Dl 1’ maggio, dalle Associazioni delle imprese dei porti: ultima chance al Governo per fondo pensione e usuranti
Dl 1’ maggio, dalle Associazioni delle imprese dei porti: ultima chance al Governo per fondo pensione e usuranti.
Le associazioni rappresentanti le imprese che operano nei porti, considerato che il lavoro portuale si caratterizza per intensità fisica, esposizione a peculiari fattori di rischio e turnazioni, chiedono al Governo e a tutte le forze politiche, un intervento urgente e non più rinviabile su due criticità del sistema logistico-portuale nazionale, condivise negli anni anche con le organizzazioni sindacali:
- a) il riconoscimento formale di alcune mansioni portuali tra i lavori usuranti Dlgs 67/2011. Il mancato riconoscimento rappresenta una disparità non più giustificabile poiché priva i lavoratori portuali di tutele riconosciute ad altre categorie;
- b) la costituzione del fondo per l’incentivazione al pensionamento anticipato, utile a favorire, tra l’altro, il necessario ricambio generazionale e la riduzione del gender gap.
L’appello che rivolgiamo è unitario perché unitari sono gli interessi che intendiamo rappresentare: tutela del lavoro; salvaguardia della sicurezza; garanzia di competitività e sostenibilità ad un settore strategico per il Paese.
Lavoro usurante e Fondo di incentivazione al pensionamento sono questioni tra loro connesse e richiedono entrambe, con urgenza, una soluzione coerente.
In occasione delle audizioni informali tenutesi ieri presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati per la conversione del DOL 1° maggio, le associazioni audite hanno consegnato due proposte emendative sulle predette misure.
Le rappresentanze delle imprese portuali confermano comunque l’interesse a un incontro urgente con il Governo, quanto mai necessario per la soluzione di questioni non più differibili.
ANCIP ASSITERMINAL ASSOLOGISTICA UNIPORT






