Convegno Registro Italiano Navale – TEHA Ambrosetti Il futuro del lavoro compente e innovazione nell’era dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale e il futuro del lavoro: un evento di alto profilo a cura del Registro Italiano Navale e di TEHA The European House Ambrosetti
Per rivedere l’evento: Il Futuro del Lavoro: Competenze e Innovazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale on Vimeo
Grande affluenza e confronto di alto livello per l’ultimo evento organizzato dal Registro Italiano Navale in collaborazione con TEHA – The European House Ambrosetti, tenutosi a Roma il 4 giugno. L’evento, ormai consolidata tradizione biennale, è stato programmato in concomitanza con la riunione del Consiglio del Registro Italiano Navale, ente privato senza scopo di lucro fondato nel 1861 e azionista di maggioranza del RINA. L’evento si è concentrato su come l’intelligenza artificiale stia rimodellando le competenze di cui abbiamo bisogno per il futuro.
Paolo D’Amico, Presidente del Registro Italiano Navale, ha commentato nel suo intervento di apertura: “Sviluppare competenze adeguate è fondamentale per cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale sta già ridisegnando i modelli produttivi e organizzativi. Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, oltre il 75% delle aziende prevede di adottare l’IA entro il 2030. La tecnologia è un potente alleato, ma il suo vero valore emerge solo quando è al servizio dell’esperienza umana”.
L’evento è stato moderato da Massimo Sideri, giornalista del Corriere della Sera e Direttore di Corriere Innovazione.
L’analisi dello scenario di apertura è stata presentata da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e di TEHA Group, che ha offerto una panoramica avvincente del panorama globale dell’innovazione. Secondo il TEHA-Global Innosystem Index 2025 appena pubblicato, l’Italia si colloca al 30° posto su 47 Paesi, avendo perso due posizioni negli ultimi tre anni. In testa alla classifica ci sono Israele, Singapore e Regno Unito.
Nonostante questo divario, De Molli ha evidenziato alcuni punti di forza dell’Italia: seconda al mondo per ricerca citabile ogni 100 ricercatori (80,6), seconda per quota di scienziati nel Top 2% globale (4,5%) e prima nell’UE per tasso di approvazione dei brevetti (76,6%). L’Italia è inoltre leader nell’UE e si colloca all’ottavo posto a livello mondiale per surplus commerciale di servizi di R&S (3,7 miliardi di euro) ed è terza a livello mondiale per potenza di calcolo, con due supercomputer nella Top 10 globale.
“L’Italia ha molti asset su cui costruire”, ha osservato De Molli, “ma deve agire con decisione sul capitale umano, sugli investimenti in ricerca e sviluppo, sullo sviluppo di software e sull’attrattività internazionale per sbloccare appieno il suo potenziale di innovazione”.
La prima tavola rotonda ha visto la partecipazione di Francesco Profumo (Presidente di Isybank ed ex Ministro dell’Istruzione) e Barbara Caputo (Professoressa del Politecnico di Torino), che hanno esplorato le implicazioni etiche dell’IA e delle sue applicazioni nel mondo reale in tutti i settori.
Un secondo panel ha portato il punto di vista di importanti player del settore, tra cui Ugo Salerno, il nostro Presidente Esecutivo, Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, e Franco Bernabè, figura di spicco della business community italiana.
Salerno ha condiviso come RINA stia abbracciando l’IA non solo come un progresso tecnologico, ma come un cambiamento culturale più profondo: “Stiamo trasformando le nostre strutture in laboratori sperimentali dove possiamo testare, imparare e sviluppare nuovi modelli operativi. Il nostro obiettivo è quello di introdurre copiloti digitali che non solo aumentino l’efficienza, ma aiutino le persone a prendere decisioni più intelligenti, rapide e informate. Per noi, l’adozione dell’intelligenza artificiale è un’opportunità per immaginare servizi più intelligenti che riflettano realmente le esigenze dei nostri clienti”.
L’evento si è chiuso con un intervento dinamico e coinvolgente di Renato Brunetta, Presidente del CNEL ed ex Ministro per l’Innovazione e la Pubblica Amministrazione. In ottima forma, Brunetta ha offerto un’appassionata riflessione sul potere dirompente dell’intelligenza artificiale e sul suo ruolo nel plasmare il futuro della società, trovando un perfetto equilibrio tra provocazione e intuizione, e lasciando il pubblico intrattenuto e ispirato (il video completo dell’evento in lingua italiana è disponibile qui).
In conclusione, l’IA non è né una minaccia né un salvatore, è uno strumento. Uno strumento potente, mostruoso, sì, ma che premia solo chi sa usarlo con saggezza. E in un mondo che si muove più veloce che mai, rimanere al vertice significa imparare a correre con esso, non contro di esso.





