Il Presidente Mattioli al Festival “Un solo mare”

 Nel pomeriggio dell’11 febbraio Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, ha partecipato al panel “La centralità del mare per l’Italia” a cura di Cluster Big nell’ambito della prima edizione del Festival “Un solo mare”, che si tiene a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica dall’11 al 15 febbraio.

Moderati da Giorgio Maccarini Ricci, presidente di Cluster Big, oltre al presidente Mattioli hanno partecipato al panel l’Amm. Pierpaolo Ribuffo,Capo dipartimento politiche del mare, l’Amm. Fabio Agostini, comandante del Comando Interregionale Marittimo Centro e Capitale della MM, Alessandra Sensi, Capo dipartimento Environment. Green and Blue economy di Union for the Mediterranean, e Cecilia Silvestri, Ricercatore-Tecnologo presso ISPRA.

Nel suo intervento il Presidente Mattioli ha ribadito che per l’Italia il mare rappresenta una risorsa davvero fondamentale e che per sostenere lo sviluppo della Blue Economy, è importante non disperdere le numerose e diverse competenze delle filiere che operano sul mare che vanno dai settori tradizionali, cioè quelli legati alle tradizionali attività come pesca, acquacoltura, trasporto marittimo, porti,  turismo costiero e costruzioni navali, alle attività che sfruttano nuove opportunità, come le energie marine rinnovabili, la biotecnologia blu, l’osservazione e la sorveglianza marina, la robotica e l’intelligenza artificiale applicate al mare, il turismo sostenibile e il patrimonio culturale marino.

 

Serve una semplificazione al fine di restituire competitività al Paese, in primis ai suoi porti “L’Italia sconta un gap logistico che Confindustria calcola essere circa 80 miliardi di euro ogni anno. L’ultima Manovra finanziaria è di 35 miliardi, quindi l’inefficienza del sistema portuale sconta, ogni anno, due finanziarie. Il problema è che le aziende pagano la tassa di importazione laddove scaricano le merci, anche se la destinazione finale siamo noi”.

“Anche perché la crescente competizione con i porti del Nord Europa richiede politiche mirate a valorizzare il Mediterraneo come centro nevralgico per il traffico internazionale”.

In materia di decarbonizzazione Mario Mattioli ha ricordato che, vi sono ancora molte difficoltà per poter rendere green il settore marittimo, non per cattiva volontà degli operatori ma perché mancano le concrete condizioni per poter utilizzare combustibili alternativi. Purtroppo, il comparto si deve confrontare anche con la percezione errata da parte dell’opinione pubblica che crede che sia possibile decarbonizzare già oggi e che le imprese non lo fanno solo perché costa troppo. “La decarbonizzazione del settore marittimo deve essere perseguita con una visione equilibrata tra sostenibilità e competitività. Il raggiungimento degli obiettivi di emissioni dipende dalla disponibilità di nuovi carburanti, oggi ancora limitata. È fondamentale adottare un approccio globale alla transizione energetica, evitando distorsioni di mercato dovute a normative europee disallineate rispetto agli standard internazionali”

“Se la decarbonizzazione diventa desertificazione industriale – ha concluso il presidente Mattioli –  è un vero disastro perché in un deserto non c’è nulla di verde”.