Premio San Giorgio 2026: la festa dello shipping
LA FESTA DELLO SHIPPING
Oggi 20 febbraio alle ore 10,00 presso l’Istituto Nautico in Darsena, nell’aula magna intitolata a Luigi Durand de la Penne, si è svolta la 59ma edizione del Premio S.Giorgio, organizzata dal Collegio Nazionale Capitani L.C. e M.
E’ questa fin dal 1967 (quando nacque come “Targa d’oro Attilio Traversa“) un’occasione unica per la città, che vede riuniti in un’atmosfera di festa i rappresentanti del mondo marittimo e della formazione scolastica.
Nel tempo la cerimonia ha attratto sempre più l’attenzione degli operatori del mare: all’intento di riconoscere i ragazzi meritevoli, ha unito gli obiettivi di favorire l’alleanza tra diverse realtà del lavoro e le giovani leve.
Alla manifestazione sono intervenuti tantissimi rappresentanti dello shipping: dalle due principali compagnie genovesi Messina e Novella, al prof. Sergio Maria Carbone in prima fila, oltre delle istituzioni cittadine e i diversi sostenitori del Premio.
La giornata, patrocinata dai principali operatori del mare, si è aperta con la consegna delle targhe Attilio Traversa, Guglielmo Levi e Aldo Marletta ai migliori diplomati nautici dell’anno 2024-2025 ed alcune borse di studio a diversi studenti meritevoli.
Ecco i nominativi dei migliori diplomati:
Giulio Biancardi, votazione 100 -classe 5CNA Camogli (Conduzione del mezzo navale)
Riccardo Volpe, votazione 100 – classe 5AIB (Conduttore di apparati e impianti marittimi)
Giorgia Tholozan, votazione 100 – classe 5CV (Costruttore del mezzo navale)
Christian Pittarello, votazione 100 – classe 5LGB (Logistica)
Simone Boggiano, votazione 100 – classe 5CR Camogli (Aeronautica)
TARGA SAN GIORGIO 2026 A GIAN ENZO DUCI
Lectio magistralis applauditissima di Gian Enzo Duci che, emozionato, ha dedicato la Targa a tutti gli amici e colleghi che hanno contribuito alla sua carriera, tra cui suo padre (presente in sala) e il socio Ivo Guidi. Duci ha spiegato in maniera brillante come, se da un lato il mondo marittimo perde attrattiva presso i giovani, le potenzialità professionali rimangono altissime e merita maggiore attenzione da parte della politica. “Se è vero che il mare unisce i popoli e le economie, è anche giusto ricordare come nella pratica siano anche i marittimi a fare tutto questo. L’Italia in particolare pur avendo circa 14.000 ufficiali con certificato di competenza (COC), non riesce a trattenerli a causa di un sistema che non valorizza sufficientemente il percorso marittimo. Alcuni problemi, dalla formazione alle normative fiscali, continuano a delineare un quadro complesso per il futuro del settore marittimo italiano, che richiede riforme strutturali per rimanere competitivo a livello globale”.
“Navigare -ha suggerito Duci ai giovani – può essere un acceleratore di carriera, oltre a offrire un ventaglio di possibilità diverse, una volta sbarcati. Non è più come un tempo che si stava a bordo tutta la vita. Io invito sempre ad una analisi parallela: a 19 anni, un ragazzo che si imbarca come allievo inizia subito a guadagnare, mentre il compagno che si iscrive a Ingegneria Navale paga per studiare. Dopo 10/12 anni, l’ufficiale di macchina o comandante guadagna uno stipendio significativamente più alto (fino a 12.000 euro al mese base 8 mesi) rispetto all’ingegnere. Questo vantaggio economico si mantiene anche in un secondo momento, quando il comandante decide di scendere a terra, dove può spuntare comunque stipendi più alti in ruoli d’ufficio (ad esempio come DPA).”
LETTICH: “SOS CRESCITA FORMATIVA E BUROCRAZIA”
Nel suo discorso introduttivo, il presidente del Collegio Capitani Giovanni Lettich ha posto l’accento su alcune scelte politiche svianti nei confronti del settore marittimo: ad esempio, se da un lato occorre sostenere la crescita formativa, perché la competitività è sempre più alta, non si capisce come mai il percorso universitario di Maritime Science and Technology (L28), un corso triennale in Inglese di altissimo livello, appoggiato anche dalle aziende, partito proprio qui a Genova, sia stato trascurato da parte del ministero (Infrastrutture e Trasporti), relegato purtroppo per motivi burocratici, privo di sufficiente attenzione.
Nei fatti, proprio oggi il corso ha riscosso un grandissimo successo, con l’iscrizione di 200 giovani, qui a Genova, con altissima percentuale di stranieri: “L’interessamento -ha detto Lettich- viene dall’estero, ma qui a casa nostra si sottovaluta ciò che si ha! A confermare quanto i legislatori e la politica siano distanti dal mondo lavorativo, l’adozione di norme che non tengono conto delle difficoltà operative sulle navi. Questo succede in vista della cosiddetta “transizione verde”: entro il 2050 il comparto, che attualmente funziona quasi esclusivamente sui combustibili fossili, dovrà essere rivoluzionato. Il peso della suddetta “transizione”, imponendo una serie di compiti quotidiani sulle navi, come la raccolta quotidiana di dati su consumi, emissioni, parametri di viaggio, finisce tutto sulle spalle dei marittimi. In assenza di sistemi digitali integrati, questi obblighi infatti si traducono in ore di lavoro manuale. In conclusione: mentre a terra si creano team dedicati, a bordo si riducono gli equipaggi!
Come se non bastasse, in Italia ora c’è la novità del decreto “semplificazione”, la Legge n. 182/2025, che prevede la tanto attesa Anagrafe digitale dei marittimi, ma non convince fino in fondo la parte che va a regolamentare il ruolo del Comandante, che nello specifico riguarderà il suo compito nell’arruolamento del personale… si pensi ad esempio cosa succederà sulle navi passeggeri, dove si alternano centinaia di persone: si sono spostate le incombenze dagli uffici a terra, per farle ricadere sul comandante a bordo!”
Per ulteriori dettagli
Bettina Arcuri 349 3158590






