È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto tanto atteso dal settore che assegna 20 milioni di euro per sostenere le filiere della pesca e dell’acquacoltura fortemente colpite dalla crisi internazionale e dal caro gasolio. Un piccolo passo che necessita ora di tempestività nell’attuazione per dare avvio alla presentazione delle domande da parte delle imprese. È ora fondamentale che il Ministero pubblichi velocemente le modalità attuative per presentare le domande senza attendere i 30 giorni previsti dalle norme. Insieme a questo chiediamo al Governo di prevedere che la regolarità del durc non sia un requisito di ammissibilità ma una precondizione per poter ricevere il contributo previsto. Solo in questo modo la maggior parte delle imprese sarebbero nelle condizioni di accedere rendendo lo strumento davvero utile in un momento di crisi.
Così in una nota Federpesca, Alleanza delle Cooperative Italiane e Coldiretti Impresa Pesca che avevano sollecitato l’intervento nel tavolo di crisi aperto lunedì scorso al Ministero.

 

Durante il Convegno Progetto Mare, organizzato da Confindustria, il 13 maggio 2022, Ugo Salerno, Amministratore delegato RINA, è intervenuto alla Tavola Rotonda “Politiche industriali, transizione energetica e sostenibilità del trasporto marittimo e della logistica portuale”.

Ugo Salerno ha ribadito che transizione energetica e sostenibilità sono i temi cruciali che le politiche industriali legate al mondo dello shipping devono affrontare.

Questa industria, infatti, oltre a poter essere considerata “hard-to-abate”, è anche strettamente legata al settore della logistica e delle infrastrutture portuali e può rappresentare un modello nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dei prossimi decenni.

Tra le soluzioni possibili: il sistema di cold ironing, i trasporti integrati e la ricerca di fonti di energia sempre più sostenibili, come l’idrogeno.

Durante il Convegno Progetto Mare, organizzato da Confindustria il 12 maggio 2022, Luca Becce, presidente Assiterminal, è intervenuto alla tavola Rotonda “Governance e riforme, infrastrutture e intermodalità”.
Rispondendo alle domande di David Parenzo, Luca Becce ha affermato che in questi ultimi decenni il mondo della logistica ha conosciuto una profonda trasformazione che ne ha mutato radicalmente le caratteristiche, con una sempre più stretta connessione con la dimensione industriale e produttiva e con una sempre crescente dinamica di globalizzazione nella competizione economica.
Nel settore dei trasporti marittimi ciò si è visto in modo ancora più radicale in quanto esiste una relazione stretta fra il fenomeno delle mega ship e la concentrazione che verificatasi nel settore.
Di fronte a ciò è sempre più importante un approccio strategico ai temi dello sviluppo infrastrutturale, materiale e immateriale (digitalizzazione).
Il fallimento della “riforma Del Rio” è il fallimento in Italia dell’impostazione del Piano strategico Nazionale delle infrastrutture e della Logistica del 2015, che portava al livello nazionale la necessità di allocare le scelte strategiche infrastrutturali per connetterle con la dimensione economica e politica europea.
Tutto ciò si è scontrato ed è stato minato dalla scellerata riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, in materia di concorrenza tra Stato e Regioni, con gli effetti a cascata sulla logica della riforma L.169 vanificando nei fatti la logica sottesa agli accorpamenti delle 25 AP nelle nuove ADSP, che avrebbero dovuto significare non una fusione burocratica delle vecchie AP ma il subentro di una logica di sistema coordinato dal tavolo nazionale dei presidenti delle ADSP presieduto dal Ministro e competente sulle scelte di sviluppo infrastrutturale portuale, che mettevano al centro, dal Piano strategico, non nell’estensione delle opere portuali ma la connessione dei porti con i mercati.
La discussione, peraltro surreale in questo quadro, sulla natura giuridica delle ADSP rappresenta non un tentativo di sviluppare e ripristinare quella logica strategica, ma al contrario di restaurare una logica ancora più localistica.

Durante il Convegno Progetto Mare, organizzato da Confindustria il 12 maggio 2022, Francesca Biondo, Direttore generale Federpesca, è intervenuta alla tavola Rotonda “Sviluppo della pesca e della filiera ittica”.
Rispondendo alle domande di David Parenzo, Francesca Biondo ha ricordato che il valore prodotto dall’economia del mare, la rilevanza socioeconomica e l’indotto creato sono fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese. Tra i settori che ne sono parte, la pesca ha un’importanza strategica, per la diffusione capillare sul territorio e per il coinvolgimento di due filiere chiave, marittima e agroalimentare. “L’attuale crisi internazionale ha posto all’attenzione di tutti il tema dall’autonomia strategica del nostro Paese nell’ambito della quale l’autonomia alimentare riveste un ruolo strategico di cui ancora si parla poco”. Nonostante l’Italia sia uno dei principali consumatori in Europa, la necessità di interventi strutturali per il settore è evidenziata da due dati rilevanti: la flotta da pesca italiana è tra le più vetuste in Europa (età media dei pescherecci pari a 31 anni) e oltre l’80% del prodotto consumato viene importato.
L’autonomia strategica dell’Europa non può prescindere dall’urgente approvazione di un piano strategico dell’economia del mare, che indichi le policy prioritarie necessarie per arrivare al 2050 con un’industria marittima florida, competitiva, verde e digitale.
In Italia, per la valorizzazione e la transizione del settore della pesca occorre avviare una strategia concreta per consentire il rinnovo e l’ammodernamento della flotta peschereccia italiana, per colmare gap che incidono sul soddisfacimento della domanda interna, sull’ambiente, sul costo delle produzioni, sulla sicurezza del lavoro a bordo e, quindi, sulla competitività e sostenibilità dell’intero sistema. A tal fin sono necessari strumenti di accesso facilitato al credito per investimenti, nel rispetto dei vincoli della PCP.
È anche necessario definire misure gestionali condivise tra i Paesi che hanno accesso agli stessi stock ittici, in quanto la regolamentazione unilaterale dello sforzo di pesca può tradursi nel dumping ambientale, economico e sociale.
Infine, occorre promuovere il prodotto ittico italiano tramite campagne volte a sensibilizzare i consumatori all’acquisto e al consumo di prodotti locali, e mediante l’adozione di adeguati sistemi di tracciabilità e autenticazione degli stessi.
Rendere le imprese competitive non può più significare aumentare la quantità di prodotto pescato bensì investire sulla sua valorizzazione, sulla tracciabilità e la consapevolezza dei consumatori. Solo così sarà effettivamente possibile rendere l’industria della pesca italiana ancora remunerativa e competitiva sui mercati nazionali e internazionali.
“Il futuro della pesca passa necessariamente da una riqualificazione dell’intero comparto – h concluso Francesca Biondo – una flotta tecnicamente moderna, equipaggi preparati, gestione del settore in termini adeguati al valore della produzione, rispetto e gestione del contesto ambientale, valorizzazione del prodotto”.

 

Il 27 giugno 2022  avrà luogo il convegno “Francesco Berlingieri e le Regole di Rotterdam, nel 100° anniversario della nascita”, organizzato dall’AIDIM   per onorare la memoria di Francesco Berlingieri nel centesimo anniversario della nascita, dedicato al suo contributo nella formazione delle Regole di Rotterdam.

L’evento si terrà a Genova al Palazzo della Borsa, Via XX Settembre 44.

Si riporta il Programma Convegno

 

 

L’Assemblea Pubblica di Assoportisi terrà il prossimo 22 giugno, a partire dalle ore 9.45, a Roma, presso la sala Spazio Vittoria, Via Vittoria Colonna n. 11, ROMA.
L’Assemblea sarà svolta con una formula che prevede sia la presenza che la modalità digitale in streaming.
Per confermare la Vostra partecipazione sia in presenza che in streaming, è necessario registrarsi esclusivamente attraverso l’apposito banner sulla homepage del sito web dell’Associazione: www.assoporti.it, compilando il modello.
Sarà cura dell’Associazione fornire aggiornamenti su eventuali regole connesse alla situazione del COVID-19.

Assoporti Assemblea 22giugno Save the Date

 

La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato oggi all’unanimità la legge per la promozione dell’imprenditoria e del lavoro femminile in agricoltura e nella pesca.
“Si tratta di una notizia che l’Italia aspettava da oltre 10 anni, un  risultato fondamentale al quale in questi anni abbiamo lavorato con convinzione” dichiara Francesca Biondo, Direttrice di Federpesca e Presidente dell’Osservatorio Nazionale della Pesca.
“Il testo infatti ha previsto finalmente il riconoscimento della figura della coadiuvante dell’impresa ittica familiare, come già avviene da anni nei settori del commercio e dell’agricoltura. Un passo avanti nella direzione di garantire diritti, tutele e dignità a tantissime donne che operano silenziosamente in questo settore. Le imprese di pesca in Italia sono infatti costituite per la gran parte da imprese familiari in cui gli uomini sono impegnati in mare per quasi tutta la settimana e le donne – mogli, madri, figlie, sorelle – svolgono l’attività necessaria a terra, ovvero la commercializzazione del pescato, l’amministrazione, il disbrigo delle pratiche burocratiche, le relazioni con i fornitori, i rapporti con i cantieri e con le cooperative di servizi e le capitanerie. Il lavoro di queste donne è vitale per la sostenibilità economica di tali imprese. In questo contesto, fino ad oggi, l’assenza di un riconoscimento sul piano economico e sociale ha costituito un freno importante alla dinamicità del settore. Con questo provvedimento le donne della pesca potranno ottenere  tutele e garanzie per il proprio lavoro e uscire dal tunnel di un lavoro atipico e non considerato avendo così la possibilità di valorizzare il proprio lavoro e di ritagliarsi uno spazio decisionale più ampio dell’attuale e più corrispondente alle responsabilità sostenute. Auspichiamo ora una veloce approvazione da parte dell’Aula per poter finalmente festeggiare questo risultato. La strada per la parità nel nostro settore è ancora lunga ma oggi è stato compiuto un passo fondamentale per il quale ringraziamo l’On. Cenni e l’On. Incerti in qualità di proponenti e tutta la Commissione per il lavoro svolto.” conclude Federpesca.

Il 5 aprile Confitarma è stata audita dalla IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame, tra le altre, delle proposte di legge degli Onorevoli Gariglio e Ficara in materia di modifiche al Codice della navigazione e disposizioni per la semplificazione della disciplina riguardante l’ordinamento amministrativo della navigazione e il lavoro marittimo.

Nicola Coccia, e Giacomo Gavarone, rispettivamente Coordinatore e Coordinatore operativo del Comitato Regole e Competitività, hanno ricordato che Confitarma partecipa ai lavori del “Tavolo Mare”, costituito dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per consentire l’aperto confronto degli stakeholder sulle principali tematiche riguardanti il settore marittimo e portuale, in chiave di sostenibilità e semplificazione, nonché agli specifici gruppi di lavoro tematici e, tra questi, al “GdL semplificazione normativa”, ove si sta approfondendo proprio l’ampio progetto di riforma dell’ordinamento marittimo che include alcune delle proposte contenute nei progetti di legge oggetto dell’audizione.

In proposito, hanno manifestato apprezzamento per l’opportunità di poter fornire alla Commissione le osservazioni dell’armamento su un tema così importante per il settore “Oggi più che mai, il confronto costruttivo tra Istituzioni e industria rappresenta un elemento determinante per continuare a operare e competere sui mari del mondo – ha affermato Nicola Coccia – contribuendo allo sviluppo dell’economia del mare e, con essa, al rilancio del Paese”. Infatti, ha aggiunto “siamo ormai alla vigilia di una rivoluzione del settore del trasporto marittimo nazionale a seguito dell’imminente conclusione del processo di estensione dei benefici previsti dal Registro Internazionale alle bandiere UE/SEE”.

“A fronte di tale profondo mutamento, la strategia vincente è solo una: attuare urgenti misure di semplificazione normativa dell’ordinamento marittimo nazionale unitamente alla “sburocratizzazione” dei processi e alla dematerializzazione delle procedure – ha affermato Coccia – Le proposte di legge dei Deputati Gariglio e Ficara, fortemente volute da Confitarma, si inseriscono perfettamente nel perseguimento di tale obiettivo”. Apprezzando l’intervento dell’On. Gariglio, Nicola Coccia ha affermato che queste iniziative del Parlamento possono dare un forte impulso anche all’attività dell’Amministrazione per una deburocratizzazione sinergica dei provvedimenti di natura non legislativa”.

“Il Registro Internazionale è condizione necessaria ma non più sufficiente per assicurare la competitività delle nostre imprese  ha fatto presente Giacomo Gavarone – sottolineando come l’importante lavoro condotto dal Parlamento non esaurisca il ben più ampio progetto di semplificazione normativa del Codice della Navigazione e dell’ordinamento correlato, di cui Confitarma da anni è promotrice presso le competenti sedi istituzionali e che di recente è stato integrato con ulteriori proposte, tutte caratterizzate dal fatto di essere per moltissimi aspetti senza oneri a carico dello Stato in materia di trasporto marittimo”.

In particolare, Confitarma nutre perplessità in base alle proposte di modifica della Legge 84 del 1994 per quanto concerne la conferenza di coordinamento dei presidenti che non sarebbe più presieduta dal Ministro ma da una persona da lui nominata. Per Confitarma, l’unica opzione praticabile è che il Ministro nomini un soggetto esterno di sua fiducia e non uno dei componenti della conferenza. In aggiunta, Confitarma auspica che finalmente possa trovare concreta applicazione la norma relativa alla partecipazione dell’utenza portuale alla conferenza di coordinamento.

Se le osservazioni dell’armamento saranno supportate dal Parlamento e se tale progetto di riforma venisse perseguito concretamente nella sua interezza e in tempi brevi, la nostra bandiera verrebbe messa finalmente in grado di competere con quelle comunitarie, anche a beneficio dell’interesse nazionale.

Roma, 5 aprile 2022

Il Consiglio dei Ministri del 18 marzo ha approvato un provvedimento volto a calmierare gli effetti della crisi ucraina intervenendo in favore dei settori produttivi più colpiti dal caro energia.

“Si tratta di  un decreto importante che potrà garantire un sostegno concreto alle nostre imprese- dichiara Federpesca- dopo i 20 milioni per il settore annunciati nei giorni scorsi, il Governo ha recepito le nostre richieste prevedendo un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettivamente utilizzato nel primo trimestre solare dell’anno 2022 e la possibilità di rinegoziare i mutui delle imprese. Strumenti concreti di cui il nostro settore aveva fortemente bisogno per far fronte ad una crisi economica senza precedenti. Un risultato per il quale abbiamo silenziosamente lavorato in queste settimane e per il quale ringraziamo il Sottosegretario Battistoni e il Ministro Patuanelli.”

 

A seguito delle riunioni tenutesi nella scorsa settimana presso il Ministero delle Politiche Agricole, la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera al decreto che stanzia 20 milioni di euro per il settore ittico. “Un segnale importante di attenzione per un comparto in sofferenza, che necessita di interventi concreti e tempestivi. Sarà fondamentale garantire che tali risorse vengano erogate velocemente alle imprese al fine di rappresentare un vero e proprio ristoro in un momento di difficoltà, ma la strada tracciata dal Sottosegretario Battistoni è senz’altro quella giusta. Ovviamente il nostro impegno continua in queste ore: – fanno sapere da Federpesca – stiamo lavorando infatti per inserire nel decreto energia un contributo sotto forma di credito d’imposta volto a mitigare gli effetti del caro gasolio e abbiamo chiesto al Ministero del Lavoro di riprendere immediatamente il confronto per garantire al settore di accedere realmente agli ammortizzatori sociali. Nonostante molte imprese siano tornate in mare la situazione continua ad essere assolutamente preoccupante. Per questo le decisioni delle prossime ore saranno fondamentali per garantire la sostenibilità di un intero settore e l’approvvigionamento del nostro sistema alimentare.”