Feeding the Planet: il contributo dell'economia del mare

La produzione globale di pesce è pari a 160 milioni di tonnellate e costituisce, oltre che una fonte di cibo, anche una sorgente di reddito per una percentuale rilevante della popolazione, stimata fra il 10 e il 12%. Questo non è solo legato alla pesca o all’acquacoltura, ma anche a tutte le attività correlate, come il processo, la conservazione e il trasporto del pescato. Tale fonte di reddito è tanto più rilevante per le nazioni in via di sviluppo, per le quali in alcuni casi oltrepassa la metà del valore complessivo della esportazione. La crescente importanza del ruolo del pesce nella nutrizione dell’uomo si può evincere dalla crescita della produzione di pesce, assestata su un valore medio costante del 3.2% dal 1950 ad oggi: nello stesso periodo la crescita della popolazione è stata in media dell’1.6% annuo. In media ogni essere umano consuma su base annua 19.2 kg di pesce, tale valore è in continua crescita, e si prevede che tale trend continui. Un dato molto importante mette in relazione l’evoluzione della cattura di pesce con l’acquacoltura: la prima ha raggiunto una sorta di plateau a circa 92 milioni di tonnellate a partire già dal 1995, mantenuto fino ad oggi, mentre la seconda mostra un valore annuo medio di crescita pari all’8.3%. Potendo contare sia su allevamenti in mare che in acque interne, l’allevamento, con una produzione di 67 milioni di tonnellate nel 2012, è responsabile della crescita dell’intero settore. Di tale valore una notevolissima quota del 62% è legata alla produzione Cinese, di cui il 57% deriva dall’acquacoltura in acque interne e solo il restante 43% da allevamento marino di pesce, crostacei e molluschi. Il valore globale dell’esportazione di pesce ha raggiunto nel 2012 il valore di 58 milioni di tonnellate ed un picco di valore a 130 miliardi di $ destinato a crescere ulteriormente in futuro. A trainare il mercato globale è stata la Cina, che oltre a rivestire un ruolo primario nella produzione, ha raggiunto il terzo posto dopo USA e Giappone per volume di importazione. Questo duplice ruolo è in parte dovuto al ruolo di processo e conservazione del pesce fresco (la Cina importa un rilevante quantitativo di pesce per processarlo ed esportarlo sotto forma di prodotto conservato) e in parte ad un sostenuto incremento del consumo procapite di pescato da parte della popolazione Cinese. Con 47 miliardi di $ e il 36% della quota sull’importazione globale di pescato, l’Europa rappresenta il primo mercato a livello globale. Il pesce rappresenta il 16.7% del nutrimento in termini di proteine animali, e il 6.5% del totale delle proteine consumate, su scala media globale. Tale valore può su base regionale anche salire ad oltre il 50%, per determinate regioni dell’Africa e sud-est asiatico, dove tale cibo rappresenta la base dell’alimentazione. La FAO ha emesso nel 1995 una prima versione del codice per una pesca responsabile (Code of Conduct for Responsible Fisheries), finalizzato ad ottenere una globale sostenibilità delle risorse ittiche naturali, in particolare quelle derivanti dal mare. Sulla base del principio “The right to fish carries with it the obligation to do so in a responsible manner so as to ensure effective conservation and management of the living aquatic resources”, tale azione intende prevenire problemi di pesca non sostenibile e conseguente depauperamento delle risorse per le generazioni future. Alcuni degli obiettivi ricercati sono la riduzione della potenza di propulsione e del tonnellaggio complessivo delle flotte di pescherecci, e un sempre più attento monitoraggio delle diverse specie, evitando che vengano pescati esemplari ancora non in grado di riprodursi. A venti anni dalla adozione del codice FAO a livello globale da sostanzialmente tutti i paesi membri, e nonostante tutti gli sforzi orientati alla sua implementazione, la proporzione di pesce pescato in maniera sostenibile è sceso dal 90% al 71%, nel periodo dal 1974 al 2011. In particolare, quasi il 29% risulta essere pescato fuori da livelli di sostenibilità, ma risulta ancora più rilevante il dato di una pesca inferiore alla sostenibilità per un 10% di pescato, che potrebbe quindi fornire maggiori livelli di produzione al bilancio globale.

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