quella socio-economica e di relazioni internazionali”.

Il sodalizio FdM – Cluster Big si è immediatamente concretizzato nella partecipazione ad un importante progetto, validato dalla Commissione europea: il progetto MEDBAN – Mediterranean Blue Acceleration Network che è stato illustrato nel dettaglio da Fabrizio Monticelli.

MEDBAN, al quale il cluster marittimo italiano (Federazione del Mare e Cluster Big) partecipa nell’ambito di un consorzio insieme ai cluster provenienti da Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, mira a rafforzare l’ecosistema industriale europeo dell’Economia Blu con l’obiettivo di mobilitare le Piccole e Medie Imprese verso processi e tecnologie volti ad adeguare i loro modelli di business verso la transizione verde e digitale, accrescendo così la loro competitività.

Ulteriore espressione della Westmed Alliance, ricordata da Monticelli, è il progetto Erasmus MarMED, presentato lo scorso marzo e ancora in attesa di valutazione, che nasce dall’esigenza dei Maritime Clusters di colmare il gap di competenze della figura del Cluster Manager, al fine di rispondere alle esigenze di innovazione nel settore della Blue Economy e di creare un modello formativo efficace e competitivo per tutto l’ecosistema dei Cluster Marittimi dell’area Mediterranea. Infine, Fabrizio Monticelli ha menzionato il Progetto ISABELLA (P.O.R. CAMPANIA FSE 2014/2020), quale esempio di acceleratore di impresa per l’economia Blu. Il progetto mira, infatti, a sviluppare un percorso di accelerazione di impresa e sperimentare percorsi mirati all’individuazione di nuove figure professionali nell’ambito della green economy, al fine di accrescere l’ecosistema competitivo navale territoriale. Anche tale progetto vedrà coinvolti come stakeholders di settore la Federazione del Mare e il Cluster Big.

Nel pomeriggio Laurence Martin, Segretario Generale della Federazione del Mare, ha coordinato la sessione caratterizzata da un approccio sistemico alla quale hanno gli esponenti dell’eccellenza italiana del mondo della ricerca e dell’innovazione, le piattaforme settoriali dell’Ue, le Agenzie nazionali e regionali, le delegazioni estere di Westmed. Tutti questi organismi, privati e pubblici, regionali, nazionali ed europei che costituiscono la filiera italiana della ricerca e dell’innovazione al servizio della Blue economy, hanno instaurato un dialogo tra fornitori di servizi e facilitatori di investimenti, volto al rafforzamento dell’ecosistema italiano della Blue Economy ed assicurare una transizione verde sostenibile.

Roma, 20 maggio 2022 – Si è chiusa la raccolta di fondi, promossa dalla Federazione del Mare per aiutare le popolazioni vittime del conflitto in Ucraina.

“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla donazione, consentendoci di raccogliere oltre 45.250 euro – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare – Tale cifra, che si aggiunge alle numerose iniziative intraprese a titolo personale da associazioni ed imprenditori del mondo del mare che, spesso anche in forma anonima, si sono attivati offrendo un concreto segnale di vicinanza e sostegno in questo drammatico momento, vuole rappresentare un’ulteriore testimonianza della solidarietà e dell’unità del cluster marittimo italiano”.

I fondi raccolti tramite la Federazione del Mare verranno devoluti alla Croce Rossa Italiana e ad un piccolo hub pediatrico al confine tra Ucraina e Romania che la società Mediterranea di Navigazione di Ravenna sta realizzando con il supporto della Croce Rossa Rumena.

“Desidero espressamente ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa raccolta fondi, – aggiunge il Presidente Mattioli – e cioè le organizzazioni federate Assonave, Confindustria Nautica, Confitarma, Ferderagenti, Federpesca, le imprese Augusta Due Srl, Boat Italy Spa, Dalmare Spa, d’Amico Società di Navigazione Spa, Grimaldi Group Spa, Grimaldi Holding Spa, Scinicariello Ship Management Srl, e tutti coloro che si sono mossi aderendo all’iniziativa della Federazione o ad altre iniziative con l’unico comune obiettivo di portare sollievo e aiuto a popolazioni duramente colpite dal conflitto in atto”.

La Federazione del Mare si unisce alle celebrazioni di tutto il mondo per la prima Giornata internazionale per le donne in mare, istituita dall’IMO nel 2021.

“”Formazione-visibilità-riconoscimento: sostenere un ambiente di lavoro senza barriere: condivido in pieno il tema di quest’anno che sintetizza benissimo l’essenza delle sfide che le donne di tutto il mondo devono affrontare nel settore marittimo”, afferma Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare”.

“Finalmente, oggi nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e, anche grazie all’IMO e ad altre organizzazioni marittime, si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne. Ed è bello vedere che sono numerose le donne che stanno rispondendo positivamente”.

“Ricordo quanto affermato nel 2019 dal Segretario generale dell’IMO, Kitack Lim “Le donne nel mondo marittimo di oggi sono forti, potenti e sfidano costantemente le vecchie percezioni. L’esperienza ci dice che la diversità è meglio; è meglio per il lavoro di squadra, per la leadership e per le prestazioni commerciali. Il mondo marittimo sta cambiando. E in meglio”.

Infatti, aggiunge Mattioli, “oggi vi sono esponenti femminili del mondo marittimo di grande talento e capacità, attive in tutti settori della blue economy: industria armatoriale, pesca, nautica, porti e terminal, ricerca, organizzazioni internazionali, formazione. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere”.

“Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento – aggiunge Laurence Martin, Segretario generale della Federazione del Mare – e la giusta formazione può favorire e accelerare l’ingresso delle donne nel nostro mondo, così come l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione possono dare loro ottime opportunità, creando nuovi ruoli e competenze e quindi favorendo la creazione di un settore diversificato e dinamico.

Nonostante le donne siano sempre più protagoniste dell’economia marittima è ancora lunga la strada per colmare il divario di genere in questo settore. La lotta alle diseguaglianze di genere è e deve essere una priorità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti. Il futuro è nelle nostre mani – ha concluso Laurence Martin -. Dobbiamo lavorare tutti insieme per innovare e garantire pari opportunità per tutti. L’uguaglianza nel mondo del mare è fondamentale per aiutare a raggiungere un futuro sostenibile per l’industria nel suo insieme”.