Il 28 ottobre, nell’ambito del XIII Festival della Diplomazia, dalla sede di Confitarma in Roma, si è tenuto il Webinar Increase gender balance in EU shipping, organizzato da Ecsa e Confitarma.

Alla presenza di Abdul Malik Melvin Castelino, Ambaciatore della Malesia in Italia, Laurence Martin, Capo servizio Relazioni internazionali di Confitarma, ha introdotto i lavori e moderato gli interventi.

L’evento è stato l’occasione per illustrare il progetto ECSA-ETF “WESS – Contributing to an Attractive, Smart and Sustainable Working Environment in the Shipping Sector”: in rappresentnza dell’Ecsa Eurico Ortiga, Senior Policy Advisor on Social Affairs, e Evina Fotiadou,  Policy Advisor, hanno illustrato i risultati del progetto WESS, mentre Sue Terpilowski, Managing Director, Image Line, ha fatto una sintesi del progetto per la maggiore partecipazione delle donne nello shipping europeo. Inoltre,  è stato ricordato che il 30 novembre si terrà la conferenza finale sul progetto WESS.

Anne Panknin Kristensen, Head of Education, Danish Shipping, ha parlato dell’iniziativa per premiare le iniziative migliori per superare le diversità.

Alessia Minuto, Fleet Labour Affairs Director,Corporate Human Resources, Costa Crociere ha illustrato i progetti e i prgrammi di inclusione del Gruppo Costa.

Lidia Rossi– Project Manager, ForMare, ha presentato il progetto SkillSea – Future Proof Skills in the Maritime Sector

Verena Von Dellemann, ha parlato dell’esperienza di Wista Italy.

La registrazione è disponibile qui:

Il 5 aprile Confitarma è stata audita dalla IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame, tra le altre, delle proposte di legge degli Onorevoli Gariglio e Ficara in materia di modifiche al Codice della navigazione e disposizioni per la semplificazione della disciplina riguardante l’ordinamento amministrativo della navigazione e il lavoro marittimo.

Nicola Coccia, e Giacomo Gavarone, rispettivamente Coordinatore e Coordinatore operativo del Comitato Regole e Competitività, hanno ricordato che Confitarma partecipa ai lavori del “Tavolo Mare”, costituito dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per consentire l’aperto confronto degli stakeholder sulle principali tematiche riguardanti il settore marittimo e portuale, in chiave di sostenibilità e semplificazione, nonché agli specifici gruppi di lavoro tematici e, tra questi, al “GdL semplificazione normativa”, ove si sta approfondendo proprio l’ampio progetto di riforma dell’ordinamento marittimo che include alcune delle proposte contenute nei progetti di legge oggetto dell’audizione.

In proposito, hanno manifestato apprezzamento per l’opportunità di poter fornire alla Commissione le osservazioni dell’armamento su un tema così importante per il settore “Oggi più che mai, il confronto costruttivo tra Istituzioni e industria rappresenta un elemento determinante per continuare a operare e competere sui mari del mondo – ha affermato Nicola Coccia – contribuendo allo sviluppo dell’economia del mare e, con essa, al rilancio del Paese”. Infatti, ha aggiunto “siamo ormai alla vigilia di una rivoluzione del settore del trasporto marittimo nazionale a seguito dell’imminente conclusione del processo di estensione dei benefici previsti dal Registro Internazionale alle bandiere UE/SEE”.

“A fronte di tale profondo mutamento, la strategia vincente è solo una: attuare urgenti misure di semplificazione normativa dell’ordinamento marittimo nazionale unitamente alla “sburocratizzazione” dei processi e alla dematerializzazione delle procedure – ha affermato Coccia – Le proposte di legge dei Deputati Gariglio e Ficara, fortemente volute da Confitarma, si inseriscono perfettamente nel perseguimento di tale obiettivo”. Apprezzando l’intervento dell’On. Gariglio, Nicola Coccia ha affermato che queste iniziative del Parlamento possono dare un forte impulso anche all’attività dell’Amministrazione per una deburocratizzazione sinergica dei provvedimenti di natura non legislativa”.

“Il Registro Internazionale è condizione necessaria ma non più sufficiente per assicurare la competitività delle nostre imprese  ha fatto presente Giacomo Gavarone – sottolineando come l’importante lavoro condotto dal Parlamento non esaurisca il ben più ampio progetto di semplificazione normativa del Codice della Navigazione e dell’ordinamento correlato, di cui Confitarma da anni è promotrice presso le competenti sedi istituzionali e che di recente è stato integrato con ulteriori proposte, tutte caratterizzate dal fatto di essere per moltissimi aspetti senza oneri a carico dello Stato in materia di trasporto marittimo”.

In particolare, Confitarma nutre perplessità in base alle proposte di modifica della Legge 84 del 1994 per quanto concerne la conferenza di coordinamento dei presidenti che non sarebbe più presieduta dal Ministro ma da una persona da lui nominata. Per Confitarma, l’unica opzione praticabile è che il Ministro nomini un soggetto esterno di sua fiducia e non uno dei componenti della conferenza. In aggiunta, Confitarma auspica che finalmente possa trovare concreta applicazione la norma relativa alla partecipazione dell’utenza portuale alla conferenza di coordinamento.

Se le osservazioni dell’armamento saranno supportate dal Parlamento e se tale progetto di riforma venisse perseguito concretamente nella sua interezza e in tempi brevi, la nostra bandiera verrebbe messa finalmente in grado di competere con quelle comunitarie, anche a beneficio dell’interesse nazionale.

Roma, 5 aprile 2022

Nel sito www.confitarma.it notizie sulla guerra in Ucraina con particolare riguardo all’impatto sul settore marittimo

Il 2 marzo, a Roma presso la sede di Confitarma, si è tenuto il Convegno “La compliance e le nuove rotte del commercio globale. La competitività del sistema marittimo italiano, i processi di regolamentazione e le restrizioni internazionali, la sicurezza economica”, organizzato da AWOS in collaborazione con Confitarma. L’evento è stato l’occasione per presentare il n.2 di GeoTrade, Rivista di geopolitica e commercio estero diretta da Paolo Quercia. Quest’ultimo insieme a Luca Sisto, Direttore generale di Confitarma ha moderato gli interventi.
Paolo Quercia, direttore di GeoTrade e docente di studi strategici, ha sottolineato che AWOS e GeoTrade si propongono di contribuire a far comprendere come funzionano le sanzioni: “Sono uno strumento della politica estera, ma sono anche un prezzo per l’economia. Possono essere molto efficaci e distruttive ma sono anche un deterrente per evitare gli effetti peggiori della guerra ed il suo allargamento. Il loro effetto non può esser valutato nell’immediato, bensì a medio e lungo termine. L’invasione russa dell’Ucraina sposta le sanzioni su un terreno ignoto. L’Italia deve essere consapevole che in questa fase imprevedibile e senza precedenti occorre dotarsi di strumenti idonei, di politica delle sanzioni. Questo è necessario sia per efficientarne l’impatto sia per proteggere le aziende da effetti indiretti della loro applicazione”.
Luca Sisto, ha espressamente chiesto che le condizioni operative delle navi di tutto il mondo siano sullo stesso livello per evitare discriminazioni commerciali. “In questi tragici momenti, in cui si giocano i destini di persone e territori a causa di un conflitto alle porte dell’Europa, non possiamo permettere che venga compromessa la competitività delle navi di bandiera italiana”
Mario Mattioli Presidente Confitarma, nel suo intervento di saluto ha posto l’accento sul ruolo del trasporto marittimo che non si è mai fermato neanche durante i momenti più critici della pandemia, grazie soprattutto all’importante ruolo svolto dagli oltre 1,2 milioni di marittimi a bordo della flotta mondiale. “Il valore del commercio marittimo è stimato in 14 trilioni di dollari. Tutti i paesi e le diverse attività economiche si affidano al commercio marittimo per acquistare e vendere ciò di cui le loro economie nazionali hanno bisogno. Dalle materie prime ai medicinali, ai prodotti finiti e alle tecnologie”. Il Presidente Mattioli ha quindi ricordato il recente studio dell’ICS-International Chamber of Shipping sul protezionismo nelle economie marittime, da cui emerge che i paesi di tutto il mondo potrebbero aumentare le loro prospettive di ripresa economica dal Covid-19 riducendo le politiche restrittive in materia di commercio marittimo: ridurre il protezionismo commerciale potrebbe portare ad aumentare il PIL delle economie nazionali fino al 3.4%. Inoltre, soprattutto in situazioni di crisi, emerge il grave gap logistico-infrastrutturale dell’Italia, valutato in circa 70 miliardi di Euro: cifra allarmante per un Paese importatore, trasformatore ed esportatore, che fonda la sua competitività nel contesto globale sulla capacità ed efficienza del sistema logistico. Abbiamo urgente bisogno di una semplificazione di norme e procedure che regolano il nostro settore. Purtroppo, ancora una volta rilevo che viviamo in un paese ove a fronte di una sorta di “bulimia” normativa vi è una “anoressia” in tutto ciò che implica il controllo”.
Secondo Zeno Poggi Presidente AWOS, l’aumento delle misure restrittive e delle sanzioni economiche applicate per scopi geopolitici impatta in maniera sensibile sul commercio internazionale. Oggi sono oltre 60 mila i soggetti e le entità inclusi nelle blacklist internazionali e oltre 100 sono i programmi sanzionatori applicati versi circa 40 Paesi, soggetti con cui è vietato intrattenere rapporti commerciali e finanziari. “L’aumento delle sanzioni sta colpendo anche il settore marittimo, basti pensare che nelle blacklist americane figurano oltre 400 navi listate. Per tutte le imprese, comprese quelle del mare, la gestione del rischio e la compliance sono driver fondamentali per impostare un’efficace strategia d’internazionalizzazione. AWOS ha l’obiettivo di fare cultura sul mondo delle sanzioni per fornire linee di orientamento a imprese, banche e istituzioni”.
L’Amm. Isp. Capo (CP) Nicola Carlone, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha ribadito la costante vicinanza e sinergia del Comando Generale con l’armamento ed il mondo marittimo sottolineando che le misure di security sono adottate al fine esclusivo di garantire la sicurezza delle navi nazionali e dei loro equipaggi. L’eventuale disomogeneità tra Paesi nell’attuazione delle misure di security è comunque una prerogativa contemplata dalle norme di settore. Del resto, la pandemia ci ha insegnato che le dinamiche che regolano il mondo marittimo sono molto complesse e articolate. Basti pensare alle gravi difficoltà del mercato delle crociere, nonché ai marittimi di tutto il mondo che per mesi non hanno potuto avvicendarsi sulle navi, a causa delle misure adottate dai vari Governi per fronteggiare la diffusione del Covid-19.
Amedeo Teti, Direttore Generale Ministero dello Sviluppo Economico, nel ribadire l’importanza della logistica che vale il 7% del PIL italiano e che muove il nostro commercio estero nel mondo, ha sottolineato che, purtroppo, in Italia ancora non esiste una forte cultura della logistica che infatti è in mano a stranieri indebolendo il nostro Paese. Per questo, è importante il progetto di un nuovo porto galleggiante offshore, ideato circa 10 anni fa ma che finalmente sembra avvicinarsi all’attuazione, per garantire un importante sviluppo del traffico di navi porta-contenitori del porto di Genova. Oggi Genova, può ricevere 2,5 milioni di container e quando sarà operativa la Diga di Cala Bettolo si potrebbero aggiungere altri 1,5 milioni di container per un totale di 4 milioni. Il progetto potrebbe consentire il raddoppio di questo traffico.
Augusto Cosulich Presidente e CEO Fratelli Cosulich Spa, ha ribadito che le sanzioni hanno un impatto fortissimo sul settore marittimo anche perché ormai viviamo in un mondo “senza più segreti”. Basti dire che “tutti, con il tracking dei vessel possono vedere dove sono posizionate le navi nei mari del mondo”. Nonostante il settore marittimo sia afflitto da tante sanzioni, npon si può dire che la cultura della compliance si sia pienamente affermata nel nostro settore. Di certo, possiamo dire che un ruolo molto importante è quello delle banche che possono determinare la compliance o meno delle aziende”.
Nazareno Cerni, Vice Direttore Generale Gruppo Cattolica e AD CattRe, ha sottolineato l’importanza del compliance manager all’interno delle operazioni assicurative internazionali: “Siamo passati da una fase in cui il mondo era libero di commerciare nella maniera più semplice e più lineare, ad una realtà in cui sempre più gli interessi specifici dei Paesi entrano in profondità nei meccanismi economici, integrati a pieno titolo negli strumenti a disposizione delle esigenze politiche, come purtroppo la cronaca ci ricorda in questi giorni. Viene così compromessa la funzione stessa del mercato come luogo in cui le risorse vengono allocate nel modo più efficiente possibile. Il mondo assicurativo e finanziario, lubrificante fondamentale dell’economia reale, si trova a giostrare interessi specifici privati ed interessi pubblici generali, con l’obbligo di integrare sempre più strutturalmente all’interno dei suoi meccanismi le analisi di compliance formale e sostanziale, o anche etica”.
Michele Savini Zangrandi, del Servizio Economia e Relazioni Internazionali della Banca d’Italia, si è soffermato sul ruolo geostrategico dei cavi sottomarini. Questi, convogliando oltre il 95 percento delle comunicazioni internazionali, costituiscono una economica infrastruttura chiave. In quanto tale, questa infrastruttura è soggetta a rischi di natura geopolitica. Quelli principali riguardano la sicurezza e l’integrità dell’informazione che vi transita. Anche se interamente teorica, esiste anche la possibilità che questa infrastruttura, al pari delle principali infrastrutture economiche, venga coinvolta nelle dinamiche sempre più frequenti di sfruttamento strategico delle interdipendenze. Il diniego selettivo dell’accesso alla rete aprirebbe le porte ad una nuova tipologia di sanzioni, quelle digitali. L’impatto derivante da tali eventuali sanzioni sarebbe tanto più forte quanto più integrato è il destinatario delle restrizioni nell’economia digitale. Al pari di tutte le misure che sfruttano le interconnessioni economiche a fini strategici, tuttavia, anche queste rischierebbero di causarne il progressivo deterioramento.
Gabriele Checchia, membro del Comitato scientifico istituzionale di GeoTrade, ha concluso l’evento confermando l’importanza cruciale della geopolitica, intesa come gestione e concettualizzazione politica del territorio, e del mare e di spazi come il Mediterraneo. Altro tema cruciale è quello del disallineamento tra vari Stati in termini di applicazione delle sanzioni, che vede l’Italia tra i paesi potenzialmente più vulnerabili tra quelli dell’Alleanza Atlantica (NATO). “La crisi ucraina rivela, purtroppo, il ritorno o della “politica di potenza” sulla scena internazionale. L’Ue, che per la prima volta ha coraggiosamente adottato decisioni importanti sul terreno della difesa di un paese partner come l’Ucraina, ha deliberato sanzioni pesanti nei confronti della Russia di Putin e, tuttavia, è lecito attendersi che la risposta di Mosca investirà individualmente i singoli paesi che hanno aderito alla decisone dell’Ue. Ne deriva che il nostro Paese dovrà avvalersi/dotarsi di tutti gli strumenti a disposizione per reggere al meglio tale reazione. Il Presidente Draghi con il suo Governo sta lavorando proprio ad una riconsiderazione in tempi ravvicinati della politica di approvvigionamento energetico e, per certi versi, anche della politica industriale del nostro Paese, tenendo conio che i prezzi più alti dell’energia o le interruzioni di forniture rischiano, in prospettiva di mettere fuori mercato comparti importanti del nostro Sistema-Paese”.

“Viaggio e cultura, viaggio e lingua sono legati e l’italiano di Dante, l’italiano di sempre, è la lingua delle interazioni tra le due rive del Mediterraneo, tra i mondi e le comunità che vi si affacciano. La transizione ecologica è vitale per un paese marittimo come il nostro e questo incontro offre l’occasione per proiettare l’Italia, la sua lingua e la sua cultura su una dimensione nuova che viene dal nostro passato: le relazioni sul mare.” Con queste parole Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, ha introdotto i lavori dell’evento “Dante, il mare e le navi: viaggio verso la transizione ecologica di un paese marittimo” che Confitarma ha organizzato il 16 dicembre, nella Sala Antonio d’Amico, nella sede rinnovata di Palazzo Colonna.

Nota per la stampa_DANTE IL MARE E LE NAVI VIAGGIO VERSO LA TRANSIZIONE ECOLOGICA DI UN PAESE MARITTIMO

Il 7 dicembre, a Roma presso Unioncamere, Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma nel suo intervento al Convegno “Un’interfaccia efficace per l’Economia del Mare” organizzato da PORTO&INTERPORTO, ha ribadito con forza che “L’Italia deve riconoscersi un paese marittimo perché lo è: lo dimostra il ruolo fondamentale del trasporto marittimo che rappresenta il 50% del nostro commercio estero di importazione ed esportazione e grazie al quale, anche durante la pandemia non sono mai mancati i beni essenziali per imprese e i cittadini. E non mi stancherò mai di ripetere che lo shipping è il modo di trasporto più sostenibile. I dati mondiali lo dimostrano: in 10 anni è aumentato del 40% il volume delle merci trasportate via mare a fronte di una riduzione del 7% delle emissioni di Co2”.
Purtroppo, il mare non è percepito come risorsa fondamentale del Paese e, nonostante lo straordinario impegno della direzione generale del MIMS, manca una governance e l’indispensabile attenzione politica al nostro settore.
Gli armatori sono grati al Ministro Giovannini per le risorse del Fondo complementare al PNRR volte a rendere le nostre navi più green. Quei 500 milioni sono un primo passo per il rinnovo e l’ammodernamento della flotta italiana da cui però al momento rimane purtroppo esclusa un’importante parte delle navi di imprese radicate in Italia, da tempo impegnate in tal senso.
Per non parlare del fatto che siamo ancora in attesa dei decreti attuativi per i ristori del DL 104/2020.
“Non basta avere 8.000 chilometri di coste – addirittura più dell’India – per essere un paese marittimo. Abbiamo anche 8.000 chilometri di costi inutili e assurdi, che gravano sulle navi italiane che negli ultimi venti anni hanno potuto competere sui mari del mondo anche grazie alla riforma della navigazione internazionale voluta e sostenuta da Confitarma, ma che nelle prossime settimane dovranno fronteggiare flotte alle quali verranno estesi i benefici del Registro Internazionale ma che possono contare su ordinamenti più rispondenti alle esigenze degli operatori”.
In conclusione, Luca Sisto ha ringraziato le donne e gli uomini di mare che ci hanno consentito di affrontare la pandemia, garantendo l’approvvigionamento energetico e dei beni di prima necessità.

Roma, 7 dicembre 2021

Il 25 novembre, Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, ha partecipato alla riunione d’insediamento del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale istituito nell’ambito dell’attuazione del PNRR ‘Italia Domani’, coordinato da Tiziano Treu, presidente del CNEL

Al Tavolo, partecipano rappresentanti delle parti sociali, del Governo, delle Regioni, delle Province autonome, degli Enti locali, di Roma capitale, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell’università e della ricerca, della società civile e delle organizzazioni della cittadinanza attiva.

Nel corso della riunione il Presidente Mattioli oltre a riaffermare l’esigenza dell’industria armatoriale italiana di un’urgente semplificazione e de-burocratizzazione delle normative che regolano il settore e che spesso si rivelano di grave ostacolo per la competitività degli operatori italiani, ha ribadito quanto già fatto presente nel recente incontro con il Ministro Giovannini, in merito alle risorse assegnate al trasporto marittimo per sostenere e accompagnare l’importante percorso di rinnovo e ammodernamento tecnologico green della flotta. “I 500 milioni di euro previsti dal Governo con il DL n.59/2021, convertito nella Legge n.101/2021, sono destinati al rinnovo e ammodernamento solo delle navi traghetto e passeggeri operanti nell’area Mediterranea – ha affermato il Presidente di Confitarma – C’è il rischio concreto di escludere gran parte della nostra flotta dalla strategia nazionale di contrasto ai cambiamenti climatici, diminuendone di fatto la competitività sul mercato europeo e internazionale e, soprattutto, rendendo ancor più difficoltoso il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi prefissati in tema ambientale”.

“Tutta l’industria marittima mondiale condivide pienamente gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni e da tempo si sta attivando in tal senso a livello internazionale e comunitario – ha aggiunto Mattioli – in questi giorni si riunisce il Comitato dell’Imo che deciderà in merito alla creazione di un fondo per R&S da 5 miliardi di dollari, proposto dallo shipping, per accelerare lo sviluppo tecnologico volto a garantire che i combustibili a zero emissioni di carbonio possano essere utilizzati sulle grandi navi oceaniche. Se approvato, il fondo di ricerca e sviluppo dovrebbe essere operativo entro il 2023, consentendo l’entrata in esercizio di un gran numero di navi a zero emissioni di Co2 entro il 2030, rendendo una realtà il trasporto marittimo a zero emissioni entro il 2050”.

In vista della prossima Legge di Bilancio, sono allo studio interventi per la creazione di specifici Fondi per il sostegno alla transizione ecologica della flotta mercantile italiana. Confitarma auspica un segnale concreto dal Governo.

Il 3 novembre Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, ha incontrato Enrico Giovannini,  Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

All’incontro erano presenti anche Maria Teresa Di Matteo, Direttore Generale per la vigilanza sulle Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, e Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma.

Nel corso dell’interessante confronto sono state affrontate le principali tematiche di rilievo e attualità per il settore dell’industria armatoriale italiana: dalle criticità legate all’emergenza Covid-19 alle problematiche relative alla sanità marittima, dalla transizione ecologica alla competitività della flotta nazionale in vista dell’estensione dei benefici del Registro Internazionale alle bandiere UE/SEE, dall’esigenza di de-burocratizzazione e semplificazione normativa alla necessità di prevedere un ulteriore rifinanziamento dell’incentivo Marebonus nella prossima legge di Bilancio.

In particolare, il Presidente di Confitarma ha sottolineato come la pandemia stia ancora producendo forti effetti sulle imprese di navigazione. “Il Governo ha emanato norme specifiche di ristoro, benché parziali, delle perdite subite dalle imprese che effettuano servizi passeggeri e per quelle che utilizzano navi iscritte nel primo registro – ha affermato Mario Mattioli – Purtroppo, stiamo ancora aspettando la completa attuazione di tali importanti misure”.

Nello specifico, l’industria armatoriale italiana auspica un veloce iter di attuazione della norma che prevede un importante ristoro, atteso da agosto 2020, per le unità del primo registro navale, cioè quelle che assicurano i fondamentali servizi di cabotaggio marittimo, di rifornimento dei prodotti necessari alla propulsione ed ai consumi di bordo delle navi, nonché di deposito ed assistenza alle piattaforme energetiche nazionali.

In merito alle risorse del Fondo complementare al PNRR destinate alla transizione green del settore marittimo, Mario Mattioli ha ribadito la piena condivisione degli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni individuati a livello internazionale e comunitario. Al contempo, il Presidente ha evidenziato come lo shipping sia unanimemente riconosciuto quale settore “capital intensive” e “hard to abate”, rilevando che “nonostante il Governo italiano abbia destinato risorse per sostenere il processo di transizione ecologica della flotta italiana, temiamo che da tali provvedimenti rimanga esclusa un’importante parte della flotta operata da imprese radicate in Italia, da tempo impegnate in tal senso. Inoltre, l’incentivo alle nuove costruzioni non parametrato alla componente innovativa del progetto ma all’intero valore della nave, oltre a probabili rilievi della Commissione europea, potrebbe creare evidenti problemi di distorsione del mercato in sfavore di chi ha già realizzato gli interventi incentivabili a proprie spese”.

“È opinione di Confitarma – ha affermato il Presidente Mattioli – che sia necessario un secondo intervento che accompagni tutta la flotta nazionale appartenente alle imprese radicate sul territorio nazionale nell’affrontare la sfida green”.

A tal fine, sarà fondamentale il confronto tra industria e istituzioni nell’ambito del Tavolo dedicato al Mare che il Ministro Giovannini ha annunciato di voler istituire al più presto nell’ambito della programmata stagione dei tavoli di Settore.

Il 4 agosto, Fabiana Dadone, Ministra per le politiche giovanili, è stata ricevuta in Confitarma dal Presidente Mario Mattioli e dal Presidente dei Giovani Armatori, Salvatore d’Amico, che hanno sottolineato che per emergere dalla “sea-blindness” e risvegliare la cultura marittima occorre partire dai giovani.

Il rilancio del Paese non può prescindere dal contributo delle nuove generazioni e dalla formazione nelle carriere marittime per la valorizzazione e la tutela del mare.