Mattioli

 

MattioliMario Mattioli è stato confermato all’unanimità per un secondo mandato biennale quale presidente della Federazione del sistema marittimo italiano (Federazione del Mare), l’organizzazione che riunisce il cluster nazionale delle attività marittime. 

Il Consiglio della Federazione ha poi nominato vicepresidenti Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica), Luigi Giannini (Federpesca) e Vincenzo Petrone (Assonave).

 

 Albertoni 1             GianniniPetrone

 

 

 

 

 

 

 Laurence Martin, capo del servizio relazioni internazionali di Confitarma, è stata nominata segretaria generale e succede a Carlo Lombardi, che ha ricoperto l’incarico dal 2010, dopo aver seguito la Federazione a partire dalla sua costituzione nel 1994. Vicesegretari generali sono stati nominati Francesco Giannotti (Assoporti), Marco Paifelman (Federagenti) e Marina Stella (Confindustria Nautica). La nuova segretaria generale, che assumerà l’incarico a partire da luglio, ha una forte esperienza internazionale e la scelta indica il crescente peso dell’Europa nello sviluppo degli stati membri, anche in campo marittimo.

Laurence Martin        Lombardi e Mattioli

La riunione del Consiglio si è tenuta in videoconferenza e ha visto la partecipazione, oltre che di quasi tutti i suoi componenti, anche degli invitati Alessandro Ferrari (Assiterminal) e Giuseppe Mele (Confindustria).

“Ringrazio il Consiglio della Federazione del Mare- ha dichiarato il presidente Mario Mattioli – che mi ha voluto confermare presidente dell’organizzazione del cluster marittimo italiano. E’ per me un grande onore, come lo è per gli armatori che presiedo, e riaffermo l’impegno a battermi per una rappresentanza sempre più efficace di tutta l’economia marittima sia presso il legislatore, il governo, le amministrazioni, sia presso l’opinione pubblica e le altre realtà associative, in Italia e all’estero. Ribadisco che la mia idea è quella di una Federazione aperta a tutte le organizzazioni marittime che ancora non ne facciano parte o ne siano uscite, in primis quelle della logistica”.

“Il cluster marittimo – ha aggiunto Mario Mattioli – sta affrontando una difficile sfida a seguito della crisi sanitaria ed economica, ma è pronto a cogliere le opportunità che si presenteranno con la ripresa. Al momento, non siamo in grado di valutare la gravità dell’impatto della pandemia da COVID19, che ha gravemente colpito l’intera economia del mondo, incluse ovviamente le attività marittime, per lo più fortemente integrate nel commercio internazionale, di cui rappresentano il principale vettore. È evidente che le ripercussioni dipenderanno dall’evoluzione della pandemia e dalla capacità di riavviare l’attività economica. I confini sono stati chiusi, la domanda mondiale è diminuita, la produzione è stata ridotta o addirittura fermata. Per non menzionare l’impossibilità di effettuare i cambi di equipaggio, che sta creando una situazione molto difficile per tutti i marittimi delle unità sia mercantili che da pesca”.

“Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata del Marittimo e colgo l’occasione per rendere l’omaggio della Federazione del Mare a tutti i nostri marittimi, ai quali va il nostro ringraziamento per il ruolo che svolgono sulle unità navali a favore del benessere di tutti, garantendo anche a costo di gravi sacrifici il commercio marittimo e le forniture essenziali per la nostra vita quotidiana”.

 “Questi tempi richiedono collaborazione, solidarietà e una visione ottimistica del futuro. In quest’ottica – ha aggiunto il presidente della Federazione del Mare – vi sono due segnali importanti, registrati durante la crisi da COVID19. Il primo è che è stato riconosciuto il ruolo fondamentale del settore marittimo-portuale in Italia: di recente la ministra delle Infrastrutture e dei trasporti ha affermato che in Italia l’economia del mare, pur essendo sottovalutata, è la risorsa più potente”. Altro segnale importante è che la nuova governance di Confindustria include un vicepresidente con delega specifica all’Economia del mare. L’Italia è infatti una potenza manifatturiera con disponibilità limitata di materie prime, i cui approvvigionamenti giungono per lo più via mare, una terra in gran parte peninsulare, con molte isole e città costiere, il cui sviluppo non ci sarebbe stato in passato, e non ci sarebbe oggi, senza l’impronta delle attività marittime sulla loro realtà sociale ed economica”.

“Non mi stancherò mai di ripetere – ha concluso il presidente Mattioli – che quella marittima è una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo, questione quanto mai sentita da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo”.

 

Roma, 25 giugno 2020

Blue Economy SummitDal 29 giugno al 3 luglio si terrà il Blue Economy Summit 2020:  cinque giornate dedicate alle iniziative sui temi dell’economia del mare, organizzate dall’Assessorato allo Sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova, che rientrano negli appuntamenti del Genoa Blue Forum promossi dal Comune di Genova, Università degli Studi di Genova, Camera di Commercio di Genova, Regione Liguria e Associazione Agenti Raccomandatari Mediatori Marittimi.

La Federazione del Mare è tra i patrocinatori dell’evento.

L’edizione 2020 del BES utilizzerà le tecnologie digitali che hanno tenuto banco in questi mesi di confinamento e distanziamento, coniugandole con un approccio innovativo nella presentazione dei contenuti, per coinvolgere tutte le filiere produttive “blu”, i centri decisionali politici e il pubblico specifico.

L’apertura di lunedì 29 giugno sarà dedicata a logistica ed economia dall’emergenza sanitaria alla ripartenza, e alle prospettive di sviluppo del Waterfront e del Porto di Genova, capitale dell’economia del mare italiana. Interviene a questa sessione Mario Mattioli, presidente FederazioneConfitarma.

Martedì 30 giugno l’attenzione si sposterà su due tematiche: le assicurazioni marittime e le loro evoluzioni in tempo di pandemia e di mutati profili di rischio, e le professioni dello yachting, dalla progettazione ai mestieri di bordo in uno scenario del leisure dagli sviluppi ancora non chiari.

Mercoled’ 1° luglio sarà dedicato al Modello Genova, nelle sue diverse accezioni, tema dominante in queste settimane per gli insegnamenti e le suggestioni che il successo della ricostruzione del Ponte della Valpolcevera è in grado di fornire per immaginare e attuare un nuovo modello di governance.

Giovedì 2 luglio si parlerà di tecnologie e innovazione sostenibile nella logistica marittima, la mattina con un focus su portualità e retroportualità, all’insegna dell’automazione, della digitalizzazione dei processi e delle tecnologie per la sicurezza del lavoro, e nel pomeriggio con un focus sulla navigazione, sempre in nell’ottica di automazione ma anche di tecnologie per la sicurezza sanitaria di bordo.

Venerdì 3 luglio verranno trattate due tematiche centrali per l’economia del mare e per l’Italia rivierasca: il turismo e la cultura del mare di massa mediata dagli sport nautici, dove Genova in particolare si appresta a diventare una meta privilegiata a livello internazionale.

L’Agenda completa dei lavori è consultabile cliccando qui.

Per ulteriori informazioni e per partecipare all’evento consultare il sito www.besummit.it.

2020 06 blueeconomy 2020 COPERTINA 001

2020 06 blueeconomy 2020 COPERTINA 001È stato pubblicato nei giorni scorsi il EU Blue Economy Report 2020, rapporto annuale sulla Blue Economy predisposto dalla Commissione europea sotto la regia di DGMARE. Si tratta di un documento importante, ancorché migliorabile. Anche se i dati si riferiscono all’anno 2018, e non analizzano quindi le evoluzioni più recenti, il Rapporto fornisce un’ampia panoramica dei risultati dei settori economici dell’Unione europea connessi agli oceani e all’ambiente costiero.

Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera e numerose città importanti il cui sviluppo è tuttora legato anche al mare, l’Europa è infatti una grande potenza marittima: l’80% del commercio estero dell’Unione europea e il 40% del suo commercio interno utilizzano la navigazione; gli armatori europei controllano quasi il 40% del tonnellaggio mondiale di naviglio mercantile; l’industria cantieristica europea è leader mondiale nella costruzione di navi da crociera e yacht di lusso; l’industria di produzione di apparecchiature e componenti marittime dell’Unione serve metà della flotta mondiale.

In totale, nel 2018 la Blue Economy dell’Ue presenta un fatturato di € 750 miliardi (un aumento dell’12% sull’anno precedente), dei quali 218 miliardi di valore aggiunto (quindi più di 530 miliardi di costi intermedi, cioè di acquisti effettuati negli altri settori dell’economia) ed un’occupazione di 5 milioni di addetti (+ 11,6%).

Tali dati includono anche forti valori per il turismo costiero e l’estrazione di idrocarburi, dando un’immagine a prima vista imprecisa dell’economia del mare se si ritiene che debba includere solo le attività marittime vere e proprie (in Italia, ad esempio, tali settori non vengono analizzati nel rapporto dedicato periodicamente dalla Federazione del Mare al cluster marittimo nazionale, l’ultimo dei quali è stato presentato nel dicembre 2019). Depurati di tali voci, i dati per la Blue Economy europea per il 2018 sono pari a € 457 miliardi come fatturato (una crescita del 20%) e 1,8 milioni di persone come occupazione.

Nonostante le gravi ripercussioni della pandemia COVID19 sui comparti del trasporto marittimo, del turismo, della pesca e dell’acquacoltura, nell’insieme l’economia blu è potenzialmente in grado di dare un forte contributo alla “Green Recovery” dell’Unione europea.

Per la prima volta, il Rapporto affronta nei dettagli la dimensione ambientale della Blue Economy, evidenziando il conseguimento di importanti obiettivi. Oltre ai risultati positivi raggiunti dalla pesca sostenibile, il Rapporto rileva che con una riduzione del 29 % di CO2 per unità di valore aggiunto tra il 2009 e il 2017, lo sviluppo della pesca e dell’acquacoltura si distacca ormai nettamente dalla crescita di gas a effetto serra. Inoltre, il processo di ecosostenibilità è in corso anche in altri settori di attività. Il trasporto marittimo, a seguito dell’introduzione del limite massimo di zolfo a partire dal 2020 da parte dell’Organizzazione marittima internazionale, sta prendendo sempre più in considerazione fonti energetiche a minor intensità di CO2. La relazione prende in esame anche il valore economico di diversi servizi eco-sistemici forniti dall’oceano, tra cui gli habitat per la vita marina, il sequestro della CO2 e i processi che influenzano i cambiamenti climatici e la biodiversità.

L’UE sostiene l’economia blu attraverso vari strumenti. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha investito oltre € 1,4 miliardi in progetti riguardanti l’energia eolica offshore e ha offerto un ingente sostegno ad altri comparti dell’economia blu, tra cui lo sviluppo dei porti e il trasporto marittimo pulito.

La piattaforma BlueInvest della Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti hanno erogato sovvenzioni per € 22 milioni nel 2019 e 20 milioni nel 2020 a favore di start-up innovative nel settore dell’economia blu. Nel 2020 è stato inoltre creato un fondo  NewBlueInvest. Anche la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo finanzia una serie di progetti riguardanti la Blue economy.

Il rapporto EU Blue Economy Report 2020 è disponibile nella sezione pubblicazioni di questo sito. Cliccare qui

Roma, 22 giugno 2020

Filmato ASSOPORTI

 Filmato ASSOPORTI

 

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’Assoporti lavora insieme ai diversi soggetti pubblici e privati della catena logistica, marittimo-portuale e terrestre, evidenziando che tutti i nostri porti sono pienamente operativi garantendo la sicurezza dei lavoratori, dei marittimi e delle merci, nel pieno rispetto delle misure emanate dal Governo.               

Per valorizzare e rendere noti gli sforzi messi in campo dalle  Autorità di Sistema portuale,  Assoporti ha realizzato un breve filmato che testimonia sia il ruolo fondamentale dei porti per l’economia nazionale, sia che la piena operatività dei porti è stata possibile grazie a una organizzazione efficiente e affidabile.

Il filmato è reperibile sulla homepage del sito www.assoporti.it,  sulle pagine social dell’Associazione (Facebook, LinkedIn e Twitter) e sul canale YouTube di Assoporti  in italianoin inglese.

 

26 aprile 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Click Utility informa che a seguito delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, Blue Economy Summit è stato rinviato nella settimana dal 15 al 20 giugno 2020.

La Federazione del Mare è tra i patrocinatori della terza edizione del Blue Economy Summit.

Si parlerà di

A che punto siamo con l’LNG?

Cold ironing e generazione distribuita

Automazione nei porti e nei retroporti

Magazzini sul mare, il nuovo antico ruolo dei terminal portuali all’epoca dell’e-commerce

Temperatura controllata nei porti: magazzini, container e trailer

Digitalizzazione dell’attività portuale: dalla gestione dei documenti ai digital twin

5G e porti: tecnologie e servizi

Cyber-physical security delle infrastrutture e delle attività logistico-portuali: le nuove sfide

 

Ulteriori informazioni e indicazioni per registrarsi disponibili sul sito: http://www.besummit.it/

 

 

 

Logo Fdm

Logo Fdm

 

 

La Federazione del Mare, che riunisce il cluster marittimo rappresentato dalle organizzazioni del settore (ACCADEMIA ITALIANA DELLA MARINA MERCANTILE, AIDIM, ANCIP, ANIA, ASSONAVE, ASSOPORTI, ASSORIMORCHIATORI, CETENA, COLLEGIO CAPITANI, CONFINDUSTRIA NAUTICA, CONFITARMA, FEDERAGENTI, FEDEPILOTI, FEDERPESCA, FEDESPEDI e RINA) esprime una forte preoccupazione per il progressivo isolamento dell’Italia determinatosi a seguito dell’epidemia del virus COVID-19.

La Federazione del Mare si attende pertanto dal Governo e dalle altre Istituzioni un atteggiamento fermo ma non allarmistico, modulando gli interventi richiesti dalle necessità sanitarie in modo da evitare involontarie conseguenze altamente dannose per l’intera economia marittima italiana, le cui attività sono strettamente legate ad una piena integrazione nei mercati internazionali.

Il comparto marittimo è pienamente consapevole dell’esigenza di prendere tutte le precauzioni necessarie per ridurre la diffusione di COVID-19: navi e porti sono fortemente impegnati in tale sforzo e a tal fine operano secondo le linee-guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle competenti autorità nazionali, sia per quanto riguarda i controlli sanitari dei passeggeri che per l’imbarco delle merci.

Purtroppo, a livello nazionale e globale, l’impatto del Coronavirus sul settore marittimo è notevole (secondo le prime stime, solo lo shipping nel mondo perderà circa 350 milioni di dollari a settimana), senza contare i gravi danni per la catena logistica e di approvvigionamento determinati dai più lunghi tempi di controllo delle merci in ingresso nei porti del Paese.

La Federazione del Mare ritiene che sia quanto mai necessario sin da ora impostare una forte iniziativa di comunicazione in Italia e all’estero, da lanciare alla fine dell’emergenza, per restituire all’Italia la sua elevata reputazione come destinazione di flussi turistici e origine delle merci.

“L’intero cluster marittimo, compatto – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare – è già pronto a fare la sua importante parte per aiutare la ripresa nel primario interesse del Paese”.

Roma, 28 febbraio 2020

Banner SMI 2020

Banner SMI 2020

Shipping, Forwarding&Logistics Meet Industry è il Forum promosso dalle principali associazioni del settore logistico, portuale ed imprenditoriale, oltre che da importanti soggetti dell’industria manifatturiera e terziaria, organizzato presso il Centro Congressi Assolombarda di Milano da International Propeller Club – Port of Milan e da Clickutility Team.

La manifestazione, articolata nelle due giornate del 30 e 31 gennaio, mira a presentare le eccellenze dello shipping e della logistica nazionale e a promuovere presso gli stakeholder i primi risultati generati dal processo di riforma e di rilancio del settore previsto dal piano strategico nazionale della portualità e logistica, nonché a generare opportunità di incontro tra sistema logistico e mondo industriale e finanziario.

Durante le due giornate congressuali verranno affrontati i seguenti temi:

  • L’Italia nell’epoca della logistica come strumento strategico
  • La logistica e i trasporti per le PMI
  • Competitività e competizione dei corridoi logistici
  • Cryptologistica e Logistica Connessa: stato dell’arte, opportunità e rischi
  • Logistica di qualità per i prodotti di qualità
  • Sostenibilità logistica, dai principi alla realtà, e ritorno
  • L’automazione nella logistica
  • Workshop verticali su singoli settori economici
  • Il sistema infrastrutturale e produttivo italiano in prospettiva 2030

La Federazione del Mare, che patrocina la manifestazione, sarà presente con il presidente Mario Mattioli e il vicepresidente Umberto Masucci, i quali interverranno alla sessione di apertura

L’Italia nell’epoca della logistica come strumento strategico. Geopolitica, Geoeconomia e Geologistica: l’Italia in Europa e nel Mediterraneo allargato

che si terrà giovedì 30 gennaio presso la sala Auditorium, dalle ore 9 alle ore 13.

Dettagli sul programma della sessione e su tutto il Forum sono disponibili sul sito http://www.shippingmeetsindustry.it/ ove è anche possibile registrarsi per partecipare.

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IMG 7384 IL CLUSTER MARITTIMO ITALIANO PRODUCE BENI E SERVIZI PER 34,3 MILIARDI DI EURO (PARI AL 2% DEL PIL NAZIONALE) E DÀ LAVORO A 529MILA ADDETTI

20,5 MILIARDI DI EURO L’ANNO SPESI IN ACQUISTI DI BENI E SERVIZI DAL CLUSTER MARITTIMO

 MARIO MATTIOLI “L’ECONOMIA MARITTIMA È COME UN ICEBERG: SI PERCEPISCE SOLO UN OTTAVO DELLA SUA IMPORTANZA”

 

Roma, 12 dicembre 2019 Per celebrare i venticinque anni dalla sua istituzione, il 12 dicembre la Federazione del Mare ha organizzato presso il Cnel la presentazione del VI edizione del Rapporto sull’economia del mare realizzato con il Censis, che aggiorna i dati e ne amplia l’analisi all’Europa (a cura di Cogea) e al Mediterraneo (a cura di Srm-Gruppo Banca Intesa), abbinata alla presentazione dello studio “Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo” realizzato sempre dal Censis con il contributo di Federazione del Mare, dei gruppi d’Amico e Grimaldi e di Ucina-ConfindustriaNautica.

La manifestazione è stata presieduta da Tiziano Treu, presidente del CNEL, e da Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare.

Tiziano Treu, nel ricordare che sin dal 1996 la Federazione del Mare ha scelto la sede del Cnel per presentare il Rapporto sull’Economia del Mare, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, ha sottolineato che “il valore prodotto dall’economia del mare e la sua importanza socio-economica con le significative ricadute occupazionali del cluster marittimo, sia dirette che indotte nel resto dei settori della nostra economia, sono fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese”.

“Il Rapporto evidenzia il rilievo strategico del settore marittimo e, sulla base di un attento esame dei dati, conferma lo sviluppo e i successi raggiunti, indicando anche le sfide che si devono affrontare sia in Europa che nel Mediterraneo, in una fase storica particolarmente delicata come è quella attuale”. “Da non dimenticare – ha aggiunto il presidente del CNEL – che questo settore è trasversale a molti altri ed in alcuni casi indispensabile”.

IMG 7385 1Il presidente Treu ha ribadito che, per concretizzare le opportunità, è fondamentale investire in logistica e sui porti, nodi strategici del sistema infrastrutturale italiano, sia a livello locale che nazionale, ed ha ricordato che proprio per questo il CNEL ha presentato 3 disegni di legge sulla logistica, nati da un lungo ciclo di audizioni con le 34 organizzazioni più rappresentative.

“Puntare sul sistema logistico legato all’economia del mare – ha concluso Treu – significa rafforzare l’offerta del nostro Paese sul fronte dell’esportazione oltremare e del turismo crocieristico. Quindi favorire lo sviluppo anche a livello dei territori”.

“Quella legata al mare è una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo – ha affermato Mario Mattioli – questione quanto mai sentita tra i soggetti pubblici e privati che in essa operano da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo”. Il settore marittimo è infatti fortemente regolato, sia a livello internazionale, sia europeo e nazionale. “Non a caso un deciso processo di ammodernamento normativo ne ha assicurato la competitività e favorito lo sviluppo, con le riforme del sistema portuale nel 1994 e nel 1998 della navigazione mercantile internazionale. Tali riforme hanno liberato risorse e portato ingenti investimenti, con ricadute positive per tutto il cluster marittimo.

Basti dire che l’Italia ha la 5^ flotta di bandiera tra le maggiori economie riunite nel G20 (la 2^ tra quelle occidentali), la 1^ nel mondo di navi RoRo, per lo più impiegate nel cabotaggio marittimo e sulle “autostrade del mare”, la 5^ di navi-cisterna speciali per prodotti petroliferi; il sistema portuale italiano è stato a lungo il 1° in Europa per volumi di merce trasportata (oggi è il 3°), e resta il 1° in Europa per movimento di navi da crociera e di croceristi; abbiamo la leadership mondiale nella costruzione di navi da crociera e mega-yacht; la nostra flotta da pesca è la 2^ del Mediterraneo ed è in grande sviluppo l’acquacoltura; è in crescita la formazione marittima, specie per i quadri ufficiali, e l’occupazione; aumentano anche nel settore marittimo gli investimenti nella tutela dell’ambiente.

“L’impatto delle attività legate al mare va ben oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione logistica e tocca direttamente l’intero apparato produttivo nazionale, agricolo e industriale – ha aggiunto il presidente della Federazione del Mare – tanto che al cluster marittimo vengono attribuiti beni e servizi per un valore pari al 2% del PIL complessivo e al 3,5% della sua componente non statale, con acquisti di beni e servizi nel resto dell’economia italiana che sfiora annualmente i due terzi del valore prodotto dalle stesse attività marittime.

“L’auspicio della Federazione – ha concluso Mattioli – è quindi che anche in Italia, accanto al rafforzamento dell’attenzione dedicata al mare, si giunga all’istituzione di un’unità amministrativa specifica con poteri di coordinamento, in modo che una catena di comando  ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione e nell’attuazione delle decisioni in campo marittimo (tra queste in primis una semplificazione buIMG 7390rocratica) e sia in grado di farlo in tempi conformi agli standard europei e internazionali caratteristici di questo mondo”.

Il VI Rapporto sull’economia del mare è stato illustrato da Marco Baldi e AIMG 7396ndrea Amico (Censis) per la parte relativa all’Italia, Alessandro Pititto (Cogea) per l’Europa e Alessandro Panaro (SRM) per il Mediterraneo.

 

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Nella seconda parte della mattinata si è svolta una tavola rotonda incentrata sullo studio “Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra XX e XXI secolo” che rappresenta un significativo affresco storico, mettendo a fuoco il ruolo imprescindibile dell’industria armatoriale italiana nell’equilibrio produttivo del Paese, riscostruendo il valore economico e occupazionale della nostra cantieristica e descrivendo l’evoluzione della portualità nazionale nel sistema trasportistico europeo e negli scenari della globalizzazione, come di quella della nautica da diporto e della pesca..

IMG 7411 1Sono intervenuti alla tavola rotonda, condotta da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis: Lucio Caracciolo (Limes), Francesco Dandolo (Università di Napoli), Luigi Giannini (Federpesca), Carlo Lombardi (Federazione del Mare), Roberto Perocchio (Ucina), Giovanni Pettorino (Comandante generale Corpo Capitanerie di Porto – Guardia Costiera), Gianpaolo Polichetti (Grimaldi Lines).

“Se si guarda all’Italia della fine degli anni Sessanta e la si confronta con l’attuale – ha concluso Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare – si può tranquillamente affermare che in questi cinquant’anni moltissimo (forse quasi tutto) è cambiato, almeno sul piano politico-sociale ed economico. Quello che ritroviamo invariato è però certamente il fatto che, oggi come allora, in Italia riveste un ruolo strategico ai fini dello sviluppo la nostra economia marittima, date le ampie dimensioni sue e del suo indotto, il ruolo importante che riveste il mare per la logistica delle persone e delle merci, la pronunciata dipendenza dagli approvvigionamenti marittimi dell’industria manifatturiera, il forte turismo crocieristico e nautico, il ruolo della pesca, la prevalente natura peninsulare del territorio, la rilevanza delle città di mare.

IMG 7407Di qui il grande interesse della Federazione del Mare per il progetto del Censis di approfondire il nesso tra le attività marittime nazionali e il nostro sviluppo socio-economico. Un interesse che si è tradotto in realtà anche grazie alla partecipazione dei gruppi armatoriali d’Amico e Grimaldi e di Ucina – Confindustria Nautica, trovando poi un’ulteriore motivazione con il Venticinquennale della Federazione stessa”.

“Diceva Hemingway di basare la sua attività sul principio dell’iceberg di cui solo un ottavo è visibile ma la cui stabilità si fonda sui sette ottavi che non si vedono. Siamo convinti che libri come questo aiutino a dare fondamento nella coscienza di tutti all’idea dell’importanza del mondo marittimo per il nostro Paese e il suo sviluppo”.

 

copA4 2019 OKx stampa laser2 Nella sezione Pubblicazioni della Federazione, è disponibile la sintesi del VI Rapporto sull’economia del mare – http://www.federazionedelmare.it/pubblicazioni-della-federazione/pubblicazioni-della-federazione/131-fdm-censis-cogea-srm-sintesi-del-vi-rapporto-sull-economia-del-mare

 

 Nella sezione Video, è disponibile  vedere la registrazione audio-vieo della manifestazione – http://www.federazionedelmare.it/video

Per celebrare i venticinque anni dalla sua istituzione la Federazione del Mare presenta presso il Cnel  la VI edizione del Rapporto sull’economia del mare, realizzato con il Censis, assieme a Cogea e Srm.

Nella stessa occasione, sarà presentato anche il volume ”Cinquant’anni di economia marittima in Italia: evoluzione e prospettive tra il XX e XXI secolo” realizzato anch’esso con la Fondazione Censis e con il contributo di: d’Amico; Grimaldi Group; Ucina.

 

INVITO_VENTICINQUENNALE.pdf

 

 

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Napoli, 20 novembre 2019. Dopo Trieste e Genova, oggi, a Napoli, presso l’Università Parthenope, ha avuto luogo la terza manifestazione nazionale per celebrare il World Maritime Day dell’IMO, International Maritime Organization, dedicato quest’anno al tema “Empowering Women in the Maritime Community”, organizzata da Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera, Federazione del Mare, The International Propeller Clubs e WISTA Italy.

I lavori della giornata sono stati aperti dai saluti istituzionali. Successivamente si sono tenute due tavole rotonde con la partecipazione di esponenti femminili protagoniste del mondo marittimo-portuale italiano. Raccontando la loro esperienza personale nei vari comparti di attività, hanno ribadito l’importanza della parità di genere nel mondo del lavoro ove una maggiore valorizzazione del contributo delle donne potrebbe aprire nuove opportunità in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Enrico Panini, vicesindaco di Napoli, ha affermato che non esistono luoghi ove le donne non possano dare il loro contributo, mentre Chiara Mancini, assessore alla formazione e alle pari opportunità della Regione Campania ha ricordato il recente lancio del bando “Io ho un sogno. Il futuro è donna” che offre la possibilità a tutte le donne in età lavorativa di frequentare corsi di formazione e specializzazione per accrescere le loro competenze e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope, che ha ospitato la manifestazione, ha sottolineato come anche nel settore marittimo sia importante facilitare l’accesso delle donne ad una formazione tecnica di alto livello e che l’Universita’ lo stesso giorno firmerà una Convenzione con il Comando delle Capitanerie di porto per promuovere l’imbarco di studenti che aspirano a professionalità marittime.

Pietro Vella, Ammiraglio Ispettore, direttore marittimo della Campania, ha portato anche un messaggio dell’Amm. Giovanni Pettorino, Comandante Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che per sopravvenuti impegni non ha potuto essere presente ed ha ricordato che da 20 anni le donne italiane possono entrare a far parte selle forze armate e che molte di loro ricoprono ruoli importanti nell’ambito del corpo delle Capitanerie di Porto.

Mario Mattioli, presidente Federazione del Mare, ha evidenziato che ”finalmente” anche nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne. In Italia sono molte le donne di grande talento e capacità presenti e attive in tutti settore marittimi: terminal: Lavoro portuale, Autorità marittima, Autorità di sistema portuale, Ricerca economica, industria armatoriale, lavoro marittimo, organizzazioni marittime, formazione superiore, formazione scolastica. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere. Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento”.

Umberto Masucci, presidente The International Propeller Clubs e IPC Port of Naples, ha affermato che “le numerose donne protagoniste del Convegno di Napoli sono testimonianza concreta dell’impegno femminile nel settore marittimo-portuale. Non dobbiamo nasconderci le loro difficoltà, ma piuttosto facilitarne sempre l’inserimento, pensando al contributo positivo che le donne possono apportare al nostro sistema”.

Greta Tellarini, docente all’università di Bologna e rappresentate del Wista, ha ricordato che il tema del gender gap viene affrontato in molte sedi internazionali ed europee per promuovere la parità di trattamento uomo-donna  che secondo l’Ocse entro il 2030 dovrebbe aumentare del 10%.

Mauro Coletta, direttore generale Ministero Infrastrutture e trasporti, ha ricordato che il suo dicastero è oggi guidato da una ministra e che nella sua direzione generale le dirigenti sono in maggioranza ma che di fatto nel settore marittimo portuale sono ancora troppo poche le donne con incarichi di vertice e che occorre un costante sforzo comune per favorire la trasformazione nel mondo del lavoro valorizzando il ruolo delle donne.

Alla Tavola Rotonda dedicata alla portualità, moderata da Raffaella Del Prete, socia WISTA, direttrice Reefer Terminal APMT-Savona, sono intervenute Luisa Del Sorbo, direttrice generale Stabia Main Port, Fabiana Esposito, Compagnia Unica Lavoratori Portuali di Napoli, TV (CP) Enrica Naddeo, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto Autorità di sistema portuale, Marianna Buonfanti, ricercatrice SRM (Gruppo Banca Intesa) e Carla Roncallo, presidente AdSP Mar Ligure Orientale, che ha affermato “Penso che davvero sia l’ora di cambiare le cose. Personalmente non mi sono mai sentita discriminata nella carriera lavorativa e questo mi aveva chiuso gli occhi per diversi anni. Sono solo stata più fortunata di altre; i numeri parlano chiaro e fotografano una realtà incredibilmente squilibrata tra i generi, in moltissime realtà lavorative, tra le quali quella dello shipping. Per questo ognuno di noi deve fare il possibile per accelerare un processo che porti alla parità di genere.”

Bianca D’Antonio, giornalista e consigliere IPC Port of Naples, ha moderato la Tavola Rotonda dedicata allo shipping, alla quale hanno partecipato Alexa Fenech,, comandante di una nave del Gruppo Grimaldi, Marjolein van Noort, coordinatrice di ENMC – European Network of Maritime Cluster organizzazione europea dei cluster marittimi, Paola Vidotto, direttrice generale Accademia Italiana Marina Mercantile, Elvira Romano, già dirigente I.N. Duca degli Abruzzi di Napoli, e Mariella Amoretti, armatrice del Gruppo Amoretti e Tesoriera di Confitarma che ha ricordato di essere sempre stata al fianco del padre, fondatore dell’azienda: ciò ha facilitato l’inserimento in un mondo molto maschile ma non ha evitato un lavoro molto impegnativo e duro. “Questo lo sapevamo bene mia sorella ed io ma abbiamo sempre creduto nella nostra azienda e non ci siamo mai poste il problema dell’essere donne e di avere famiglia con figli da gestire. In una situazione di crisi internazionale come quella degli ultimi dieci anni, è stato importante essere unite e determinate, affermando così la nostra leadership sia all’interno della compagnia che al di fuori di essa. Mi riferisco in particolare ai noleggiatori ed al mondo bancario che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. La nostra compagnia è all’avanguardia nel comparto del trasporto di prodotti petroliferi e chimici, ed abbiamo sempre dedicato grande attenzione per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente”.  Infine, Mariella Amoretti ha ribadito l’importanza anche per gli studenti di ingegneria navale di fare esperienza a bordo delle navi.

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