Transizione digitale ed ecologica insieme alla situazione geopolitica: sfida epocale per il lavoro marittimo
Il 29 novembre si è tenuto a Venezia, alla presenza del Ministro Nello Musumeci, il Convegno “Il lavoro marittimo, navigando tra innovazione e tradizione”, seconda tappa di ‘Parliamo di mare’, evento organizzato dal Dipartimento per le Politiche del Mare.
Il Ministro Musumeci ha affermato: “I lavoratori marittimi, la loro funzione essenziale, le criticità del loro ruolo e le potenzialità che può esprimere il comparto a bordo delle navi, nella logistica portuale e nella pesca professionale. Di questo abbiamo parlato a Venezia, nella seconda tappa di “Parliamo di Mare”, da noi organizzata per raccogliere proposte e critiche, per confrontarci con i vertici militari, con le università, con gli armatori, con gli operatori. Un grazie particolare alla collega Marina Calderone per la sua partecipazione”.
La registrazione dell’evento è disponibile qui
Alla 1ª Sessione dell’evento, dedicata a innovazione e interoperabilità del sistema marittimo, semplificazione e digitalizzazione del lavoro marittimo e di come conferire all’intero comparto maggiore efficienza e competitività, oltre all’Ing. Sebastiano Ferrara, Direttore Area Digitale e Innovazione AdSP Adriatico Settentrionale, e al Sen. Luca De Carlo, Presidente 9ª Commissione, Mario Zanetti, Presidente Confitarma, in rappresentanza della Federazione del Mare è intervenuto Alessandro Santi, Presidente del Comitato Semplificazione.
“Quella che ha di fronte il lavoro marittimo è una sfida epocale: la transizione digitale unita a quella ecologica e la situazione geopolitica impongono a tutti noi grande attenzione, sforzo di visione e un approccio multilaterale all’evoluzione del lavoro marittimo. – ha affermato Alessandro Santi – La semplificazione, supportata da tecnologi e digitalizzazione, deve essere canalizzata verso strumenti e pratiche che abbiano sempre al centro il lavoratore e l’uomo.
La digitalizzazione e l’interoperabilità non devono sostituire il marittimo, ma liberarlo dalla burocrazia, aumentare la sicurezza, migliorare il benessere a bordo e garantire lavoro dignitoso in un settore che cambia velocemente. Sia l’intelligenza artificiale (AI) come pure la tecnologia che a grandi passi va verso la guida autonoma (MASS) non possono prescindere da questo precedente assioma.
Dobbiamo prestare ancor più attenzione alla formazione, in particolare alle competenze, ben consapevoli che si assisterà da una parte ad un fenomeno di cosiddetto upskill per le attività di supervisione, programmazione e gestione, con invece un possibile effetto di downskill percepito per alcune professioni a bordo.
Il sistema della Blue Economy italiana, coordinata dal governo e i ministeri competenti, presenti nella giornata di oggi a Venezia, dovrà farsi trovare pronta perseguendo la rotta tracciata e da sempre percorsa dal cluster marittimo italiano: la Federazione del Mare è pronta come sempre a dare il suo contributo”.
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